L’IMMAGINE DELLA SOCIALIZZAZIONE

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Il Centro per l’arte contemporanea di Prato è il primo museo italiano a accogliere una mostra dedicata a Massimo Vitali. Foto di gente raccolta in eventi, tra cui...

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PRATO – Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta la prima mostra retrospettiva dedicata all’opera di Massimo Vitali da un museo italiano.

Nato a Como nel 1944 e toscano d’adozione (vive a Lucca), Vitali ha studiato fotografia al London College of Printing. Negli anni ’60, in seguito all’incontro con Simon Guttmann fondatore dell’agenzia Report, ha intrapreso la carriera di fotoreporter per riviste e agenzie italiane ed europee. Negli anni ’80 ha svolto attività di cineasta per la televisione e la pubblicità. Dalla metà degli anni ’90 si dedica alla fotografia come ricerca artistica, sviluppata quale strumento originale per ritrarre il mondo. Le sue opere sono esposte presso musei e gallerie in Europa e USA.

La mostra di Prato, curata da Stefano Pezzato e Daniel Soutif, ripercorre l’intera produzione dell’artista dal 1995 ad oggi, attraverso opere di grande formato suddivise per tipologie e dominanti cromatiche: il rosso nell’affollata spiaggia di Riccione, il blu della costa tirrenica o nelle piscine del nord Europa, il verde nei giardini del Luxembourg a Parigi e quello delle dune sulla costa belga, il bianco della spiaggia di Knokke e quello della neve a Les Menuires, il nero delle feste notturne in spiaggia o in discoteca, come gli scatti realizzati in occasione del Friendly Versilia Mardi Gras 2003.

Il lavoro di Vitali è il risultato di un processo complesso che va dalla scelta di luoghi che funzionano da centri di aggregazione sociale, all’adozione di un punto di vista rialzato che produce un apparente distacco dai soggetti ripresi, all’inquadratura a distanza ma capace di cogliere perfino i minimi dettagli, alla ripetizione o scomposizione in serie della scena, alle disposizione delle immagini come elementi di comprensione dello spazio in cui vengono esposte. La proliferazione di azioni che si svolgono su piani differenti in una stessa immagine, senza bisogno di interventi dell’artista sul soggetto, fanno assumere all’opera molteplici possibilità di lettura. Scopriamo così una realtà che non abbiamo mai visto come tale.

“Le immagini devono avere una dimensione magica, in cui s’incontrano a volte delle dimensioni sociologiche, ludiche, dove si elaborano delle strutture narrative. Alla fine sono soddisfatto quando le possibilità di lettura delle mie immagini sono complesse e talvolta contraddittorie. Una spiaggia dove delle persone giocano nell’acqua con uno stabilimento industriale sullo sfondo può essere letta come una critica della società del tempo libero, come una messa in evidenza della distruzione della natura, dell’incoscienza di fronte ai problemi dell’ambiente; allo stesso modo nella stessa immagine appaiono anche le nozioni contrarie del piacere, del gioco, dei corpi, dei legami amorosi e il colore dolciastro dell’acqua rinvia all’idea perduta della bellezza o di quelle rappresentazioni storiche dove i corpi fluttuano evocando il purgatorio. Sono curioso al punto di lasciarmi trascinare fino al limite del voyerismo. Sono affascinato dal comportamento degli individui ma senza cercare di comprendere che cosa sia. Il mio intervento è neutro, non faccio che constatare uno stato che s’impone a me. Sono rigido perché tengo una posizione e attendo che le cosse passino (accadano) davanti a me. Sono aperto perché le cose che succedono definiscono l’immagine. L’esperienza fotografica diventa una pratica aperta per un’esperienza del mondo.” (Massimo Vitali)

L’esposizione raccoglie per la prima volta insieme oltre 50 fotografie di Vitali provenienti da collezioni private e importanti gallerie europee, fra cui numerosi dittici, trittici e polittici, serie famose come Rosignano (1995/98) e Riccione (1997), opere più recenti come Pic-nic (2000) e Kiss (2001), altre mai presentate prima in Italia come il grandioso Knokke poliptych (2002) e alcune nuove realizzate per l’occasione.

Durante l’inaugurazione, Massimo Vitali realizzerà un’immagine del teatro all’aperto durante la festa con il Dj Giorgio Giordano. In contemporanea alla retrospettiva su Vitali, il Centro aprirà due nuove mostre dedicate alla propria Collezione Permanente. Le mostre sono promosse da: Comune di Prato, Cariprato S.p.A., Famiglia Pecci, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Unione Industriale Pratese; con il sostegno di Consiag S.p.A., Regione Toscana, Provincia di Prato; la mostra di Massimo Vitali, inoltre, è stata realizzata grazie alla collaborazione di “TRA ART rete regionale per l’arte contemporanea”, Unicoop Firenze.

Massimo Vitali
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci
Prato
2 luglio – 3 ottobre 2004
Inaugurazione: 2 luglio dalle ore 18.00 alle ore 23.00
dalle ore 22.00 sound system by Giorgio Giordano DJ

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