L’immensa Franca e i tre padri gay sul palco di Roma

di

La Valeri madre impossibile e un coming out a rovescio: in scena a Roma due spettacoli molto divertenti legati dal tema della genitorialità.

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“Oddio, mamma!”, è probabilmente la commedia più spassosa tra quelle messe in scena di recente da Franca Valeri, affiancata dal fedele Urbano Barberini (entrambi anche sapienti adattatori del testo originale), capace di mettersi al suo servizio sempre con garbo e precisione. Un esperimento decisamente riuscito per la quasi novantenne attrice e autrice tanto amata dal pubblico gay, incredibile animale da palcoscenico che sa sconfiggere dinanzi alla platea qualunque ostacolo, infondendo alla vicenda e al suo personaggio i colori e i ritmi del suo repertorio.

Al punto da far pensare che forse i caratteri che l’hanno resa celebre abbiano finito quasi per intrappolarla, visto come riesce, una volta libera dal dover riprodurre a oltranza accenti e battute storiche, ad adattare al suo straordinario talento i panni di questa madre iperpossessiva, rendendocela perfino simpatica. Una donna volitiva, invadente e senza scrupoli cui il figlio non più giovanissimo, ingenuo e smarrito, non riesce a tenere testa, in un intreccio narrato per lo più sotto forma di scambio epistolare, tra nevrosi, accuse continue e stratagemmi sempre più subdoli.

A chi dovesse ritenere eccessivi gli elogi, quasi una sorta di tributo reverenziale all’età, va risposto che non si tratta di tessere una celebrazione incondizionata di un’artista che pure ha reso un grandissimo servigio al mondo dello spettacolo e della cultura in genere (e pure all’immaginario gay), ma di non potere non riconoscerne il talento raro. Un talento che andrebbe studiato a fondo dai giovani attori (in particolare da chi è interessato al versante comico), rubando, fin dove è possibile, la sottigliezza di ogni suo sguardo, di ogni movimento, di ogni pausa, cogliendone, al di là degli impedimenti fisici la sublime padronanza dei tempi comici.

Ben altro contesto (ma altrettanto divertimento) in “Tre uomini e un babà”, commedia agrodolce che sposta sul tema della paternità gay lo squarcio aperto in precedenza con “Casalinghi disperati”, di cui è una sorta di seguito. Gianni, Roberto e Nicola sono tre uomini separati dalle mogli che condividono un appartamento tentando di ricostruirsi un vita, tra le incursioni di una portiera molesta e i problemi di ogni giorno. L’elemento in più stavolta è un drammatico coming out a rovescia, nel quale, non diversamente da quelli tradizionali, si vive il problema di una lenta e dolorosa accettazione reciproca, in questo caso tra un padre gay e un figlio ostile.

Un tema difficile trattato in maniera non banale, ma senza privarsi di tutte le opportunità offerte dalla commedia, secondo lo stile dell’autore e regista Roberto D’Alessandro, descrivendo una varia umanità nella sua profonda, appassionante ma pure divertente realtà, Sempre funzionali al ruolo tutti gli attori, con una marcia in più proprio dal genitore omosessuale Gianni Cannavacciuolo, capace di raccogliere insieme malinconia e speranza in ogni sfumatura espressiva. Uno dei tanti piccoli e grandi talenti di cui per fortuna sono ancora ricche le nostre scene, spesso trascurate, oltre che da parte del pubblico e delle istituzioni, da troppi vuoti e spocchiosi addetti ai lavori.

Società per Attori  presenta

ODDIO, MAMMA!un improbabile carteggio di Sam Bobrick & Julie Stein

tradotto, adattato e interpretato da Urbano Barberini e Franca Valeri

regia Daniele Falleri

Teatro della Cometa

Roma – Via del Teatro Marcello 4 – tel. 06. 6784380

fino al 25 ottobre 2009

Centro Teatrale Meridionale e I Picari presentano

TRE UOMINI E UN BABA’

scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

con Gianni Cannavacciuolo, Roberto D’Alessandro, Nicola Paduano, Andrea Carpiceci e Franca Abategiovanni

Teatro de’ Servi

Roma – Via del Mortaro, 22 – tel. 06. 6795130 – www.teatroservi.itFino all’11 ottobre 2009

di Flavio Mazzini

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