L’HO DETTO AL MONDO: SON GAY

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A tu per tu con Giuseppe Iaculo, che ha intervistato dieci gay famosi e ha raccolto in un libro le loro confessioni su quando si sono scoperti e...

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ROMA. C’è Leo Gullotta e c’è Ivan Cattaneo. Poi Grillini e Platinette, Fabio Canino e Nichi Vendola, Consoli, il direttore di Gay.It Alessio De Giorgi e lo storico leader del "Fuori" Angelo Pezzana. Tutti esponenti della comunità gay in politica, nello spettacolo e nella cultura, che raccontano come hanno dichiarato per la prima volta, agli altri ma anche a se stessi, la propria omosessualità. Ovvero, come sono usciti allo scoperto: il famigerato ‘coming out‘. Accade nel libro di Giuseppe Iaculo "Le identità gay", che verrà presentato a a Roma il 29 maggio alle ore 21, presso la libreria Bibli, in via dei Fienaroli, 28.

Accanto all’autore ci saranno quasi tutti i gay famosi che ha intervistato. Più Adele Fabrizi, psicoterapeuta dell’Istituto di Sessuologia Clinica, Terry Falcone, psicoterapeuta dell’Istituto di Gestalt H.C.C. e Raffaele Morelli, psicoterapeuta, Direttore dell’Istituto Riza e di Riza Psicosomatica. Giuseppe Iaculo, classe ’61, è psicologo, psicoterapeuta, didatta di psicoterapia della Gestalt dell’Istituto di Gestalt H.C.C., autore di varie pubblicazioni nel campo della psicologia sociale e clinica. La nostra conversazione si è svolta in un caldo primo pomeriggio romano, presso la sede della Karis. Giuseppe, nel suo look molto casual, ci ha accolto in una stanza piena di cuscini coloratissimi, due sedie da regista giallo ocre disposte l’una verso l’altra.

Come nasce questo libo? Era un progetto in cantiere, una riflessione che nasce dopo la miccia accesa dal World Pride?

Certamente c’è lo zampino del World Pride, ma questo lavoro è frutto anche di radici esperienziali della psicoterapia della Gestalt e di nomi storici come Erving e Miriam Polster che ho avuto la fortuna di avere fra i miei insegnanti. Loro mi hanno trasmesso l’idea di partire dalle cose, e non dal significato delle stesse. Che è un po’ quello che cerco di fare come terapeuta quotidianamente nella pratica clinica. Ma questo libro nasce soprattutto dalla mia esperienza personale: è stato arduo e tortuoso il processo di coming out, dunque conosco le varie fasi e so in ognuna di esse che cosa si prova. Diciamo che questo testo in sintesi nasce dalla pratica di certe tematiche condivisa giorno per giorno con amici e colleghi. Riporto una frase durante la conversazione con Alessio De Giorgi, a pagina 166 nel libro: "il primo coming out è come il primo amore, non si scorda mai".

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