Fumetti lesbici o approssimazioni saffiche?

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Due fumetti italiani affrontano in maniera goffa il tema dell'amore tra donne. Fra baci mai mostrati a relazioni lesbiche sempre nascoste e inconcepibili. Le vicende di Legs e...

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Non ci è dato sapere se si tratta di una coincidenza o se è stata una scelta calcolata ma l’estate 2008 del comics italiano passerà alla storia per il coming out di due protagoniste del fumetto. Partiamo dal personaggio più popolare: l’avventuriera Rebecca Weaver, per gli amici "Legs". Dopo aver debuttato come spalla nel serial futuristico di Nathan Never, questa risoluta e agguerrita bad-girl aveva ottenuto un mensile a lei dedicato, che è stato pubblicato dal 1995 al 2005. Durante la sua avventura editoriale le voci e le allusioni a una sua presunta omosessualità (pur condita da qualche flirt etero) si erano susseguite incessantemente facendone ben presto una specie di icona lesbica. In realtà il discorso non era mai stato affrontato in maniera esplicita nonostante l’ambiguità del suo rapporto con l’amica May Frayn, e nemmeno dopo l’arrivo di Janet Blaise, un nuovo personaggio del cast decisamente più in sintonia con Legs.

A sorpresa, però, la situazione di Legs si è evoluta: nel secondo speciale Universo Alfa, La Squadra Fantasma, è stata protagonista di una lunga avventura, decisamente più seria rispetto a quelle ospitate sulla sua serie mensile, al termine della quale si è fidanzata ufficialmente con Janet Blaise! Ora, però, bisognerà vedere come verrà gestito questo nuovo status quo del personaggio: gli sceneggiatori saranno in grado di gestire una coppia lesbica con coraggio e senza scadere nei luoghi comuni?

A giudicare da questa prova generale il dubbio è legittimo: in 176 pagine di storia si intuisce che Legs e Janet si sono scambiate un bacio per due volte, ma il gesto non viene mai mostrato. Allo stesso modo i loro compagni di squadra sembrano voler fare finta di niente invece di congratularsi con loro, e d’altra parte anche le due ragazze non sembrano voler condividere la loro relazione col mondo. In effetti non si tratta di un vero coming out, e per giunta i volti angosciati di Legs e Janet quando discutono della cosa non sembrano promettere nulla di buono.

Un approccio decisamente anacronistico al tema, che però è in buona compagnia. Infatti, puntuale come le tasse, anche quest’estate è arrivato in edicola l’albo annuale dedicato alla detective lesbica Kerry Kross, dal titolo All’ultimo respiro. Forse vi chiederete dov’è il coming out, visto che questo personaggio era già dichiarato dalla sua prima apparizione nel 1995. Il "dichiararsi" non arriva da Kerry Kross, ma dalla sua amica Beverly Kerr, procuratore distrettuale di New York a sua volta titolare di un albo annuale. Finalmente le due amiche coronano il loro idillio

durante una movimentata vacanza a Las Vegas, cornificando allegramente il fidanzato di Beverly. Anche in questo caso il coming out è molto relativo, visto che Beverly Kerr vive questa relazione in modo clandestino. Gli anni passano, ma Kerry Kross non demorde e le sue avventure rimangono improbabili e surreali come sempre, soprattutto per quel che riguarda i risvolti lesbici. Praticamente tutte le ragazze con cui flirta o ha relazioni sono sposate, fidanzate o bisessuali represse: negli USA inverosimili in cui vive Kerry le relazioni lesbiche sono sempre nascoste e inconcepibili come lo sarebbero state nella provincia italiana di quarant’anni fa.

In una sequenza di quest’ultimo albo persino i camerieri dell’albergo in cui amoreggiano Kerry e Beverly non riescono a spiegarsi perchè due donne abbiano preso una suite matrimoniale! Se non altro non mancano le scene di nudo e i baci appassionati, anche se hanno un retrogusto di commedia sexy anni ’70 piuttosto imbarazzante. A parziale giustificazione di tutto ciò c’è da dire che lo sceneggiatore di Kerry Kross è Luciano Secchi (in arte Max Bunker): pur essendo un pilastro del fumetto italiano è nato nel 1939 e sicuramente non ha mai avuto dimestichezza col mondo lgbt reale, e men che meno con quello degli USA di oggi. Forse una volta queste licenze artistiche erano anche tollerabili – e compensare delle vistose lacune con qualche trovata ad effetto aveva senso – ma oggi certe scelte sono quantomai discutibili, soprattutto quando coinvolgono la rappresentazione di una minoranza che patisce quotidianamente per i pregiudizi e l’approssimazione con cui viene descritta dai media. 

di Valeriano Elfodiluce

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