OMAGGIO ALLA GRECIA

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Apre il festival "Intercity Atene", dedicato alla cultura contemporanea del Paese alla cui tradizione classica ogni comunità gay del mondo ha guardato.

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FIRENZE – La cultura greca è cultura della diversità. Storia, arte e mito greco sono costellati dalla naturalezza con cui i rapporti omosessuali erano vissuti, specialmente quelli fra uomini. Un’antichità importante, la cui eredità, nella vita quotidiana contemporanea, non ha prodotto quel riconoscimento dei diritti gay che ci si sarebbe aspettati in un Paese la cui tradizione classica esaltava l’amore fra uomini. Invece, oggi, la Grecia rimane uno fra i paesi più arretrati dell’Unione Europea in materia di riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Una tradizione classica tanto grande, però, ha in qualche modo reso prigioniera la Grecia del suo fastoso passato, impedendo la ribalta della cultura contemporanea, che invece è piena di fermenti, di meraviglie, e sta per esplodere. Con le Olimpiadi ad Atene nel 2004, la Grecia tornerà sotto i riflettori e c’è da star certi che la sua cultura contemporanea farà il giro del mondo. Ad anticipare le tendenze, come sua abitudine, è il teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino che quest’anno, apre il consueto festival ‘Intercity’ dedicato ogni volta a una città diversa, sposta la sua attenzione proprio sulla Grecia, esplorando una realtà teatrale di grande tradizione ma quasi sconosciuta, in un percorso di notevole interesse proprio perché poco frequentato. Invece, racconta Barbara Nativi direttrice artistica di Intercity e anima del teatro della Limonaia, Atene è la città che in Europa ha più teatri: oltre duecento, ancora più di Londra. "Intercity Atene" (clicca qui per il programma dettagliato) è l’occasione per avvicinarsi al teatro greco contemporaneo, un teatro che continua ad affondare le sue radici nella cultura, e nel rispetto, delle diversità, e nella lotta per affermare se stessi.

"Intercity Atene" apre il 30 settembre con una rassegna cinematografica dedicata a Michael Cacoyannis, il famoso regista di ‘Zorba il greco’. Sul palcoscenico del teatro, ben cinque saranno le prime nazionali. Si comincia il 1 ottobre con ‘Inno nazionale’, un testo di Michael Marmaridinos nel quale si inseriscono però nuovio elementi a seconda della nazione in cui lo spettacolo viene rappresentato: per l’Italia, Silvia Calamai ha partecipati al testo. Si tratta della rappresentazione, intorno a una tavola imbandita alla quale siedono insieme spettatori e attori, del concetto di nazione, con i suoi odori, le immagini ele tragiche. Da non perdere l’altra prima nazionale, "Notturno" (dal 3 ottobre): la regista Barbara Nativi mette in scena un testo di Sophia Dionisopolou, astro nascente del teatro greco contemporaneo, incentrato sulla figura di Penelope: ua donna che, stanca per la troppa attesa, accoglie come un nemico uno scalcinato e invadente Ulisse di ritorno dalla sua odissea.

Le grandi attrici Marisa Fabbri ed Elisabetta Pozzi reciteranno per ‘Intercity Atene’: la prima in "Il cielo tutto rosso" di Loula Agnostaki (13 ottobre), ritratto di una donna straordinaria in lotta contro il mondo circostante mentre tenta in ogni modo di affermare se stessa, la seconda in un recital su testi di Costantinos Kafavis e Ghiannis Ritsos ("Quarta dimensione", 7 ottobre).

Anche ‘Muoio come un paese’ di Dimitris Dimitriatis viene rappresentato per la prima volta in Italia al teatro della Limonaia: racconta un allegorico paese che muore, schiacciato sotto la dittatura. E’ la spirale del terrore che la Grecia ha conosciuto con i colonnelli, uno dei capitoli più oscuri nella storia di un Paese che continua ad essere il faro della civiltà occidentale, un paese alla cui tradizione hanno guardato anche le comunità omosessuali di tutto il mondo. E’ l’ora di conoscerne meglio anche la contemporaneità, perché la Grecia deve recuperare il ruolo culturale che le spetta, quasi di diritto.

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Info: www.teatro-limonaia.fi.it oppure 055-440852

Clicca qui per il programma completo

di Demetrio Fury

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