“Grazie a Dio è gay”: Rosita fa incetta di luoghi comuni

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L'ultimo libro di Rosita Celentano, animato dalle migliori intenzioni in favore delle battaglie della comunità lgbt, rischia però di essere una macedonia di stereotipi triti e ritriti.

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Dopo il libro "Grazie a Dio ho le corna" Rosita Celentano, figlia maggiore del molleggiato più famoso d’Italia, sta promuovendo adesso quello che lei stessa definisce "la seconda puntata sull’eduzazione sentimentale". Interamente dedicato al mondo gay, l’ultima fatica letteraria di Rosita si intitola "Grazie a Dio è gay – Perché i gay sono i migliori amici delle donne? Uomini etero, ispiratevi a loro". Se qualcuno ha già intravisto lo spettro del luogo comune, aspetti di leggere la quarta di copertina. "I veri uomini esistono, e sono gay. Parola di Rosita Celentano (…) che racconta che non c’è storia: chi si trova, per natura o per scelta, ad amare una persona del suo stesso sesso ha capito tutto della vita, delle relazioni e specialmente del valore profondo dell’amicizia". Ed è qui che interviene un grande classico, ovvero l’inflazionato ho-tanti-amici-gay. 

"Partendo come sempre dalla propria esperienza – continua la descrizione -, Rosita Celentano parla prima di tutto di esseri umani, fatti di intelligenza e sentimenti; parla del rapporto che la lega ai suoi amici gay, della ricchezza e della sincerità che lo caratterizzano; e si scaglia contro l’omofobia e il pregiudizio, sostenendo il diritto di ciascuno di vivere liberamente la sessualità senza subire discriminazioni, repressioni e violenze di alcun tipo".  La descrizione conclude con un consiglio agli uomini eterosessuali per avere successo con le donne: "Il maschile e il femminile sono qualità intrinseche della personalità di ognuno di noi, e il rispetto di sé e degli altri comincia proprio nel riconoscere questa doppia natura. E allora, per essere davvero uomini, basta accogliere quel pizzico di femminile che ogni vero maschio si porta dentro: farà bene a loro e renderà felice qualunque donna eterosessuale".

Il libreria con Salani, 109 pagine, prezzo 7,56 euro.

Va apprezzato, naturalmente, l’appoggio al matrimonio gay, alle adozioni, la condanna ferma dell’omofobia e la manifesta vicinanza all’intera comunità, ma forse si si sarebbe aspettati un tentativo di abbattere i luoghi comuni, piuttosto che alimentarli, seppure con le migliori intenzioni possibili. Perché gli ingredienti della macedonia di stereotipi ci sono tutti: si passa da "personaggi così creativi" dotati di "semplicità che li rende autentici" fino al solito "più sono grandi, più sono umili e sensibili".

E dopo un elenco di arcinoti personaggi storici omosessuali (da Galileo a Oscar Wilde passando per Pasolini) anche l’attacco all’omofobia finisce per essere la superficiale riproposizione di cose dette e ridette: "E’ chiaro che quando un uomo ha tanto livore contro i gay – scrive Rosita riferendosi ad omofobi famosi – sta cercando di combattere qualcosa di insito in se stesso che teme di non riuscire a dominare.  Altrimenti perché questa foga nel combattere qualcosa che non toglie nulla a nessuno?”.

Insomma, non sappiamo quale sia il target a cui il libro di rivolge, ma forse farebbe molto meglio alla comunità lgbt se si tentasse di superare definitivamente certi stereotipi, nel bene e nel male.

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