PICCOLI EDITORI GAY CRESCONO

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Ma non hanno vita facile. Ottime iniziative hanno chiuso i battenti quasi subito. Restano realtà come le edizioni Croce a Roma o Zoe a Forlì. E un dubbio:...

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Premesso che in Italia si legge poco rispetto al resto d’Europa, si nota una certa settorializzazione dei prodotti editoriali da parte di chi produce cultura in Italia. Allora non possono mancare quegli editori che puntano al mercato omosessuale che, in vari campi ormai fa tendenza e, tutto sommato, fa gola. Da sempre la moda è ispirata da imprenditori vicini all’universo gay, ma risultano originali queste iniziative commerciali legate alla produzione di una cultura propriamente vicina alle esigenze librarie dei gay e delle lesbiche, i quali sempre di più nutrono liberamente l’esigenza di leggere e conoscere più a fondo il loro mondo, il loro sentire. Vari esperimenti di piccole case editrici si sono susseguiti dagli anni ottanta ad oggi, ma la produzione editoriale è stata spesso limitata a pochissimi testi anche poco diffusi, pur di buon valore culturale.

L’hanno fatta da padroni i grandi trust editoriali che, sfruttando l’ondata di interesse sociale, hanno saputo scegliere pochi autori gay, spesso non italiani, che si sono imposti non solo per la loro capacità artistica, ma anche perché la varietà di testi offerti che affrontassero il tema omosessualità erano veramente scarsi.

Di recente, dalla seconda metà degli anni novanta, c’è stata la coraggiosa presa di coscienza di alcuni imprenditori che hanno voluto una casa editrice esclusivamente per pubblicare libri di persone gay o lesbiche o trans che raccontassero l’omosessualità, fornendo un utile servizio a tutti quei lettori che vogliono leggere qualcosa di "gaio". Ma sopravvivere nel mondo dell’editoria è difficile: sovvenzioni da parte dello stato non esistono per i piccoli editori, tanto più se controcorrente.

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