IL VERO VOLTO DI FRIDA KAHLO

di

Apre il 9 ottobre al Palazzo della Permanente di Milano la più grande mostra mai realizzata sulla affascinante artista messicana. Appassionata, bisessuale, rivoluzionaria.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


MILANO – E’ la più importante mostra mai realizzata al mondo per numero di opere, dedicata alla grande artista messicana. Organizzata da Arthemisia, in collaborazione con il Centro Italiano per le Arti e la Cultura, “Frida Kahlo la mostra” ricostruisce, in un percorso ideale e simbolico attraverso alcune delle opere più significative della pittrice, accompagnate da testimonianze fotografiche di grande interesse, le tappe della vita e del lavoro di una donna che, già durante la vita, aveva assunto le caratteristiche del mito.
La mostra, curata da Achille Bonito Oliva e Vincenzo Sanfo, si avvale del prestito, concesso per la prima volta, dell’intera collezione del Museo Dolores Olmedo Patiño, alla quale si aggiungono altre opere provenienti da importanti prestiti internazionali.

Gli avvenimenti drammatici che segnarono la vita di Frida Kahlo sono molto noti (negli ultimi anni sono stati dedicati numerosi libri e un paio di film all’artista). Figlia di padre europeo e di madre messicana, nel 1925, a 18 anni, fu vittima di un incidente che le procurò ferite così gravi, diffuse in quasi tutto il corpo, che la portarono e subire oltre trenta interventi chirurgici da quel momento fino al 1954, anno della sua morte. Fu durante la prima convalescenza che cominciò a dipingere i suoi autoritratti, aiutata da uno specchio appeso sul soffitto.
La sua pittura si trasformò presto in un “diario” della sua vita: la vicenda amorosa con Diego Rivera fatta di passione e tradimenti reciproci (Frida non disdegnava di tradirlo anche con donne); la militanza nel partito comunista; la storia e la tradizione messicane così radicate in lei; la famiglia, quella di origine e quella “allargata”, come punto costante di riferimento affettivo e ideologico.
Fu Andrè Breton, il padre del surrealismo, a firmare la prefazione al catalogo della mostra organizzata, nel 1939, nella galleria di Julian Levy a New York e Picasso a Kandinsky furono entusiasti della sua pittura quando ebbero modo di vedere le sue opere esposte a Parigi. Frida, fedele alle proprie origini e alla propria originalità rifiutò la definizione che le venne data di artista surrealista. “Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.

Un’opera e una vita al di fuori di qualsiasi definizione e una realtà, la sua, dominata dal tema del dolore, vissuto e trasformato nella pittura con quell’ironia tanto tipica dell’artista e tanto radicato nella cultura messicana. E’ da questo approccio che nascono quadri come “Pensando alla morte” del 1943, “La colonna spezzata” (foto, entrambi presenti in mostra) ma anche veri e propri inni alla vita come l’ultima opera dipinta che si intitola, per l’appunto, “Viva la vita”.
L’eccezionalità, nel senso etimologico del termine, di Frida Kahlo, deve essere il filo conduttore che accompagna il visitatore in questa mostra, altrettanto straordinaria per la sua completezza. Eccezionalità che ne fece una delle donne più amate e fotografate del suo tempo, una delle artiste più stimate e che, ancora oggi, crea intorno alla sua figura consensi forse senza precedenti.

Palazzo della Permanente – Milano
dal 9 ottobre 2003 all’8 febbraio 2004
FRIDA KAHLO
la mostra
Orari
lunedi 13-20
martedi e giovedi 10-23
mercoledi, venerdi,sabato, domenica 10-20
Biglietti
intero 9 euro
ridotto gruppi 7 euro
scuole 4 euro
Infoline 24h/24h – www.ticket/frida.it
tel. 02.54915

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...