IL PRIDE VISTO DA UN ETERO

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Pietro ci tiene a far sapere di preferire le donne, ma lo scorso giugno era a Bari. Ecco le sue impressioni e le sue fotografie di quel Pride....

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Pietro De Giorgio è un fotografo dilettante – che spera di diventare professionista – che lo scorso giugno ha assistito per la prima volta a un Gay Pride. Si era infatti recato a Bari, dove si svolgeva la manifestazione nazionale, per scattare qualche foto. Pubblichiamo nella galleria alcune delle sue foto, e qui di seguito le sue impressioni sull’evento. Dalle quali scaturisce un approccio ingenuo, certamente da ‘novizio’ al mondo gay. Ma pieno di spunti di riflessione interessanti.

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Sono un giovane fotografo eterosessuale presente lo scorso mese di giugno all’edizione 2003 del “GayPride”.

Le fotografie che ho scattato non sono una semplice rassegna documentaristica di un pomeriggio di festa ma vogliono essere, senza presunzione e demagogia, qualcosa di più.

Ho scelto di “scattare” completamente “immerso” tra i protagonisti di quella festa (piuttosto che da dietro una transenna), passeggiando, ridendo e scherzando insieme a loro.

In alcune immagini si legge una energia e una gioia di condivisione che poco o nulla hanno a che fare con il contesto provocatorio e antidiscriminatorio, quale il “GayPride” vuole, forse, risultare agli occhi della platea etero cui è rivolta.

Quello che ho fotografato quel giorno poteva essere forse un corteo festoso il pomeriggio del martedì grasso piuttosto che un gruppo di amici in una gigantesca discoteca all’aperto. Poteva essere qualsiasi cosa. L’unica cosa che, in alcune circostanze, si faceva davvero fatica a capire era che si trattasse di una carovana di centomila “diversamente orientati sessualmente”, concedetemi il neologismo personale.

In alcuni frangenti, infatti, ho fatto effettivamente fatica a comprendere dove realmente mi trovassi, se stavo scattando foto o se invece, partecipassi a una grande festa collettiva, a una baldoria universale, priva di etichette.

A quella manifestazione, ovviamente, non ci ero mai stato, né come protagonista né come spettatore. E quel sabato, infatti, non ero né un protagonista né uno spettatore, uno dei tantissimi spettatori (sia omo sia etero) che erano assiepati, curiosi e partecipi, lungo i bordi delle strade percorse dal corteo, e provenienti da tutta Italia.

Alcuni miei conoscenti, prima di decidere se recarmi o meno a Bari per fotografare l’evento, avevano testualmente cercato di dissuadermi dal proposito avvertendomi:”…ATTENZIONE, CHE POI QUELLI LI’ VA A FINIRE CHE TI FANNO CAMBIARE IDEA…oppure”…MA CHI TE LA FA FARE DI ANDARE FIN LI’ A FOTOGRAFARE DEI FROCI”…

Beh, se prima di ascoltarli ero effettivamente indeciso sul da farsi, dopo averlo fatto, vi assicuro che ero più deciso che mai ad andarci…FIN LI’.

Quel pomeriggio di giugno, dunque, ero semplicemente un giovane fotografo pugliese, un eterosessuale come tanti altri arrivati FIN LI’, contento di essere andato FIN LI’ quel giorno, in quel divertentissimo e simpaticissimo “casino”, nella condivisione di un momento di festa e di uguaglianza che è sicuramente andato al di là delle reciproche preferenze sessuali. Almeno, dal mio punto di vista. E vi assicuro che, alla fine, non ho assolutamente cambiato idea sulle mie preferenze sessuali.

Quel giorno, per me, eravamo semplicemente tutti amici, tutti uguali.

Etero, gay, lesbiche, trans (alcuni davvero simpaticissimi più di tanti miei conoscenti etero)…con tutti e per tutti è stata davvero una piacevole festa, a prescindere dai motivi, più o meno condivisibili, della necessità di una giornata cosiddetta “Pride” per sottolineare un orgoglio di appartenenza, qualsiasi esso sia (e non mi riferisco esclusivamente alla comunità omosessuale).

Non sono un fotografo professionista (almeno non per ora) ma mi piace farmi trovare, comunque, sempre pronto con la mia macchina fotografica in ogni situazione che mi ispiri particolarmente, come il “BariPride” è stato.

Con la macchina fotografica preferisco “rappresentare” piuttosto che documentare. Quando “vedo” un ‘immagine, cerco di collocarla in un quadretto di simboli rappresentativi ancora prima di scattare, e sottraendola al contesto della cornice.

Cerco, in pratica, di tirare fuori “l’anima” del mio soggetto evitando che esso diventi un semplice oggetto da guardare e da accantonare subito dopo. Icona, dunque, piuttosto che semplice fotocopia della realtà.

Non so se riuscirò mai a trasmettere al mio osservatore le stesse sensazioni e le stesse emozioni che ho provato io al momento dello scatto, ma è quello che mi sforzo di fare ogni volta che fotografo qualcosa o qualcuno.

Comunque sia, conserverò per sempre nella bacheca dei ricordi quel ricordo di festa, orgoglioso (visto che di “pride” si sta scrivendo) di aggiungere, da eterosessuale che…quel giorno c’ero anch’io.

Pietro De Giorgio

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Pietro De Giorgio, classe 1973, fotografo e web master non professionista, attualmente vive e…”crea” a Taranto, da dove cura e gestisce il suo “neonato” sito web personale, raggiungibile dall’indirizzo www.pietrodegiorgio.it e dove, tra l’altro, è possibile visionare la serie fotografica completa del BariPride 2003 da cui queste immagini sono tratte.

Per info e commenti: info@pietrodegiorgio.it pierinick@virgilio.it

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