LE MILLE FACCE DEI GAY

di

Libri. L'ultimo anno di liceo di Lorenzo in "49 gol spettacolari". La vita di sesso e droga di Giulio in "Carne in prestito". Gli stereotipi dell'omosessualità di "Se...

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Valerio Bartolucci
Se ancora c’è domani
Edizioni Pequod
160 pagine, 14 euro
Prendete una decina di situazioni tipiche della realtà gay, dal marito sconvolto dal fatto che la moglie ha scoperto la sua storia con un altro uomo alla lesbica milanese che non vuole rivelarsi con la nonna che vive in provincia, dal gruppo di stagionati omosessuali americani che passano un weekend in California alla combriccola di checche italiane che danno scandalo persino al funerale di un amico.
Ecco a voi Se ancora c’è domani, godibilissima raccolta di undici racconti firmati da Valerio Bartolucci, romano quasi cinquantenne che da dieci anni vive in Florida. Dopo nove anni di professione come ingegnere ambientale, Bartolucci ha iniziato a collaborare con varie testate italiane e statunitensi: la sua esperienza giornalistica si riflette anche in questi racconti, scritti con uno stile semplice e immediato che rende la lettura piacevole e senza intoppi. Le storie sono forse un po’ stereotipate e alcune anche troppo didascaliche, come È da quel giorno di settembre in cui uno strano barbone racconta il tragico amore con un suo amico a due attempati omosessuali seduti ai tavolini di un bar, convincendoli così della necessità del Gay Pride. O come il lungo racconto che dà il titolo al libro che affronta il difficile tema della sieropositività. Non sappiamo quanto queste storie corrispondano a reali esperienze vissute dall’autore: certo è che il padre protagonista di Lettera ai miei due figli è proprio fortunato ad aver generato due ragazzi capaci di accogliere con tanta serenità il suo coming out fatto per via epistolare. Il semplicismo di alcune vicende tuttavia non toglie pregio al libro, perfetto per una lettura rilassante e godibile e magari indicato anche come regalo di Natale da fare a chi di mondo gay non ne sa poi così tanto.

Davide Martini
49 gol spettacolari
edizioni Playground
176 pagine, 10 euro
Ultimo anno di liceo per Lorenzo. Nove mesi in cui capirà di essere gay, farà i primi tentativi per vivere questa realtà, sarà corteggiato, si innamorerà, si fidanzerà e vedrà il suo rapporto entrare in crisi. Un periodo intenso come solo quello dell’adolescenza può essere. Ma così ricco di coinvolgimento emotivo che non può lasciare estraneo nemmeno il lettore più cinico. Il primo giorno di scuola, Lorenzo trova in classe Riccardo, un nuovo compagno misteriosamente trasferitosi da Roma in questa città di provincia. La miglior amica di Lorenzo intreccia con il nuovo arrivato una strana relazione di cui solo molto dopo capiremo il senso. Intanto il protagonista ha la sua prima esperienza sessuale con una ragazza: un rapporto intenso (forse anche grazie a una canna di troppo…) ma che gli permette di capire quali sono i suoi reali interessi sessuali. Cercherà aiuto in chat ma invece gli giungerà inaspettato proprio da Riccardo…
Davide Martini, dall’alto dei suoi 25 anni e servendosi di una scrittura semplice ed efficace, riesce a insinuare…
Continua in seconda pagina^d
Davide Martini, dall’alto dei suoi 25 anni e servendosi di una scrittura semplice ed efficace, riesce a insinuare tra le righe del racconto tutte le tematiche che riguardano l’adolescenza: l’assolutismo con cui si vivono anche le esperienze apparentemente più accidentali, i rapporti di amicizia strettissimi che si possono rompere per un banale malinteso, il desiderio di trovarsi e l’incapacità di cercarsi. Sembra scritto con un sorriso questo libro, eppure non sono poche le pagine che lasciano uno strano magone: non c’è da sorprendersi, anche Lorenzo vive le sue esperienze con lo spirito del divertimento eppure ci sono periodi in cui resta chiuso in casa completamene solo o in cui anche con i compagni di classe non riesce a trovarsi a suo agio. Ma il pregio del libro è proprio quello di rivelare gli stati d’animo del protagonista senza raccontarli, lasciandoli trapelare dall’azione. 49 gol spettacolari è un altro piccolo gioiello che si unisce a quelli già pubblicati nella collana High School della Playground (la trilogia di Alex Sanchez, il Geography Club di Brent Hartinger e Joe e basta di James Howe). Con un vantaggio in più: è il primo titolo con autore italiano. E il fatto che anche tra i nostri giovani autori ci siano penne capaci di raccontare il mondo dell’adolescenza gay ci rende un tantino orgogliosi.

Roger Nicotera
Carne in prestito
Fabio Croce Editore
148 pagine, 10 euro
Quanti ragazzi italiani scelgono di vivere nella libera Amsterdam per poter assecondare il loro desiderio di libertà tra sesso e droga? Giulio è uno di questi: ha abbandonato la provincia del Bel Paese per rifugiarsi nella capitale olandese del divertimento insieme con Alec, con cui ha una storia intricata e difficile da definire. Sembra amore ma entrambi rifiutano di chiamare relazione di coppia quello che li lega. Si dedicano con profitto alla prostituzione insieme con un gruppo di amici e ai mille altri volti che popolano le dark di Amsterdam. Al centro di Carne in prestito ci sono due ingredienti: la relazione tra Giulio e Alec, indefinibile almeno quanto il libro, e la droga con la confusione che genera nel cervello. Detto questo è detto quasi tutto.
Per il resto questa opera prima di Roger Nicotera, trentaduenne romano, si fa notare solo per la pessima qualità della scrittura che vorrebbe ricalcare le orme di certa letteratura beat («amavo tutti gli autori della beat generation» dice il protagonista del romanzo) senza riuscirvi: le libertà sintattiche e linguistiche che l’autore si prende sembrano solo grossolani errori (e forse lo sono) che accompagnano i mille refusi che fanno pensare che nessuno si sia preoccupato di rileggere le bozze dopo la prima stesura. E viene da chiedersi perché dovremmo leggerle noi… La narrazione poi è complicata da un continuo slittamento dei tempi che vorrebbe tradurre il disordine mentale in cui vive il protagonista ma riesce solo a rendere difficile per il lettore capire di cosa si stia parlando. E tutto questo per raccontare cose tutto sommato di poco conto (a un certo punto l’autore di prende la libertà di occupare sette pagine solo per riferire di un pomeriggio di shopping). Si salvano alcuni personaggi che riescono a far trapelare quel poco di umanità che al contrario il protagonista cerca di soffocare in ogni modo: la logorroica Raçida gestisce il coffee shop che diventa per i ragazzi il punto di riferimento per sfuggire alla logica dei locali a luci rosse, l’affettuoso David sembra innamorarsi di Giulio anche quando questo non si è ancora liberato della passione per Alec, e Josh, ricco avvocato newyorkese, prende in prestito per una settimana la carne di Giulio consumandone anche un po’ di cuore. Chissà, forse il libro è un capolavoro per coloro che sognano una vita fatta di scopate, spinelli e strisce di coca.
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