NEL VORTICE DELLA VITA

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Frida Kahlo: un film, due biografie e un libro d'arte ripercorrono le opere e la straordinaria vita di questa inquieta artista che visse storie sentimentali e passionali con...

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I frequentatori distratti delle librerie penseranno al volto di una qualche esotica attrice del muto, quelli più attenti lo riconosceranno subito; entrambi rimarranno affascinati dall’enigmatico ritratto di Frida Kahlo che compare sulla copertina della bella biografia di

Hayden Herrera, (La Tartaruga, pp.310, Euro 15,49). Peccato che il materiale iconografico finisca qui, e che la vita di immagini vissute e create dalla pittrice messicana possa essere ricostruita solo attraverso le parole. Peccato, perché nessun artista forse ha saputo creare e ricreare se stesso nella vita e nell’arte come lei, storicizzando il suo volto in una serie di autoritratti indimenticabili, immergendo il suo corpo fragile e minuto, debilitato da un terribile incidente, in un vortice straordinario di avvenimenti e incontri.

Frida Kahlo sembra aver vissuto tutto nella sua breve esistenza: la burrascosa relazione con Diego Rivera, culminata con due matrimoni consecutivi; i legami strettissimi col partito comunista russo e in particolare con l’esule Trotskij, ospite nella sua casa messicana; appassionanti storie d’amore con uomini e donne, che Frida alterna con disinvoltura; i contatti con le élites intellettuali e artistiche di tutto il mondo a cavallo tra l’Europa e l’America; l’amore grande per il Messico e le sue tradizioni; il dolore fisico e la pittura come sua conseguenza. Hayden Herrera si muove in questo magma con passione ed equilibrio: le scientifiche descrizioni dei quadri si alternano alle belle lettere di Frida e dei suoi corrispondenti; le leggende sulla sua vita – agghiacciante quella sugli anelli che pare le siano stati strappati dalle dita mentre il suo corpo stava per essere cremato- si alternano a rigorose analisi sulle scelte coraggiose dell’artista, senza sensazionalismi o pettegolezzi inutili.

Anche i lati oscuri della sua vita, la dipendenza dalle droghe negli ultimi anni, gli amori lesbici, le ossessioni sull’aspetto esteriore (nelle foto dei primi anni 50 anticipa il look della Crawford più matura!) vengono trattate con un rispetto tale, con amore verrebbe da dire, che chiunque si avvicini a questa avvincente biografia ne resta ammaliato. Del resto affascinare è stato l’imperativo categorico della vita, e dell’arte, di Frida Kahlo. Per capirlo in pieno, e affrontare al meglio la kahlomania che esploderà con l’uscita del film sulla sua vita, concedetevi un lusso: acquistate FRIDA KAHLO (ed. Leonardo International, pp.250, a cura di L.M. Lozano, Euro 82,63) e sfogliatelo con attenzione. Improvvisamente tra i quadri e i dettagli e le foto in bianco e nero dell’artista le parole di Hayden Herrera diverranno immagini, in una fusione perfetta di passione e rigore, gli stessi elementi che sembrano emanare dal volto bellissimo e tremendo al tempo stesso di Frida Kahlo.

E a proposito del film, proprio dalla biografia di Herrera è tratta la pellicola diretta da Julie Taymor, sugli schermi Usa dal prossimo ottobre con probabile anteprima mondiale al festival di Cannes in maggio, nella quale la Kahlo è interpretata da Salma Hayek (che l’ha spuntata su Madonna e Jennifer Lopez) affiancata da un cast stellare formato da Antonio Banderas, Edward Norton, Ashely Judd (nei panni di Tina Modotti), Alfred Molina, Geoffery Rush e la nostra Valeria Golino.

Ed è appena uscita un’altra biografia: si intitola "Frida Kahlo" e l’ha scritta Raquel Tibol (Rizzoli, pp. 200, Euro 14,50) raccontando passioni e furori di una pittrice dalla vita dura e sensuale, che da artista di culto è ora diventata mito internazionale.

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di Tiziano Togni

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