Le irriverenti, colorate e truccate Sorelle dell’Indulgenza

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Nato nel 1979, "l'ordine" raccoglie particolarissime drag queen che, con il travestimento, lanciano dure critiche alla chiesa e organizzano iniziative di beneficienza. Negli States e non solo.

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Come stanno passando queste feste i gay nel resto del mondo? Difficile dare una sola risposta, ma di certo in diverse nazioni avranno modo di partecipare alle iniziative benefiche delle Sorelle della Perpetua Indulgenza e alla raccolta fondi che parte dalle loro famosissime feste di beneficenza con tombolata, organizzate anche in occasione di Natale e Capodanno. Non sapete di chi stiamo parlando? Ci tocca precisare che in Italia il travestitismo militante ha ben poco seguito, mentre la filosofia drag-queen raramente ha a che fare con l’attivismo omosessuale, rimanendo circoscritta solamente ad un certo modo di fare spettacolo.  Aggiungete una scarsissima conoscenza delle nuove forme di performance artistica come il genderfuck (cioè la  messa alla berlina degli stereotipi di genere), un pizzico di egemonia culturale cattolica, e avrete capito perché le Sorelle della Perpetua Indulgenza si stanno diffondendo ovunque fuorché da noi. 

Chi sono le Sorelle? Per capirlo bisogna tornare nel 1979 a San Francisco, quando si stava diffondendo la moda del gay macho e baffuto (il cosiddetto "clone di San Francisco" che ispirò anche i Village People), più interessato a divertirsi che non a far sentire la sua voce. In questo clima, che iniziava ad essere frivolo e disimpegnato, comparvero per la prima volta tre gay in abito da suora, calamitando l’attenzione generale verso temi come il sesso sicuro e la raccolta di fondi per iniziative benefiche a favore della comunità glbt (e non solo). L’idea ebbe un inaspettato successo e raccolse presto un nutrito gruppo di aspiranti Sorelle: l’Ordine era nato! Mixando la protesta sociale con l’attivismo e la provocazione genderfuck, una critica spietata alla chiesa cattolica e una serie di iniziative benefiche, le Sorelle della Perpetua Indulgenza sono diventate un elemento caratteristico della comunità glbt statunitense.

Presto le Sorelle scelsero un look che le differenziava dalla numerose imitazioni, adottando abiti simil-rinascimentali vagamente gotici (e assolutamente personalizzati) e un trucco a dir poco eccessivo. E’ tradizione che ciascuna di loro adotti un nome grottesco e/o provocatorio (nomi che in italiano suonerebbero come "Suor Fascinella", "Suor Trombona", "Suor Pugnetta", "Suor Bellerezione", ecc), e contribuisca alle iniziative dei vari "conventi" sparsi quasi ovunque.  Feste e spettacoli di beneficenza, raccolta di fondi tramite tombole o riffe, e tutta una serie di attività che generalmente vengono organizzate dalle parrocchie cattoliche senza pensare alla comunità glbt o alle minoranze scomode. Infatti i soldi raccolti dalle Sorelle vengono devoluti in campagne informative sull’AIDS e sull’autodeterminazione delle gravidanze, iniziative contro la violenza nelle strade e in favore delle vittime dell’omofobia, delle persecuzioni religiose o della violenza domestica.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Impossibile elencare le innumerevoli iniziative che hanno coinvolto le Sorelle finora e i successi delle loro raccolte fondi, ma può essere indicativo il fatto che i loro conventi sono in continuo aumento (13 negli USA,  5 in Gran Bretagna e altrettanti in Francia e Germania,  mentre almeno un convento è presente in Svizzera, Colombia, Uruguay e Australia). Tuttavia il contributo delle Sorelle alla causa gay è stato quasi incalcolabile se consideriamo che Suor Canale 2001 (vero nome Gilbert Baker) è stata l’ideatrice della bandiera arcobaleno che rappresenta in tutto il mondo la comunità gay. A scanso di equivoci le Sorelle non rimangono chiuse nei loro conventi: le loro missionarie agiscono in prima persona (e spesso a loro rischio e pericolo) anche nelle realtà meno gay-friendly per portare il loro messaggio di tolleranza e sensibilizzazione.

Allo stesso modo l’Ordine ha anche "santificato" ufficialmente centinaia persone che hanno contribuito alla loro causa, mentre ormai da diverso tempo accettano "novizie" di ogni orientamento sessuale. Nonostante la loro apparenza eccentrica, e forse anche inquietante, la Perpetua Indulgenza a cui fa riferimento il loro nome è una questione di principio e il loro look vuole proprio mettere a confronto la società con i suoi stereotipi e i suoi pregiudizi. Vedremo mai un "convento" popolato da queste eccentriche (e benefiche) suore nel nostro paese?

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Per maggiori informazioni il sito ufficiale delle Sorelle della Perpetua Indulgenza è http://thesisters.org/

di Valeriano Elfodiluce

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