LA MORTE DELLA BELLEZZA

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Torna in edizione tascabile la storia di Lilandt ed Eugenio, protagonisti del sensuale e coinvolgente romanzo di Giuseppe Patroni Griffi: un amore travolgente sullo sfondo di una Napoli...

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Giuseppe Patroni Griffi, nato a Napoli nel 1921, è noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di regista e drammaturgo, ma non lo è altrettanto per la sua produzione narrativa che invece meriterebbe una maggiore attenzione.

I suoi primi racconti, riuniti poi nel volume “Gli occhi giovani” (Garzanti, 1977), risalgono ai primi anni Cinquanta e anticipano in qualche modo con la loro ambientazione neorealistica, carica di fisicità ribelle e oltraggiata, l’universo che poi Pasolini descriverà in “Ragazzi di vita”. Su tutti i protagonisti delle opere dello scrittore partenopeo grava una visione pessimistica dei rapporti umani segnati dalla solitudine e dalla mancanza d’amore. E proprio interamente dedicato all’amore, ma in questi caso descritto con uno sguardo più sereno, è il romanzo “La morte della bellezza”, pubblicato per la prima volta nel 1987 e oggi riproposto nella collana “i Nani”, per i tipi di Baldini&Castoldi.

Sullo sfondo di una Napoli bombardata dagli alleati, ritratta dolorosamente bella proprio nel momento della sua rovina, divampa l’amore tra Lilandt, un giovane insegnante italo-tedesco, rimasto solo, dopo la morte dei genitori, ad abitare una grande villa ormai in sfacelo, ed Eugenio, un bellissimo napoletano di quindici anni, che è «la perfezione dell’idea di ragazzo, di giovinetto, di tutti i tempi, nell’arte, nella letteratura, nella vita».

È scritto nel Destino che i due debbano cercarsi nella città devastata e trovarsi nelle pieghe del loro essere. Sarà nel momento drammatico e assoluto di un bombardamento aereo, nel buio di una sala cinematografica che sta per crollare loro addosso, che Lilandt ed Eugenio si riconosceranno senza essersi mai visti, e si scambieranno, ciechi, il loro primo bacio.

Romanzo sensuale e coinvolgente, sostenuto da una scrittura densa e corposa, anche se a tratti un po’ troppo artificiale e ridondante, “La morte della bellezza” spinge il lettore a seguire (e inseguire) pagina dopo pagina il percorso di questo amore travolgente che, rispecchiato nella bellezza del golfo di Napoli, bellezza che incanta e instilla uno «smemorarsi di tutto», costringerà i due giovani ad arrendersi all’ineluttabilità di un sentimento che li vedrà venire a patti con le loro stesse paure, liberandosene in nome di una passione tra uomini destinata a segnarli profondamente, portando memoria di sé oltre gli imperativi della vita.

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