GORE VIDAL: “IL MIO AMORE PER JIMMIE”

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Nell'autobiografia "Palinsesto" lo scrittore americano si mette a nudo e parla dell'unico grande amore della vita: rivela che non si tratta dell'uomo col quale vive da 44 anni...

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Controverso, ironico, lieve, risoluto. Ma potremmo aggiungere altri cento aggettivi per descrivere la complessa personalità di Gore Vidal, uno degli scrittori americani fra i più letti nel suo paese (il primo romanzo del 1946,

Lo scrittore afferma che con Jimmie era riuscito a ricostituire il maschio originario che Zeus aveva spaccato in due, ma che dopo di lui non ha più ritrovato la sua metà. Poco oltre farà la più intima confessione del libro: nonostante conviva da 44 anni con lo stesso compagno, Howard Austen, la loro relazione non è mai stata sessuale. Alla luce di tale dichiarazione, le pagine che raccontano di Jimmie risultano struggenti. Il loro ultimo incontro avvenne all’età di 17 anni in una sala da ballo. Si ritrovarono nei gabinetti degli uomini e lì ancora una volta furono una sola cosa, ma fu l’ultima. Gli eventi si frapposero alla loro amicizia: il conflitto mondiale, la partenza per il fronte. Jimmie nel 1944 si arruolò nei Marines e morì all’età di 19 anni.

Abbiamo riferito di questo episodio non solo perché l’argomento ci interessa più di altri ma anche perché in questa “autobiografia” lo scrittore non dice molto di più riguardo a se stesso.

racconta che in occasione dell’incontro dei G7 di Napoli andò a conoscerlo a Ravello snobbando la compagnia dell’allora First Lady Veronica Lario, moglie di Silvio Berlusconi. Insomma, più di quattrocento pagine ricche di personaggi e di avvenimenti che scorrono veloci e leggeri grazie a una prosa sapiente e mordace.

Il libro si conclude proprio dove l’altra sua biografia, quella dello storico Fred Kaplan intitolata Gore Vidal: a Biography, comincia. La scena è Rock Creek Park Cemetery, Washington D.C. dove Vidal e il suo compagno Howard Austen hanno scelto il luogo dove riposare per sempre. Lo scrittore che fino ad ora si era descritto molto disinvolto fra mille personaggi e situazioni, per la prima volta si mostra a disagio: la sua ironia si trasforma in una sottile malinconia che comunque rimane sospesa grazie a un’inevitabile battuta finale.

GORE VIDAL (1925), Palinsesto

Fazi editore, 2000, 492 pp., Lire 35.000

Titolo originale: Palimpsest: a Memoir, Random House, 1995

di Alberto Bartolomeo

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