IL FUTURO DEI FUMETTI GAY

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Le ultime dopo la Comiconvention di Milano. Non solo Giappone, ecco cosa si muove in Italia.

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La Comiconvention che si è recentemente tenuta a Milano e la conferenza che ha animato i locali dell’After Line sono servite per fare il punto della situazione dei fumetti a tema gay nel nostro paese. La situazione si sta evolvendo con lentezza, ma con una certa costanza, e a distanza di un solo anno dall’ultimo incontro sull’argomento (clicca qui) sono già riscontrabili alcuni cambiamenti che indicano nuovi sviluppi per questo fenomeno.

Il fumetto a tema gay (anche erotico), è a tutt’oggi promosso e sostenuto soprattutto nella sua accezione "giapponese", ovvero tramite i cosiddetti shonen-ai e yaoi (clicca qui), siano essi prodotti in Italia o importati dal Giappone. Nonostante ridurre l’idea di fumetto gay al solo contesto "manga" sia estremamente riduttivo, bisogna riconoscere che l’ascendente che esercitano questi prodotti su quella parte di pubblico cresciuta visionando prodotti giapponesi (siano essi fumetti o cartoni animati) è molto forte e in continuo aumento. Lo stand dell’associazione YSAL (clicca qui), per esempio, nel giro di un anno ha raddoppiato il suo spazio nella Comiconvetion, ed è stato uno dei più bersagliati dell’intera fiera.

Nonostante la quantità di prodotti importati sia irrisoria rispetto all’offerta giapponese, gli appassionati hanno potuto visionare e acquistare prodotti per tutti i gusti (dal soft all’estremamente hard) e in tutti gli stili possibili (anche perchè, finalmente, iniziano ad essere importati manga più propriamente "gay").

Non è da sottovalutare, inoltre, un elemento che, in Giappone come in Italia, sta iniziando a modificare il concetto stesso di manga erotico (e che sta attirando nuove fasce di pubblico): fino a qualche anno fa una legge nipponica non consentiva la rappresentazione esplicita degli organi sessuali e dei peli pubici, ma ora che questa legge è venuta a mancare la maggior parte degli autori ha deciso di riappropriarsi di questi particolari anatomici, rendendo i manga omoerotici più appetibili per quanti finora non avevano gradito certi tabù. Resta il fatto che da noi, a differenza che in Giappone, i fumetti di questo tipo continuano ad essere apprezzati indistintamente da ragazze e ragazzi e, cosa non da poco, offrono spunti di discussione e momenti di aggregazione per giovani di ambo i sessi e di tutti gli orientamenti sessuali.

Tuttavia, nonostante l’YSAL fornisca un servizio di importazione in continuo perfezionamento, anche sul fronte "made in Italy" la situazione si sta lentamente sviluppando in una maniera impensabile anche solo qualche anno fa.

Alla conferenza che si è tenuta all’After Line (con un certo seguito nonostante il cattivo tempo e lo sciopero ferroviario), Veruska Sabucco (clicca qui) ha presentato il progetto editoriale "BOY + BOY", ovvero un trimestrale (da lei curato) che presenterà storie autoconclusive a tema gay realizzate da autori esordienti (e le tavole visionate in anteprima promettono davvero bene), mentre Massimiliano de Giovanni ha confermato l’intenzione della Kappa Edizioni di proseguire con la propria politica gay friendly (a partire da Kizuna, il cui secondo numero è stato presentato proprio in questa occasione).

Nella stessa sede sono intervenute anche autrici e autori, per portare la loro esperienza (spesso non facile, in un paese come il nostro) e rendere partecipe il pubblico delle proprie conquiste (sono intervenute, fra l’altro, Zel, Xel e il duo noto come "le perugine").

Un intervento significativo è stato quello di Eva Villa, che per prima ha tentato questa strada in Italia con i suoi manga omoerotici : quando aveva iniziato nel 1994, portando il suo materiale all’Expocartoon di Roma, aveva dovuto scontrarsi con lo scherno e la diffidenza del pubblico, ma al tempo stesso aveva dato modo a quanti nutrivano questa passione di avere un punto di riferimento iniziale, ponendo le basi per il fenomeno a cui stiamo assistendo oggi.

Se il sostegno e il gradimento del pubblico continueranno a crescere non è da escludere altri progetti e iniziative di vario tipo possano prendere consistenza con un ritmo più spedito e con maggiori sfaccettature, dando a questo tipo di narrativa un riconoscimento e una diffusione proporzionali alle loro potenzialità.

di Valeriano Elfodiluce

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