KEITH, ETERNITA’ DELL’INFANZIA

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Haring in mostra a Roma: storia di un ragazzo di strada che osserva, scruta, e lascia dietro sé le sue strisce colorate…

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ROMA. A dieci anni dalla scomparsa per Aids, Roma celebra Keith Haring figura di spicco dello scenario newyorkese degli anni ’80, grande artista del Novecento. Nelle sale del Chiostro del Bramante , a due passi da piazza Navona, le 70 opere esposte, provenienti principalmente dall’Estate of K.H. di New York, insieme ai musei di Nizza e Aquisgrana e da alcune collezioni private, ripercorrono la crescita artistica del graffittista americano. Nato a Reading in Pennsylvania nel 1958, Haring arriva a New York nel 1978 per frequentare la Schools of Visual Arts. Immediatamente coglie la forza di rottura e la forza espressiva di un movimento che proprio in quegli anni trovava linfa nella realtà multirazziale e nello stesso tempo elitaria newyorkese. Rottura di un arte solo per addetti ai lavori, per iniziati, di un arte lussuosa delle gallerie "cenacoli alti".

Sceglie insieme ad altri la strada, i percorsi della metropolitana, luoghi di frontiera e di passaggio con i suoi riconoscibili segni e colori. Le sue figure ricordano immediatamente le pitture rupestri, i geroglifici, i pittogrammi indios e maya.

Nel 1982 la prima mostra, l’esposizione nella galleria di Tony Shafrazi che segnerà l’inizio del successo che lo accompagnerà fino alla morte. Ma non abbandona la scelta della strada. È uno "street kid", un ragazzo di strada che percorre i marciapiedi delle grandi città, che osserva, scruta, lasciando ovunque come segno del suo passaggio, strisce colorate.

In questi anni, come si legge nel suo diario, si lascia affascinare dall’Europa, dall’Italia in particolare, per lui paese di sogno. Nel nostro paese lo troviamo nel 1983 per dipingere il negozio Fiorucci di Milano, nel 1984 a Venezia per la Biennale Aperto, nel 1989 a Pisa per il meraviglioso murale al lato della chiesa di Sant’Antonio.

La stessa calorosa accoglienza lo aspetta in Belgio, Francia, Germania, Spagna, dove a Barcellona dove sarà incaricato di un murale contro l’Aids, nel Barrio di Chino. Dappertutto trova sentimento, la capacità di far capire , amare la sua arte e recepire i suoi messaggi.

Messaggi forti di vita e di morte, di gioia e di malattia, di paura, di fede, di sesso che immergono l’osservatore come soggetto stesso dell’opera. Sempre rompendo i canoni di un’arte elitaria, per iniziati.

La mostra di Roma, curata da Gianni Mercurio, offre tutto questo. Ma non solo. Dal 5 gennaio infatti Haring con le sue sculture, dopo un attento restauro per ravvivarne i colori, ritornerà sulla strada, la sua strada. Cinque storici luoghi del centro di Roma ospiteranno otto grandi sculture dell’artista americano. Un invito insolito, ma unico, a guardare con occhio nuovo i colori di Roma e i colori di Haring.

KEITH HARING

Chiostro del Bramante

Via della Pace

Tel. 06-68809098

Orario 10-19 e 10-24 venerdì e sabato

Chiuso il lunedì

Ingresso £ 12.000

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