Lucca Comics 2012: ecco le novità lgbt

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Non si può certo dire che il fumetto gay l'abbia fatta da padrone all'ultima edizione della fiera del fumetto, ma le novità non sono mancate, anche in DVD

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A distanza di una settimana dalla conclusione di Lucca Comics & Games 2012 non si è ancora spenta l’eco di un’edizione che ha segnato l’ennesimo boom di presenze: 180.000 visitatori in quattro giornate. Il precedente primato era detenuto dall’edizione dell’anno scorso, che però era spalmata su ben cinque giorni, e si parla solo dei visitatori muniti del biglietto che consente l’accesso ai padiglioni. Evidentemente il mondo del fumetto e dell’immaginario pop sta iniziando ad attirare sempre più persone, anche se viene ancora guardato con una certa sufficienza da parte della cultura ufficiale, ed anche da una buona parte della comunità gay che, a quanto pare, continua a pensare che il mondo del fumetto abbia pochi punti in comune con l’universo omosessuale, anche se è sempre più vero il contrario. Pur con tutti i suoi limiti, infatti, la fiera di Lucca può servire anche a farsi un’idea del livello di integrazione e di conoscenza delle tematiche lgbt nel nostro paese. Quali sono dunque, le novità che erano presenti a Lucca quest’anno e che possono darci l’idea di come vanno le cose?

Partiamo dal mondo dei manga: la prima cosa che balzava agli occhi era un rinnovato interesse per l’universo dei Boys Love, e cioè i manga a tematica gay, e spesso omoerotica, destinati al pubblico femminile. Dopo alcuni anni di relativo disinteresse da parte degli editori, quest’anno il fenomeno è rifiorito, tant’è che Kappa Edizioni e Magic Press avevano una buona porzione dei loro stand occupata proprio dalle nuove uscite in questo ambito che sempre più spesso si articolano in serie di più volumi. Evidentemente il momento deve essere particolarmente favorevole, visto che anche la Yamato Video, che su questo versante non metteva in commercio niente da anni, ha deciso di proporre ben due DVD animati a tematica Boys Love: Cicala d’Inverno e Giochi d’Amore. Prima o poi bisognerà analizzare le ragioni di questa situazione, anche perchè ad un rinnovato interesse per i Boys Love non si accompagna quello per i Bara Manga, e cioè i manga omoerotici per il pubblico gay, che al momento vede la giovane Ren Books come unico editore di riferimento in Italia.

Sul fronte del fumetto americano, invece, bisogna prendere atto del fatto che, mentre le storie dai risvolti lgbt proposte dai maggiori editori di supereroi arrivano da noi senza problemi, c’è un generale disinteresse nei confronti delle produzioni statunitensi che hanno tematiche prevalentemente lgbt, a meno che non si tratti di veri e propri casi editoriali. E questo spiega perchè Magic Press ha appena ristampato il bellissimo "Figlio di un preservativo bucato" di Howard Cruse, mentre Rizzoli Lizard ha appena dato alle stampe il nuovo fumetto autobiografico di Alison Bechdel "Sei tu mia madre?", che come il precedente Fun Home è stato in grado di elevare ulterioremente lo status del fumetto lgbt e dei suoi autori. Anche in questo caso bisognerebbe cercare di capire perchè le proposte italiane di fumetti lgbt statunitensi restano così limitate, così come sarebbe molto interessante analizzare le ragioni per cui quest’anno le proposte lgbt realizzate in Italia sono state solo due: "Enigma" pubblicato da Rizzoli Lizard, e realizzato da Tuono Pettinato e Francesca Riccioni, che ripercorre la vita del matematico gay Alan Turing, e l’horror/poliziesco/erotico "Bullet & Justine" di Mauro Padovani, pubblicato in due volumi da ProGlo.

Da notare che gli autori del vero caso editoriale dell’anno scorso, "Zombie Gay in Vaticano", che andò esaurito in soli due giorni, hanno voluto proseguire la loro saga con l’editore Star Comics, senza però tornare sull’argomento gay. Infatti le protagoniste della nuova serie sono le suore ninja che avevano risolto il problema degli zombie gay nell’albo sopracitato. Anche questa decisione, in effetti, offre qualche spunto di riflessione interessante, soprattutto se si considera che l’anno scorso nessuno si è fatto problemi ad acquistare un albo che aveva la parola “gay” nel titolo, ma a distanza di un anno sembra che nessun editore italiano abbia voluto prenderne atto.

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di Valeriano Elfodiluce

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