La “Rossa” e i “neri”

di

Raffinatissima interprete sulla scena, la schietta e passionale Milva non nasconde l’amarezza per il declino culturale e politico del nostro Paese. Con qualche sorpresa positiva.

1902 0

Nel giardino di una splendida villa viennese, in una grande scacchiera di marmo e ardesia, giace il cadavere di un uomo. “Quale amore o compassione si può provare per un pezzo di scacchi sacrificato al gioco?”. Una tesa metafora della lotta tra il bene e il male all’interno di una riflessione sul nazismo: La variante di Lüneburg, riduzione teatrale del best-seller di Paolo Maurensig, con Walter Mramor, la soprano Franca Drioli, il sassofonista Marco Albonetti e il pianista Valter Sivilotti (autore anche delle musiche delle canzoni), vede il ritorno a Roma di Milva (Teatro Eliseo, sabato 23 e domenica 24 maggio).

Un’artista pienamente calata nel proprio tempo che, lontana dai salotti televisivi, non nasconde le proprie opinioni ed è sempre pronta a mettersi in gioco.Maurensig mi mandò il libro dicendomi che il direttore del Teatro di Gorizia gli aveva proposto una riduzione teatrale: "Se lei accetta di interpretarne la parte musicale, io dirò di sì". Come potevo rifiutare? E’ un testo di una bellezza sconvolgente. Sono due anni che lo porto in giro e tra poco finiremo, anche se abbiamo ancora richieste. Ma adesso sto preparando "La visita della vecchia signora" di Dürrenmatt, per un grande festival estivo a Vienna. Un testo cattivo, con una donna di 63 anni che vuole mandare a morte l’ex amante che la lasciò incinta per sposare un’altra. Me ne sono innamorata e a 70 anni sto studiando il tedesco. Perché lo so cantare, pensi che ho fatto 30 cd in tedesco, ma non conosco la grammatica…

Una riprova ulteriore che lei è davvero un’artista anomala. All’inizio non ero anomala. Ho avuto la fortuna di avere voce e di cantare belle canzoni, ma ero una delle tante. Poi è soprattutto questione di incontri. Io ho sposato un intellettuale di 22 anni più grande di me, che mi ha fatto capire tante cose e, diversamente da molte colleghe, ho variato repertorio. Ho incontrato Strehler e ho cantato Brecht, poi ho collaborato per anni con Piazzolla. E ho cantato alla Scala in un’opera di Calvino con le musiche di Berio. Purtroppo i miei grandi maestri sono tutti morti…

Senza dimenticare la televisione, con Antonello Falqui.La grande pupilla di Falqui era Mina. Quando lei si ritirò, lui mi chiese di fare “Al Paradise”, 20 puntate. Direi, e non perché c’ero io, che è stato uno degli ultimi bei programmi televisivi.

Lei è consapevole di essere un idolo dei gay?Lo ero. Fino ai 50 anni ero quella che loro chiamano un’icona. Io, Mina, la Patty… la Vanoni non so, forse non la vedevano così femminile. Anni fa mi scrivevano lettere infuocate. Adesso no, ormai sono una signora matura, anche se ho ancora un richiamo… Per vedermi a teatro sono venuti dalla Spagna, dalla Germania… E in Austria è già tutto esaurito.

Adesso dove si dirige la sua ricerca?Non mi dirigo da nessuna parte. Oddio… sì, ma la prendo con grande filosofia. Io sempre stata molto agitata come persona, curiosa…

Ritiene che nel nostro Paese si possa parlare di declino culturale?Con un Governo siffatto, con le tv in mano praticamente alla stessa persona… Trovo pazzesco quello che dicono, non parlano nemmeno italiano. Non c’è da vergognarsi dell’ignoranza ma se manca proprio la volontà di studiare… Per fortuna ci sono pure persone come Michele Serra, intelligentissimo, o come Morgan. Mi piace molto lui, ha un ascendente, parla bene… Mi ha incuriosita e sono andata a vedere che testi ha scritto. Ecco, penso che lui potrebbe lasciare un piccolo segno.

Leggi   Roma: scuola di danza presa di mira dagli omofobi è costretta a chiudere

Avendo cantato Brecht e tornando ora sulla ferocia del nazismo, vede nel presente rischi analoghi?C‘è gente che darebbe un braccio per questa persona che è qui, sopra le nostre teste, c’è un innamoramento… Ma si può essere innamorati di questo essere? Io non ci vedo nulla di attraente. Sere fa nel programma di quella giornalista che chiamano pure lei la Rossa (Lilli Gruber), c’era una ragazza del Pdl. Le ha chiesto: "Ci dica un aspetto che la può infastidire di Berlusconi" "Nulla, tutto quello che dice per me è la perfezione". Io mi sono sentita raggelare, specie dopo le stronzate che lui aveva detto pochi giorni fa sulle barche. Meno male che è insorta perfino la Chiesa. E io non sono una di Chiesa… Pensi a Travaglio quando dice: "Io sono di destra, ma non di questa destra". Questi non vogliono una società multietnica, vogliono le ronde… Capisco i malesseri, gli omicidi, ma non è solo colpa degli stranieri. Vogliamo parlare della mafia? Io sono veramente arrabbiata! Tutti pronti a calarsi le braghe, nessuno che faccia opposizione. La sinistra non c’è più: litiga oggi, litiga domani, si è risucchiata da sola. Vedo poche possibilità di risveglio. Anche se Franceschini non mi dispiace, specie quando ha la forza di dire cose sgradevoli, sapendo di avere contro mezza Italia, anche un po’ di più… Mi piace anche Vendola, che però si è staccato da Rifondazione… Continuano a diventare sempre più piccoli! Chi di recente mi ha stupito invece è Fini, uno che in fondo viene dal fascismo…

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...