“Passaggio in Italia”, Shepard Fairey transita a Milano

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Fino al 7 dicembre presso la galleria milanese Spazio Giglio Arte, il celebre street artist, sensibile alla causa lgbt e apprezzato da Obama, presenta alcune opere realizzate a...

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In Italia non è molto noto, ma il suo ritratto di Obama in quadricromia con la scritta HOPE è diventata il simbolo delle elezioni del 2008 e gli ha fatto raggiungere un’istantanea popolarità negli States. Stiamo parlando dell’illustratore Shepard Fairey, 42 anni, originario di Charleston in Carolina del Sud, a tutt’oggi considerato uno dei più influenti street-artists a livello mondiale, noto ai più con lo pseudonimo di Obey. E dire che quell’immagine ormai cult per cui si congratulò personalmente via lettera proprio il Presidente degli Stati Uniti, l’ha persino portato in tribunale all’inizio di settembre a causa della violazione del copyright di una fotografia dell’Associated Press facendogli perdere una causa da 25.000 dollari a cui si è addizionata un’ulteriore pena di 300 ore di affidamento ai servizi sociali (nel corso della sua carriera è stato arrestato per ben quindici volte dalle forze dell’ordine per i suoi interventi sul tessuto urbano, a riprova del rischio illegalità in cui operano gli street artists).

Particolarmente sensibile ai diritti lgbt, Shepard Fairey ha realizzato un’altra celebre immagine iconica, quel pugno chiuso da cui si irradiano lampi arcobaleno con la scritta in caratteri cubitali Defend Equality – Love Unites. È stato anche giudice unico di un concorso organizzato da Deviant Art in cui bisognava realizzare remixes digitali della sua opera, selezionati poi per un’esposizione pubblica.

È possibile ammirare una selezione del suo lavoro nella mostra Passaggio in Italia curata da Sabina De Gregori per Spazio Giglio Arte, nuova location espositiva milanese sorta all’interno di uno storico palazzo nel cuore di Brera. In particolare, si tratta di opere realizzate durante alcune public performances a Venezia nel 2009, durante la 53esima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, per il progetto SMS Venice a favore del recupero e del restauro del patrimonio architettonico della città. In quell’occasione, si diede spazio al rapporto tra street art e tessuto urbano col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla valorizzazione delle risorse culturali.

Spiccano tre grandi pannelli dal titolo St. Marks Square, Santa Margherita Square I e Santa Margherita Square II, realizzati in piazza San Marco sul lato delle Procuratie Nuove e a Campo Santa Margherita. In questi enormi collages dalle dominanti bianche, rosse e nere – i suoi colori preferiti, tipici del Costruttivismo Russo – alcuni ritratti femminili dai lineamenti asiatici sono accostati all’icona di André The Giant, soprannome del wrestler francese André Roussimoff noto per la sua imponente corporatura e protagonista di una campagna di stickers realizzata proprio da Shepard Fairey (una sua parodia col volto di un bear e la scritta ORGY al posto di OBEY faceva parte del merchandising promozionale del film A Good Old Fashioned Orgy). La critica al sistema dell’artista americano è quindi veicolata dall’atto spesso illegale di violare la strada e gli spazi pubblici per affrontare, attraverso una libertà di espressione totale, le criticità del mondo contemporaneo quali la vertigine consumistica, le spese belliche, la disparità tra i sessi.

"Ogni città esprime un bisogno e un modo diverso di fare arte – spiega Fairey – e Venezia possiede questa allure storica e bellissima che richiede lavori appropriati. È per questo motivo che ho scelto di rappresentare soggetti più decorativi, senza interferire con gli altri elementi della città, ma cercando di dare una versione contemporanea della bellezza, sempre nel rispetto della storia".

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Fino al 7 dicembre.

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