GAY PULP

di

Nei pulp magazine americani sono apparsi e si sono affermati i primi illustratori gay. Lo sapevate? Da lì alle "dime novels" il passo è stato breve. E poi...

1821 0

Ormai siamo entrati a tutti gli effetti nel nuovo millennio, ed è molto facile puntare la nostra attenzione su quello che può riservarci il futuro. Tuttavia è sorprendente quanto poco si sappia di alcuni aspetti del nostro passato che ancora ci influenzano.

Entrando nel merito dei fumetti gay, per esempio, può essere interessante indagare sul perchè abbiano fatto tanta fatica ad affrancarsi dal mondo dell’illustrazione, riuscendo ad affermarsi e diffondersi nella comunità gay solo in anni recenti.

Lo stesso Tom of Finland, più che “fumetti”, realizzava sequenze di illustrazioni, e a tutt’oggi gli illustratori gay di successo superano di gran lunga i fumettisti. Perchè, nella comunità gay, l’illustrazione ha sempre prevalso sul fumetto, impedendogli per lungo tempo di “spiccare il volo”?

Anche se sono in pochi a saperlo, i primi media a prendere in considerazione comunità gay americana (esempio e modello per tutte le comunità gay moderne), non sono stati i fumetti bensì i racconti illustrati dei pulp magazines! E così l’illustrazione è diventata parte integrante della cultura gay statunitense (prevalendo per lungo tempo sulle altre forme d’arte, e influenzandole tutt’ora). Per capire come tutto questo è potuto accadere bisogna fare un lungo passo indietro, per arrivare a circa un secolo fa. In pochi anni i salariati statunitensi erano passati da dieci a trenta milioni, le città diventavano poli di attrazione per un numero sempre crescente di persone in cerca di una vita migliore, il tasso di alfabetizzazione cresceva e la voglia di svagarsi dopo il lavoro anche. Il telefono era per pochi e la televisione era ancora fantascienza, gli stipendi non permettevano divertimenti lussuosi, il cinema e la radio erano molto controllati e i fumetti erano considerati “per bambini”, così l’unico passatempo stimolante e a buon mercato rimaneva la lettura.

Tuttavia le letture colte e i romanzi impegnati non erano alla portata della gente comune, che cercava uno stile semplice, emozioni forti e soprattutto edizioni economiche.

Fu così che naquero le “dime novels”, che prendevano il nome dal costo di ogni singolo fascicolo (10 centesimi erano un “dime”) e che erano serie di fascicoli riccamente illustrati e incentrati su un personaggio che viveva vicende appassionanti, spesso in luoghi esotici e in situazioni inverosimili.

Le dime novels arrivarono anche in Italia, ma dovendo sottostare a pregiudizi e moralismi vari, passarono di moda in fretta.

Col tempo le dime novels, che erano monografiche, lasciarono il posto a più corpose riviste, i pulp magazines (chiamati così per il grossolano impasto della carta “usa e getta” su cui venivano stampati – la “pulp”, appunto), che presentavano vari personaggi e si distinguevano per un maggior peso dato al fantastico (fantascienza e fantasy sono generi nati proprio nei pulp magazines). La diffusione dei pulp magazines fu enorme, al punto che l’esercito inseriva le cartoline per l’arruolamento proprio fra le loro pagine, mentre il cinema di Hollywood affondava (e affonda tutt’ora) le sue radici in questo tipo di narrazione. La chiave del successo dei racconti pulp era proprio la loro capacità di emozionare il pubblico, offrendogli esattamente il genere di emozioni che richiedeva, ricorrendo anche alla violenza, al grottesco e all’erotismo quando era necessario.

E questo spiega perchè il fenomeno “pulp” ha presto strizzato l’occhio alla comunità omosessuale.

Tutto ebbe inizio in occasione della Seconda Guerra Mondiale : per la prima volta l’esercito prescriveva il divieto di arruolamento per i gay, e pertanto i giovani americani che venivano chiamati alle armi dovevano rispondere ad un questionario sulla loro vita sessuale! A quanto pare il numero di persone che risultarono “non idonee alla vita militare” fu abbastanza alto, ma molto, molto, più alto fu il numero delle reclute che mentirono nei test e che furono “scoperti” solo successivamente. Cosa succedeva quando un militare veniva scoperto gay? Molto semplice : veniva scaricato nella città con la base militare più vicina, e – poichè la maggioranza dell’esercito americano era dislocato sulle coste – tutti i gay venivano lasciati… A San Francisco e (in minor misura) a New York! Ovviamente tutti questi ex-militari sarebbero dovuti tornare nelle loro città d’origine con un marchio d’infamia, e quindi preferivano restare nelle città dove erano stati abbandonati per cercare di farsi una nuova vita, possibilmente aggregandosi e sostenendosi a vicenda…. E fu così che, senza volerlo, l’esercito degli Stati Uniti creò gli embrioni della comunità gay più rappresentativa del mondo!

Quello che stava accadendo, per quanto minimizzato dalle autorità, non era passato inosservato agli editori di riviste pulp (soprattutto quelli californiani) che volevano raggiungere il pubblico più ampio possibile. La diretta conseguenza fu che, dalla Seconda Guerra Mondiale fino all’arrivo della liberazione sessuale (alla fine degli anni ’60), i romanzi pulp furono l’unico vero esempio di prodotto esplicitamente “dalla parte degli omosessuali”!

Come si manifestava tutto questo? In maniera decisamente creativa e, sotto certi punti di vista, persino più varia rispetto ai giorni nostri. Ovviamente era necessario agire nei limiti della censura, tuttavia nessuna tematica gay o gay friendly veniva trascurata, e fra i protagonisti dei nuovi romanzi pulp ci furono gay, lesbiche, bisex, transgender, travestiti di ambo i sessi, ermafroditi e persino transessuali!

L’aspetto probabilmente più originale di tutto questo materiale era l’approccio discreto, ma decisamente diretto e all’avanguardia, con cui si affrontavano questi argomenti (soprattutto se si considerano quegli anni perbenisti e bigotti). 007 in versione gay e pianeti popolati da lesbiche non erano rari… Ma nemmeno padri di famiglia che perdevano la testa per i colleghi di lavoro, o ragazze che sfruttano i loro fidanzati come copertura per le relazioni con le loro amiche… Tutta una serie di situazioni che – per coraggio e inventiva – avrebbero molto da insegnare a scrittori e registi di oggi…

Quando i fumetti iniziarono a trattare temi più adulti subentrarono lentamente ai romanzi pulp nelle preferenze del pubblico che ancora preferiva la lettura ai nuovi media (come la TV), ma la comunità gay si era talmente legata a questi prodotti che – probabilmente per una questione di identità culturale – ha continuato a produrre fino ad oggi racconti illustrati in stile pulp (anche esplicitamente pornografici), preferendo le illustrazioni al fumetto vero e proprio.

Attualmente il fumetto gay sta prendendo sempre più piede, certo, ma finchè non proporrà temi e opere capaci di eguagliare – a livello simbolico – l’epoca d’oro del pulp, difficilmente potrà prendere il suo posto nell’immaginario gay d’oltroceano.

Se e come questo accadrà, lo scopriremo nei prossimi anni…

di Valeriano Elfodiluce

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...