ETERO NON SI PUO’

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Teatro: a Firenze "Indovina da chi andiamo a cena?"

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In un futuro improbabile dove l’omosessualità è "normale" due coppie di genitori si trovano a crescere due ragazzi Giuseppe e Maria che, una volta arrivati all’età adulta, si incontrano e si amano liberamente. Non chiedono nulla a nessuno. Non sono provocatori, non sono malati, né fuorilegge, sono solo eterosessuali per cui diversi dalla maggior parte delle persone. I genitori, anch’essi custodi di segreti, per un beffardo gioco del destino si trovano a doversi confrontare con un "problema" prima con la loro coscienza, poi con il partner ed infine con l’opinione della gente, silenziosa presenza invisibile che nel corso dello spettacolo serpeggia nella mente dei protagonisti e tenta di guidare le loro scelte.

Ed è proprio la gente e la paura di quello che può pensare il centro attorno al quale si aggira "Indovina da chi andiamo a cena?", rocambolesca commedia di Donatella Diamanti in scena al Teatro Rifredi di Firenze dal 10 al 21 ottobre per la regia di Andrea Taddei.

Ma la Diamanti non la nomina, la gente, l’oscura protagonista: non ne parla Katia, (Katia Beni) scrittrice donna colta e di aperte vedute che spesso ha "difeso" gli eterosessuali, non appare nei deliri di parole dell’eccentrica Sonia (Sonia Grassi) che insieme a lei forma la famiglia di Giuseppe. Non è né il papino (Niki Giustini), né il papone (Graziano Salvadori) a sviscerare apertamente i motivi della disperazione per avere un figlio "diverso": tutti e quattro sono tesi a cercare di far finta che tutto vada bene. Cercano di far cambiare idea ai figli, in modi diretti o indiretti, fino ad arrivare a fingersi genitori aperti, sperando poi in cuor loro che, come una malattia, la "mattìa" passi prima o poi. Non c’è tra nessuno di loro un solo pensiero di attenzione per il turbamento interiore dei figli che affrontano da soli e con coraggio la loro situazione e, non sopportando più la clandestinità di un amore, decidono di partecipare ad una manifestazione per l’orgoglio etero. Non sono armati, se non dell’amore reciproco: ed è proprio un loro bacio trasmesso in diretta nel Tg della sera che li porta allo scoperto e di fronte all’inevitabile confronto parentale.

Ma ad essere spaventati più di tutti restano comunque i genitori che fingono una normalità per paura, (parole dello stesso papino) paura che fino a pochi minuti dalla fine non si dissipa. Amaro è il fatto che chi tra loro intravede una soluzione od un accenno di sincera, anche se timida, apertura verso i ragazzi è chi, anche se solo per un turbamento dell’adolescenza, era stato attratto dall’altro sesso. Ed è in un mondo dove Platone e Shakespeare sono forse gli unici etero degni di nota, ma non conosciuti, ahimè, da tutti i protagonisti, che la storia si muove e prende corpo in un atto unico dove l’assenza di arredo scenico dà forza a costumi fantascientifici e pochi oggetti scenici.

Ottima la scrittura, rapidi e rispettati i tempi teatrali dagli attori che si muovono buffamente tra conflitti interiori e segreta volontà di cambiare le cose, in una società dove anche da loro un presidente, in occasione di una manifestazione per i diritti eterosessuali dice "Dobbiamo purtroppo adattarci ad una situazione, in cui al di là delle opportunità, inopportunità e preoccupazioni, c’è una Costituzione che ci impone dei vincoli…". È tagliente l’autrice, ma solo in poche frasi gettate là con delicatezza che si perdono in un orecchio disattento. E’ forte la denuncia che viene fatta con un linguaggio sereno e chiaro, e forse per questo assurdamente meno ascoltata. "E se le nostre scelte avessero a che fare col petrolio…?" Domanda o afferma più di una volta uno dei protagonisti; nessuno replica o risponde, le parole si frantumano al suolo non vengono né udite né raccolte, è il testo che sta parlando adesso, è la voce dello spettacolo che alza il volume.

"Indovina da chi andiamo a cena?"
da mercoledì 10 a domenica 21 ottobre 2001 ore 21.00 (domenica ore 16.30)
Teatro delle Donne, c/o teatro Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303, 50134 Firenze
di Donatella Diamanti – regia di Andrea Taddei
con Katia Beni, Sonia Grassi, Niki Giustini, Graziano Salvadori,

di Elena Torre

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