LIBRI IN PIAZZA E AL CAFFE’

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Mantova, apre il Festivaletteratura. Tra le star, lo scrittore-rivelazione Michael Cunningham, impegnato nell'affrontare tematiche omosessuali. Dal suo romanzo 'Le ore' il film con Nicole Kidman.

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MANTOVA – Dove il libro si fa evento e dove l’evento viene giustamente scippato ai pachidermi della critica blasonata e ai premi mummificati ("Tu mi dai un premio a me, io ti do un premio a te", diceva Pavese), comincia il Festivaletteratura di Mantova. Da un’iniziativa di alcuni librai illuminati, per cinque giorni si passeggerà fra i libri, si parlerà di libri, si ascolteranno autori, attori e musicisti. In piazza, in strada, al caffè. Fra un monumento e un cappuccino Mantova apre di nuovo i battenti agli scrittori ed ai lettori, di ogni età, gusto e nazione. Dal 4 all’8 settembre ritorna la kermesse letteraria con incontri mattina, pomeriggio e sera, nonché pièce teatrali ispirate al lavoro dei grandi e concerti sotto le stelle. La manifestazione si svolge in parte all’aperto, in parte in luoghi storici, imperdibili, per chi non ha mai visitato la città dei Gonzaga. Fra i molti scenari di readings, chiacchiere colte e interviste: Piazza Erbe, il ridondante Palazzo Ducale, Palazzo D’Arco e la casa del Mantegna.

Il calendario è, al solito, molto ricco. Ma con un solo autore impegnato nell’affrontare tematiche omosessuali: Michael Cunningham, vincitore del premio Pulitzer con il romanzo "Le ore", la storia di una giornata con tre protagoniste. Si tratta di Virginia Woolf, nel periodo della vita in cui sta scrivendo il suo capolavoro "La signora Dalloway", Clarissa Vaughan, rampante editor di New York e Laura Brown, casalinga californiana in bilico fra la voglia di affermarsi e un matrimonio banalmente tranquillo. Del libro sta per uscire una versione cinematografica dal titolo "Shallow Hal", con Nicole Kidman nei panni della Woolf. Di Cunningham, californiano quarantacinquenne, sono stati pubblicati da Bompiani il romanzo d’esordio "Una casa alla fine del mondo", analisi spietata della famiglia americana e il secondo "Carne e sangue". Su Internet si trova anche, tradotto, il delizioso racconto breve "Puttana", storia di una marchetta alla prima esperienza con un patetico signore sposato.

Saranno soddisfatti anche i fans della bellissima Margaret Mazzantini, che, con il suo "Non ti muovere" (un padre che racconta alla figlia in coma la storia di una sua torbida passione), è riuscita nell’impossibile impresa di scalzare Camilleri dal primo posto nella classifica delle vendite.

Interessante (oltre che molto carino) è il giovane scrittore afro-americano Colson Whitehead, autore di "John Henry days", che uscirà tra poco per Minimum Fax: un affresco cinico e preciso sulla giovane America nera.

E poi Gino Strada intervistato da Lella Costa, Tiziano Terzani, l’interista tossico (letterariamente parlando, s’intende) Irwine Welsh, Ian Mc Ewan e tutta la redazione della Pimpa, accompagnata da babbo Altan.

Grande spazio anche ai lettori di minore età (anche quelli dai 2 ai cinque anni!), con incontri a misura di piccolo intellettuale.

Gli amanti del palcoscenico saranno pienamente soddisfatti con Alessandro Haber, nei panni del trash and trendy Charles Bukowsky e con Ivano Marescotti, che sul palcoscenico del Teatro Bibiena porterà "Dite la vostraaa…" pièce tratta dagli scritti giovanili del grande Zavattini. Per chi sogna (di essere) la fèmme fatal, invece, c’è sempre la possibilità di imparare con Maddalena Crippa in "Armida".

Il programma completo su www.festivaletteratura.it/

di Paola Faggioli

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