MESSO IN CROCE PERCHE’ GAY

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A Roma fino al 2 gennaio "Corpus Christi" di T. McNally, storia vera di Joshua-Gesù, trovato crocifisso nella campagna texana e rilettura del Vangelo in chiave gay. Parla...

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ROMA. Devo consigliarvi uno spettacolo per le feste di Natale! Se siete a Roma, o avete intenzione di venirci, fino al 2 Gennaio 2002 al Teatro Belli (P.zza Santa Apollonia 11/a. tel 065894875) troverete in scena un bellissimo spettacolo: Corpus Christi di Terrence McNally (foto sotto), messo in scena dal regista Enrico Maria Lamanna.

Nel 1950 in una provincia americana (Corpus Christi appunto, un paesino del Texas) un ragazzo fu trovato all’alba, crocifisso in mezzo alla campagna. Non si sa bene il motivo. Era gay? Era politicamente pericoloso? Alla fine del milllennio (1997), Terrence McNelly, scrive Corpus Christi. Lo spettacolo crea scalpore a Broadway. Due anni dopo, a Edimburgo, va in scena un’edizione anti-demagogia, cameratesca con code interminabili di pubblico. Ora ci provano in Italia Enrico Maria Lamanna e un gruppo di attori veramente bravi. Ho incontrato il regista per voi.

Enrico parlami un pò di Corpus Christi.

La storia, vuole trasmettere un messaggio di tolleranza verso le diversità utilizzando l’omosessualità come metafora. McNelly ha riletto in chiave omofila il Vangelo. Una storia che scuote, disturba, scandalizza ma induce anche a riflettere, a interrogarsi e spesso a commuoversi. Con una grandissima attenzione e rispetto per tutto ciò che rappresenta l’emarginazione, ma anche con grande ironia.

Una versione moderna della Natività?…

Si, della Natività, della predicazione, della tentazione e del calvario di Joshua-Gesù. attorno a questo timido ragazzo (Joshua appunto) nato negli anni ’50 in un motel della provincia texana (Corpus Christi) ruotano i dodici apostoli che lo accompagnano in un viaggio terreno che lo porterà alla tragedia finale: la Crocifissione.

Insomma… la prima vittima dell’intolleranza…

Esatto! Mi chiedo cosa succederebbe se nascesse oggi, nel 2002, un uomo di nome Gesù….

Perché hai scelto questo testo?

Perché sono un grande ammiratore di Terrence McNally. Ho sempre apprezzato il suo lavoro. Già anni fa avevo messo in scena un suo lavoro, Love ,Valour ,Compassion. Quando seppi che aveva scritto Corpus Christi andai a vederlo a New York e ne rimasi folgorato. Decisi che prima o poi lo avrei fatto anch’io in Italia. Mi sembrava giusto far vedere anche al pubblico Italiano vedere uno spettacolo così forte ed attuale. Non ci trovo niente di dissacrante. Credo che sia bellissima la visione che l’autore ha di questo Cristo, anche gay.

Anche gay?…

Decisamente si. Cristo rappresenta l’amore Universale e quindi rappresenta anche l’amore omosessuale nonostante la Chiesa voglia negare l’evidenza.

Immagino che non sia stato facile mettere in scena un testo come questo all’ombra del cupolone di S. Pietro…

Guarda, abbiamo avuto più o meno gli stessi problemi che ebbero a New York quando lo spettacolo debuttò. Quando, quest’estate, lo presentammo in anteprima alla rassegna teatrale del Garofano Verde, ci fu un picchettaggio (e vari tentativi di boicottaggio!) davanti al Teatro da parte di gruppi di cattolici integralisti. L’unica cosa che noi abbiamo avuto in più rispetto a New York, fu la "visita" di alcuni elettori di AN che gridarono cose oscene, razziste, cattive, irripetibili!

Non si smentiscono mai. E quest’anno?

Per il momento tutto tace. Nessuna protesta anzi, Il Tempo, un quotidiano particolarmente conservatore, ha pubblicato una bellissima critica dove, addirittura, mi paragona a Pasolini!

La scelta del periodo di rappresentazione (le festività Natalizie)….è casuale?

Chiaramente! (ride)… No. è stata una scelta ben precisa. Volevamo dare un segno forte, tangibile . Volevamo aprire un dibattito, provocare. Lo slogan che accompagna la campagna stampa recita: "…E se quest’anno Gesù nascesse, nero?… comunista?… gay?" Chiaro il messaggio no?

Chiarissimo. Senti, dovessi convincere un cattolico di quelli che picchettava davanti al Teatro, a vedere il tuo spettacolo, che argomenti useresti?

Gli direi che , prima di qualunque polemica, contestazione e picchettaggio, dovrebbe vedere lo spettacolo e rendersi conto personalmente che non c’è assolutamente niente di blasfemo. Il "sentito dire" non ha mai funzionato! Anzi, ad onor del vero, la critica più comune che fanno a Terrence McNally è di essere stato troppo "buono". In realtà, io credo, che quello di Terrence McNally sia un testo ad opera di un uomo fortemente religioso, confuso speranzoso. Chiunque veda lo spettacolo si rende conto che è solamente un messaggio d’amore. Diverso, ma sempre d’amore si parla!

Grazie Enrico, e Buon Natale a teatro!!!

Buon Natale a te e a tutti i tuoi lettori!!!

CORPUS CHRISTI
di Terrence McNally
trad. di Mariano D’Amora
con
Mariano D’Amora, Alberto Alemanno, Fabrizio Apolloni, Alessandro Demcenko, Daniele De Martino, Pino L’Abbate, Giannantonio Martinoni, Marco Minetti, Simone Piccioni, Luca Notari, Giuseppe Russo, Francesco Vitiello
Scene: Massimiliano Nocente
Costumi: Teresa Acone
Musiche: Carlo De Nonno
Regia: Enrico Maria Lamanna

di Fabio Canino

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