JEFFREY, L’AMORE AI TEMPI DELL’AIDS

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Dopo il grande successo off-Broadway, Fabio Canino porta in Italia la 'cult gay comedy' scritta da Paul Rudnik. Per divertirsi e riflettere.

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Dopo il grande successo off-Broadway, arriva anche in Italia, dal 23 ottobre al teatro Colosseo di Roma, il musical Jeffrey, portato in scena da Fabio Canino per la regia di Ciro Pipolo. Al grido di "odia l’AIDS, non odiare la vita", Jeffrey, in esclusiva nazionale, si rivela una deliziosa "gay-commedy" che riesce a trattare con tono allegro e sdrammatizzante una delle maggiori piaghe dei nostri tempi.

Scritta da Paul Rudnick, gia’ autore di successi quali "In & Out" e "La famiglia Addams", che cura anche la sceneggiatura della versione cinematografica del 1996, Jeffrey si rivela un "mini-cult" sapientemente ironico e romantico, pieno dello spirito positivo con cui è possibile vivere la vita: con il sorriso sulle labbra.

Una commedia brillante, ma non priva di profondi messaggi sociali, un pungente testo teatrale che da un lato ci ricorda di ricordarci, dall’altro ci invita con naturale saggezza a scacciare i nostri pensieri: la discriminazione, la paura del diverso, l’avarizia dei sentimenti. E suggerisce che, forse, l’amore è un’ottima medicina contro qualsiasi malattia, AIDS compreso.

In un’insolita New York, colorata e surreale, Jeffrey, un attore-cameriere terrorizzato dall’AIDS e disgustato dal sesso sicuro, prende la drastica decisione di dedicarsi alla castità. Purtroppo, o per fortuna, il destino lo fa imbattere in Steve, il classico "uomo dei sogni", un istruttore di palestra muscoloso e romantico. E scocca un clamoroso colpo di fulmine.

Tornare sulle proprie decisioni non è semplice: Jeffrey vorrebbe lasciarsi andare e accettare le avance del bel Steve, ma la paura lo blocca al punto di negare a sé stesso i propri sentimenti. Fugge, cerca di evitare ogni rapporto, e quando ormai sta per cedere, l’altro gli rivela di essere sieropositivo. Di fronte alla confessione di Steve, che nonostante porti il fardello di una grave malattia non permette che questa gli impedisca di vivere. Jeffrey reagisce invece da vigliacco, con scoperta ipocrisia, attanagliato com’è da un’angoscia multiforme, più pericolosa di qualsiasi morbo. Ma fra canzoni, balletti, preti affamati di sesso, apparizioni di Madre Teresa di Calcutta e sfilate di omosessuali, Jeffrey, se non riesce a sconfiggere la malattia, cerca almeno di sconfiggere la paura.

Oltre a Fabio Canino, gli altri interpreti di "Jeffrey" sono Roberto Belli, Marta Nuti, Antonio Palumbo, Danilo Della Calce, Danilo De Santis, Vittorio Ferranti e Ciro Pipolo. Lo spettacolo è prodotto da Anilam produzioni e Compagnia di Passaggio in collaborazione con Beat 72.

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