IL TALENTO DI ESSERE GAY

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Edmund White, il più importante scrittore gay americano vivente, letto in USA da intere generazioni, finalmente tradotto anche in Italia. Un'intervista sul filo dell'ironia, come i suoi scritti.

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Una volta le interviste agli scrittori stranieri di successo si facevano nelle hall dei grandi alberghi. Il giornalista, dopo lunghe trattative con l’agenzia letteraria che lo rappresentava, riusciva a ottenere qualche minuto del suo preziosissimo tempo per poche domande già ampiamente concordate in precedenza.

Con Edmund White le cose sono andate diversamente. Ho ottenuto il suo indirizzo elettronico e, con un po’ di titubanza, gli ho scritto proponendogli l’intervista. Nel giro di pochi minuti mi è arrivata la sua risposta. Accettava con molto piacere, confermando appieno la descrizione di persona disponibile e cordiale che di lui mi aveva fatto Giovanna Calvino anche lei altrettanto amabile e simpatica (e, soprattutto, bella) che ha fatto da tramite all’incontro online e che qui desidero ringraziare di cuore.

Mr. White innanzitutto sono curioso di sapere se lei è consapevole di essere considerato nella comunità gay italiana uno "scrittore vate". Una specie di profeta della letteratura gay.

Non ho idea di come la mia opera sia percepita in Italia ma ho il sospetto che non ci sia da preoccuparsi.

E a proposito. Pensa che si possa davvero parlare di una letteratura gay? Di fronte a un scrittore come lei questa definizione mi sembra alquanto restrittiva.

Aldilà di ogni altra cosa, uno scrittore spera sempre di avere il più vasto pubblico di lettori possibile. Ma da scrittore omosessuale so per certo che una parte dei miei lettori gay aspetta con ansia i miei libri e li legge cercando la solidarietà e il riscontro di comuni esperienze mai raccontate prima. Almeno questo è il piacere che ho provato leggendo la raccolta di David Leavitt, "Arkansas", o le esperienze militari di Tondelli, oppure le reazioni di Alan Hollingurst all’AIDS nel libro "The folding star", o ancora l’opera completa di Herve Guibert. Gli autori eterosessuali – bianchi, maschi, di classe media – provocano le stesse intense reazioni? Ci interessa davvero se sono d’accordo con noi o no?

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