Garofano Verde ’09: il sesso, i gay e le difficili relazioni

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Nella rassegna romana di teatro omosessuale è di scena la letteratura. A cominciare da una splendida riduzione di alcuni racconti del popolarissimo David Leavitt.

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Comincia come meglio non potrebbe la sedicesima edizione del Garofano Verde, storica rassegna di teatro gay della Capitale, incentrata quest’anno sul rapporto tra palcoscenico e letteratura. "Un luogo dove non sono mai stato", tratto da David Leavitt, autore tra i più amati dai lettori gay (e non solo) e capace di raccontare le atmosfere dei nostri tempi con intelligenza e malizia, riunisce in un’unica sequenza dilatata negli anni i racconti con Celia, Nathan e Andrew, seguiti con attenzione e amore, da "Ballo di Famiglia" in poi.

I due ragazzi si incontrano, si innamorano, temono di ferire l’amica facendola sentire esclusa, per poi vivere una turbolenta relazione. Lei, classica frociarola un po’ sfigata e rifugiatasi esclusivamente in amicizie omosessuali, li accompagna con abnegazione, incapace di costruirsi una vita propria e aggrappata ad un falso ossigeno che invece la annulla come donna e come persona. Simbolo di tante ragazze che non riescono a trovare una misura nei rapporti con l’altro sesso, Celia diviene col tempo giudice spietato di se stessa ma anche di tutti quegli omosessuali che, una volta usciti allo scoperto e pronti a tuffarsi con voracità in storie d’amore o in avventure di una notte, diventano prigionieri di un mondo irreale, fatto di sesso ed illusioni, dal quale è facile cadere, ma che non è semplice abbandonare. Il luogo dove non si è mai stati diventa allora la metafora di tutte queste vite: quella della ragazza che, uscita dal guscio, impara ad accettare la vita reale con tutti i suoi limiti (compreso quello di avere un fidanzato ‘non bellissimo’), e quella di molti gay che girano a vuoto e si ritrovano a superare la boa dei trent’anni senza avere acquisito un briciolo di maturità affettiva.

Della radiografia spietata di questi percorsi va dato il merito allo scrittore britannico ma anche al regista Luca De Bei, adattatore del testo e capace di sottolineare ogni passaggio con tocchi impercettibili, passando dalla sensualità alla rabbia e dall’ironia al dramma, senza mai perdere di vista l’obiettivo di fondo. Con l’ausilio di immagini e una scenografia di estrema sobrietà, movimenti esatti e una recitazione misurata che non scivola mai nella banalità o nella noia. Eccellenti sono di conseguenza anche le prove degli attori, la splendida Federica Bern e i due uomini, anche fisicamente adatti a impersonare i classici bellocci gay trasudanti sesso ma privi di una direzione verso la quale muoversi.

La rassegna continuerà con altri spettacoli che scavano nelle varie realtà gay, a partire da "Macadamia nut brittle", "fiaba crudele sull’adolescenza" che, dalla dolcezza dell’omonimo gelato del titolo, finisce per "scardinare le porte della cosiddetta normalità sessuale, spargendo sale sulle ferite di una realtà brutalmente viva". Riduzioni ad opera degli stessi autori dei romanzi per "Cronaca di un disamore" di Ivan Cotroneo e "Le mani sull’amore" di Sandro Lombardi, anche protagonista in scena in una serata unica.

Inoltre, la seconda edizione dei corti teatrali, miscela di storie catturate dalla più varia e nota letteratura gay e, in conclusione, il ritorno dell’inglese Philip Ridley, con "Vincent River", storia di un ragazzo trovato morto nei bagni di una stazione frequentata da omosessuali, protagonista ‘assente’ dello scontro tra sua madre Anita e il giovane Davey, che ha trovato il cadavere.

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Una segnalazione infine per una delle manifestazioni artistiche che ruotano intorno al Pride romano del 13 giugno: la mostra collettiva "Altrove". Tra libertà monche, diritti negati, spauracchi di malattie, guerre, prevaricazione degli oggetti sui soggetti e repressione di corpi e desideri, pure la possibilità di vivere vite autentiche non va cercata lontano: l’altrove è qui, è semplicemente un modo diverso di guardare il nostro quotidiano. Attraverso pittura, fotografia, video arte, collage e interventi installativi site-specific, il percorso espositivo mostra come gli spazi possono essere usati in modo creativo e come si possono immaginare spazi ‘altri’, aprendo porte su possibilità e fantasmagorie in perenne trasformazione.

Garofano VerdeScenari di Teatro Omosessuale • XVI Edizione

a cura di Rodolfo di Giammarco

dal 2 al 25 giugno 2009

Teatro Belli

Roma – Piazza S. Apollonia, 11/a

Tel. 06 5894875 – www.garofanoverde.info – info@teatrobelli.it

fino al 6 giugno

Un Luogo Dove Non Sono Mai Stato

testo e regia Luca De Bei

liberamente tratto dai racconti di David Leavitt

con Federica Bern, Riccardo Bocci, Giorgio Marchesi

dall’8 all’11 giugno

Macadamia Nut Brittle

Di Ricci/Forte

omaggio a Dennis Cooper

con Anna Gualdo, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori

regia Stefano Ricci

dal 13 al 16 giugno

Cronaca Di Un Disamore

Di Ivan Cotroneo dal romanzo omonimo dello stesso autore

con Giuseppe Gaudino, Nicola Nicchi, Barbara Begala

regia Enrico Maria Lamanna

dal 18 al 21 giugno

Altri Amori – Corti Teatrali Gay

di Conti, Dattola, Fea, Macrì, Manna, Termopoli, Zucca

con Andrea Capaldi, Mauro Conte, Riccardo Francia, Maria Grazia Laurini, Francesco Martino, Noemi Parroni

regia Giuseppe Marini

22 giugno

Le Mani Sull’Amore

dal romanzo omonimo

lettura d’autore di Sandro Lombardi

24 e 25 giugno

Vincent River

Di Philip Ridley

con Francesca Bianco, Michele Maganza

adattamento e regia Carlo Emilio Lerici

Altrove

Mostra a cura di Francesco Paolo Del Re e Antonio David Fiore con opere di: Azt, Zaelia Bishop e Fernanda Veron, Alessio Bogani, CupoPensiero, Claudio Evangelista, Chiara Giustiniani e Francesca Lattanzi, Alice Pasquini, Fabrizio Pompili, Angela Potenza, Nordine Sajot, Mauro Santucci, Mirko Smerdel

Roma – Rialtosantambrogio, via S. Ambrogio 4

Info: Rialtosantambrogio 06.68133640 – Circolo Mario Mieli 06.5413985

www.romapride.itwww.rialto.roma.itwww.mariomieli.org

dal 4 (ore 18) al 20 giugno 2009 – dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20

Ingresso gratuito

di Flavio Mazzini

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