METTERSI A NUDO

di

"Scorticato vivo" di Edmund White. Racconti "autobiografici" perché hanno come sfondo emotivo la vicenda personale dello scrittore. Ogni personaggio rappresenta un momento della sua vita.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Capita a volte di accostarsi con entusiasmo al nuovo libro di un autore che conosciamo ma di avvertire dopo poche pagine qualcosa di strano: una sensazione di disagio per non aver ritrovato lo scrittore che avevamo tanto amato nelle opere precedenti.

Qualcosa di simile succede con la raccolta di racconti autobiografici di Edmund White intitolata Scorticato vivo che DeriveApprodi ha recentemente pubblicato. Il forte sospetto è che gran parte della responsabilità sia da attribuire alla traduzione che non riesce a riprodurre la bellissima scrittura dell’artista americano.

Quello che colpisce in La sinfonia dell’addio (Baldini e Castoldi, 1998), pubblicato negli Stati Uniti due anni dopo questa raccolta che è del 1995, è che i terribili anni newyorkesi falcidiati dall’epidemia di Aids sono raccontati con un tono lieve e a volte ironico, tali da stemperare la drammaticità dell’argomento. È possibile che lo stato d’animo dell’artista quando scrisse i racconti fosse diverso (e infatti si respira un velato senso di angoscia che pervade tutti i personaggi), ma è pur vero che quello splendido stile agile e scorrevole che rende i suoi libri godibilissimi qui non si ritrova.

Comunque questo libro vale la pena di leggerlo. Perché White è uno degli scrittori gay per i quali è possibile fare un discorso di "genere letterario omosessuale" senza dare a tale definizione un significato limitante o negativo, ma considerandola come il riconoscimento di un valore aggiunto alla sua opera che più di ogni altra permette di conoscere e di riflettere su mondi e realtà a molti sconosciuti.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...