ENOLA, UNA BOMBA GAY NEL MONDO DELL’EDITORIA

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Annunciata più volte, è arrivata: Enola, collana editoriale dedicata alle pubblicazioni gay, nasce da una costola dell'editore romano Castelvecchi. Romanzi, antologie, fumetti, libri d'arte, racconti e saggi: ecco...

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Periodo ricco di iniziative, di attenzione dei media, di accattivanti pubblicità.

Frutto dell’uscita di Amato, del World Pride, della maggiore visibilità, dei ripetuti coming out di personaggi più o meno famosi. Sicuramente tutto questo. Ma soprattutto frutto dei numeri. I numeri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che stima intorno al 6 % la percentuale della popolazione gay. I numeri statistici-economici sulla maggiore propensione al consumo degli omosessuali e del potenziale economico più alto. Numeri che non sfuggono al mercato e ai suoi operatori.

Spiegata così l’attenzione degli addetti pubblicitari che oggi inondano le televisioni e le pagine dei giornali con spot mirati

Questo è uno tra i primi titoli in pubblicazione. Quali gli altri?

“Sì, Ragazzi al bar, sta uscendo insieme ad altri due titoli. Un testo dell’avv. Menzione, già uscito alcuni anni fa per le edizioni Babilonia, esaurito da tempo, completamente rinnovato dal titolo Diritti omosessuali Istruzioni per l’uso che ha una interessante nota introduttiva di Stefano Rodotà. Il terzo titolo alle stampe è Calamus di W. Whitman, che è la variante in chiave omosessuale di una parte di Foglie d’erba uscite nell’edizione del 1858-1860, che erano state epurate da lui o dai suoi biografi. Ovviamente lo presenteremo con il testo originale a fronte, con pagine autografe, per dimostrare l’autenticità dello scritto e che non si è giocato con il testo”.

Non ci hai detto nulla per quanto riguarda l’arte…

“Anche qui la scelta sarà improntata sui contenuti. Interesserà piuttosto vedere la visione, e quindi l’atteggiamento che ha avuto nei confronti dell’omosessualità. Crediamo che l’omosessualità soprattutto nel passato ha dato una certa visione del mondo. Questa visione vogliamo recuperare e ricostruire”.

In un saggio da poco pubblicato L’editoria senza editori, Andrè Schiffrin denuncia un pericolo per l’editoria moderna. “Le concentrazioni editoriali, la bassa percentuale dei lettori, la rivoluzione elettronica postano ad una desertificazione che potrebbe in pochi anni realizzare un oligopolio, che pensando solo alla massimizzazione del profitto finisce per emarginare il libro di cultura”. Fotografa in breve la crisi dell’editoria, dove il lettore medio italiano legge solo 1 o 2 libri l’anno, e dove l’avvento di Internet con le sue potenzialità apre nuovi spazi.

“Enola aprirà sicuramente un sito Internet. Siamo in ogni caso disponibili ad ogni tipo di collaborazione. Abbiamo delle collaborazioni in trattative. crediamo che il libro abbia un suo grosso futuro. E spiego il motivo. Internet è una cosa importantissima, sicuramente vero che sta rivoluzionando il modo di fare cultura, però il libro rimane un oggetto. Un oggetto di culto, una cosa che puoi portare a casa. Che puoi regalare, che puoi rivedere, rileggere. è molto diverso dall’approccio molto più veloce, di consumo, di Internet. Oltretutto noi riteniamo che i libri debbano essere delle scelte e quindi pensiamo che se un omosessualità va in una libreria e vede un romanzo o una inchiesta che gli possa interessare, perché ben scritta, può anche regalarlo”.

Devo sempre avere il gusto di toccare il libro prima di comprarlo.

“Infatti. È il famoso discorso dell’odore di cui parlava benissimo Sandro Penna, che diceva appunto: «L’odore. Sentire l’odore dell’inchiostro». Pensiamo che i nostri libri debbano essere dei prodotti, delle cose belle cercando nello stesso tempo di avere dei prezzi contenuti”.

Quali stimoli, input potete dare per risvegliare questo clima sonnolento della cultura gay letteraria in Italia?

“Riteniamo che già il fatto che esista una c.e. che provocatoriamente si occupa solo di argomento omosessualità possa essere un discorso. Poi vogliamo diventare un luogo, anche nel senso simpatico del termine, di combattimento di idee, cioè di incontro-scontro di idee. E questo farà crescere noi e penso i lettori. Cercheremo sicuramente delle iniziative per farci conoscere, per avvicinare i nostri lettori”.

World Pride: un sogno che vorresti che si avveri nei titoli dei giornali del 9 luglio.

“Spero che ci sia qualcuno che dica che gli omosessuali esistevano prima della Chiesa e che finalmente hanno dimostrato alla Chiesa che ci sono ancora. Che esistevano prima di lei, dopo di lei e insieme a lei. Nel senso che penso che la Chiesa non abbia nessun diritto di insegnare a nessuno, se non ai cattolici, cosa debbano fare nella vita e della propria vita. Mi auguro di leggere questo titolo: «C’erano prima, ci sono adesso, ci saranno anche in futuro» magari insieme”.

Potendo sognare degli autori da avere con voi in Enola, chi desidereresti che pubblicasse con voi?

“Ce ne sono tantissimi. Se devo scegliere, ne vorrei tre. Alberto Arbasino per iniziare. Un uomo che ha scritto un libro bellissimo come «Fratelli d’Italia» che per me è eccezionale. Un secondo autore che considero l’Arbasino odierno , è Antogiulio Onofri . Uscirà con noi un suo lavoro intitolato «Lo splendore e la scimmia» ad ottobre. Vorrei potendo sognare un inedito di Dario Bellezza e qualcosa di Sandro Penna. Di stranieri sicuramente il mio padre-padrino, il mio mito: Genet. Sto cercando di avere un suo lavoro, e spero di riuscirci.

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