GOLINELLI CONTRO TUTTI

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L'autore di "Come ombre" partecipa al libro "Autori contro la guerra", spara a zero su Bush, critica le posizioni dei gay ("troppo morbide") e contesta Oliari sul "caso"...

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Reduce dalla sua “tournee” siciliana, dove ha recentemente presentato “” ed altri suoi romanzi, incontriamo Alessandro Golinelli a Milano.

Nell’intervista esclusiva a Gay.it, l’autore di “Come ombre” e “Basta che paghino” presenta il nuovo progetto “Autori contro la guerra” (Edizioni Associate) – un’antologia di scritti a cui partecipano anche Dario Fo, Gianni Vattimo, Mario Luzi, Elena Doni, Vauro, Bruno Segre, e i cui incassi sono devoluti ad Emergency; parla dell’atteggiamento dei gay sul conflitto in Iraq e contesta duramente le posizioni del consigliere trentino Marcello Oliari, che in una nostra precedente intervista aveva sostenuto che i gay devono lottare per l’affermazione dei loro diritti, prima di promuovere battaglie per i diritti di tutti (vedi “Gay trasversali o… di traverso?“).
Partiamo proprio da questo tema. «Quella di Oliari è un’idiozia – commenta Golinelli – dato che anche nella Germania degli anni Trenta gli omosessuali avevano i loro spazi di libertà (penso ad alcuni caffè, tra i quali il celebre “Eldorado”). Improvvisamente, però, quando il nazismo iniziò a perseguitare le minoranze, gli omosessuali furono i primi a caderne vittima. Questo dimostra che i gay devono manifestare con la gente, ma la gente la si raccoglie intorno ai diritti di tutti. Personalmente non mi interessa affatto marciare con chi crede che i propri diritti vadano affermati contro i diritti degli altri. Anzi, persone come queste sono nocive alla causa gay.»
Oliari però ha contestato le posizioni di alcuni consiglieri di Alleanza Nazionale che avevano definito l’omosessualità una cosa “da biasimare, in quanto frutto di sollecitazioni trasgressive contro i valori sani e fondanti della nostra società cristiana”..

Mi sto innervosendo, possiamo cambiare argomento? Non mi farai commentare tutto il tempo Oliari che si preoccupa di correggere tre deficienti..
I gay e la guerra. Partiamo dal testo che hai scritto per Emergency. Il tuo brano si intitola “Tutte le cose che Idra non sapeva”. Cosa non sapeva Idra esattamente?
Che sarebbe morta sotto le bombe, per volontà di un manipolo di politici corrotti e sanguinari, che si fingono liberatori mentre invece sono criminali. Criminali al pari di quei dittatori contro i quali sostengono di voler combattere. Ho aderito con entusiasmo a questo progetto, che ha raccolto intorno all’impegno per la pace firme importanti del nostro ceto intellettuale. Il libro si chiama appunto “Autori contro la guerra” e sta andando benissimo. Invito tutti ad acquistarlo, contribuendo così a sostenere i progetti di Emergency per le vittime civili dei conflitti. “Autori contro la guerra”, infatti, devolve interamente i diritti d’autore a questa importante organizzazione umanitaria.
Dario Fo ha definito la guerra in Iraq “una grande tragedia che in certi momenti somiglia ad una farsa”. Sei d’accordo con il premio Nobel?
Non avrò l’acutezza di Fo, ma non riesco neppure a vedere il lato farsesco di questo massacro. Vedo solo la parte tragica. Vedo una grande tragedia dell’arroganza e per questo provo soltanto sdegno, angoscia, rabbia.
I gay sono stati sempre numerosi alle manifestazioni contro la guerra. Ma su questo tema i movimenti sembrano non essersi spinti oltre il politically correct. Tu che ne pensi?
Per quanto riguarda il numero dei gay che sono contro la guerra, non credo ci si possa sbagliare se diciamo tutti o quasi tutti, dato che oltre l’ottanta percento degli italiani contesta le posizioni di Bush e del suo maggiordomo Tony Blair. Molte sigle del movimento gay hanno aderito ufficialmente – talvolta promuovendoli – ai cortei di protesta, ma è sembrato complessivamente che su questo argomento i gay non abbiano brillato né per quantità né per qualità. Non è questo il momento delle polemiche – dato che la guerra è ancora in corso e se ne sta già preparando un’altra contro la Siria – ma credo onestamente che per la pace il mondo gay poteva e doveva fare di più.
L’omosessualità nella storia degli uomini è stata spesso considerata un tabù. La guerra lo sarà mai?
Forse lo è già nella coscienza di tanti giovani europei. Certo non lo è per la nostra classe dirigente o per chi, in America come in Europa, detiene il potere. “E’ tutta colpa di Saddam” – ho sentito ripetere fino alla nausea per giustificare le azioni militari. Ma poi si sono buttate bombe sui reparti di maternità degli ospedali di Bagdad. Anche questo per colpa di Saddam? Davanti a questa barbarie è possibile solo ripetere le parole del Papa o quelle, semplici ma altrettanto irremovibili, di un giornale della sinistra: “No e poi no”.

di Dario Remigi

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