Quell’amore lungo una vita nella Glass House

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Una casa da sogno con vista sul mondo e un amore che - anche lui - non ha conosciuto confini.

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2021 0

La sua Glass House, residenza di New Canaan costruita nel 1949, si fondava su un concetto allora ardito: l’amore assoluto per la natura e per la bellezza del paesaggio. Qui, tra gli alberi del Connecticut, il capolavoro diventa pura trasparenza, casa senza muro, vista sul mondo a un’ora di treno da New York, in un campus che oggi è centro rinomato di arte contemporanea (già nel 1986 Johnson aveva donato la proprietà al National Trust for Historic Preservation, che l’ha aperta al pubblico nel 2007).

La teca di vetro progettata da Philip Johnson, nato nel 1906 a Cleveland, ha un accesso al centro di ogni facciata e una pianta completamente libera, eccezion fatta per il volume cilindrico che contiene su un lato il bagno e sull’altro il camino. La casa è dichiaratamente ispirata alla Farnsworth House nei dintorni di Chicago, capolavoro dell’amico e alter ego tedesco Ludwig Mies van der Rohe nei dintorni di Chicago. Se la Farnsworth House è un edificio singolo, quasi avulso dal contesto, la Glass House è espressione di un progetto più ampio unitamente a tredici altre costruzioni disposte sui 20 ettari della proprietà, tra cui la guest house, il tempio sull’acqua, la pinacoteca, la galleria delle sculture, la libreria-studio e una scultura in cemento di Donald Judd aggiunta al giardino nel 1971. Una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Molti degli arredi originali presenti nella Glass House provengono dall’appartamento newyorchese di Johnson progettato nel 1930 proprio da Mies.

Aveva viaggiato in lungo e in largo per l’Europa, Philip Johnson, fino a trovare il sopracitato alter ego tedesco Ludwig Mies van der Rohe. Il sodalizio tra i due culminò nello splendido Seagram Building di New York, uno dei principali manifesti del Movimento Moderno. Il New York Times, travolto da un clamoroso entusiasmo, lo definì all’epoca “la più importante costruzione del ventesimo secolo”.

Di certo Johnson, primo architetto a vincere il prestigioso premio Pritzker nel 1979, fu tra gli uomini più influenti del ventesimo secolo.

Questa è la sua Puerta de Europa di Madrid, iconiche torri inclinate inaugurate nel 1996.

L’architetto fu citato da David Bowie nella sua Thru’ These Architect’s Eyes contenuta nell’album 1. Outside del 1995, diciannovesimo album in studio.

Philip Johnson si legò per la vita a David Whitney, conosciuto quando quest’ultimo era uno studente di ventuno anni iscritto alla Rhode Island School of Design. Whitney, poi curatore, editore e avido collezionista (nonché amico e confidente di Andy Warhol), fu il fidato compagno per quarantacinque anni. Nel 2005 morirono entrambi, a distanza di circa sei mesi, nonostante i trent’anni e oltre di differenza d’età.

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