Dal Sudafrica al mondo: chi è Nakhane, star androgina tra musica e cinema

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Volto magnetico e aspetto androgino fanno da contorno a beat suadenti e liturgici. E dietro la macchina da presa non è da meno.

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Sempre alla ricerca di qualche chicca musicale? Premiato al festival Trans Musicales di Rennes nel 2017, il 30enne Nakhane potrebbe fare al caso vostro grazie a una sapiente fusione di soul, suoni elettronici e influenze africane.

Nato ad Alice da una famiglia xhosa (secondo gruppo etnico per incidenza in Sudafrica, dopo gli zulu) e cresciuto nella più popolosa Port Elizabeth, Nakhane è attore, musicista e cantautore, poeta e scrittore. In campo musicale ha esordito nel 2013 con l’album Brave Confusion. Il 16 marzo uscirà il suo secondo lavoro, You Will Not Die.

Nakhane ha raccontato in passato: “Quando ero cristiano e pregavo Dio tutti i giorni, provavo solo odio per me stesso. Ogni giorno della mia vita facevo tutto il possibile per essere come gli altri, per essere eterosessuale. Ero persino convinto che sarei stato in grado di guarire la mia omosessualità. Vivevo nella costante paura, mi controllavo in ogni momento”.

Le sue canzoni parlano di emancipazione e di un rapporto – come si è visto controverso – con la religione. Una religione e una fede rinnegate con il tempo, perché incompatibili con una più stringente necessità di condurre una vita libera da rimorsi.

C’è una persona a cui, più di tutte, Nakhane deve il suo coraggio: la nonna. Fu lei la prima in famiglia a rinnegare la religione e a invitare l’amato nipote a fare altrettanto. A lei dedica Star Red, canzone contenuta nell’album in uscita.

I riferimenti musicali sono molteplici, da Anohni (artista transgender, naturalizzata statunitense) a Marvin Gaye, passando per Nina Simone e David Bowie. E ancora artisti sudafricani come Busi Mhlongo, Simphiwe Dana e la band congolese Mbongwana Star.

La sua musica vagamente liturgica incontra i suadenti beat elettronicidei club gay tecno, molto più veri per me rispetto alla dimensione acustica”. L’arrangiamento finale è stato realizzato con il già produttore della compositrice inglese Bat for Lashes, Ben Christophers.

L’aspetto androgino e il volto magnetico completano il quadro di un artista poliedrico, protagonista nel cast di un film selezionato per rappresentare il Sudafrica agli Oscar 2018 come Miglior Film in lingua straniera: Inxeba (The Wound), sorprendente disamina della sessualità e della mascolinità.

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