PRIMA DEI FUMETTI GAY…

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Immaginate dei volumetti economici in cui il disegnatore ritrae gli amplessi del vostro sportivo preferito, o dell'attore che più vi piace. Erano le Tijuana Bibles. Sconce e clandestine.

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La storia dei fumetti nasconde spesso delle parentesi più o meno lunghe delle quali si è persa la memoria. In particolare questo accade se si considerano quei generi di fumetti che per decenni sono stati dichiarati illegali, come i fumetti erotici (e in particolare i fumetti gay), e dei quali si è tentato in tutti i modi di cancellare il ricordo. Fortunatamente i danni causati dai moralismi e dal tempo che passava non hanno impedito a diversi collezionisti lungimiranti di conservare parte di questa perduta storia, che finalmente può riemergere per essere fatta conoscere anche da chi non ne ha mai sentito parlare.

Abbiamo discusso di come i fumetti gay moderni siano nati negli Stati Uniti degli anni ’60, e di come prima di quel momento le fantasie erotiche dei lettori gay potessero contare unicamente sul fascino allusivo di eroi a fumetti a dir poco casti. In realtà le cose sono andate così solo se si tiene conto dei fumetti ufficiali, e non di quel fenomeno particolare e a dir poco clandestino che prendeva il nome di Tijuana Bibles.

Ai lettori italiani probabilmente questo nome non dice nulla (anche perché in Italia ne arrivò solo un pallido riflesso), ma qualsiasi americano (gay o etero) che sia stato adolescente fra gli anni ’30 e la fine degli anni ’60, vi direbbe che le Tijuana Bibles sono state per lungo tempo l’unico modo con cui poteva assecondare ed esplorare i suoi primi pruriti sessuali.

Ovviamente ora vi chiederete che cosa fossero mai le Tijuana Bibles…

Per farla breve: vi piacerebbe poter visionare gli amplessi del vostro attore preferito o del cantante su cui fantasticate da anni? Sareste disposti a pagare una cifra irrisoria per vedere un’orgia avente come protagonisti i campioni sportivi che ammirate con bramosia? Ebbene: le Tijuana Bibles offrivano proprio questo.

Si trattava di piccoli fascicoli a fumetti di una dozzina di pagine, in formato perlopiù orizzontale e con una sola vignetta per pagina, disegnati da fumettisti alle prime armi, aventi come argomento le performances sessuali dei personaggi più famosi del fumetto, del cinema, dello sport e persino della cronaca! Il termine Tijuana deriva dal nome di una città messicana nella quale, si diceva, venivano stampati clandestinamente (anche se poi si è scoperto che si trattava solo di una montatura, e che probabilmente la maggior parte di questi libricini proveniva da New York), e si è calcolato che hanno proposto oltre un migliaio di storie diverse.

A causa del loro contenuto illecito venivano letteralmente “spacciate” da veri e propri “pusher” specializzati (che raccoglievano clienti fuori dalle scuole, nelle stazioni ferroviarie, nelle botteghe dei barbieri e così via…) e nonostante il loro prezzo relativamente contenuto pare avessero contribuito ad arricchire non poco chi le produceva.

Chi erano le vittime predestinate delle Tijuana Bibles? Poichè gli autori non dovevano a rispondere a nessuno delle

proprie azioni non si ponevano alcun limite: da Topolino a Braccio di Ferro, da gangsters come Al Capone ad attori come Clark Gable, e non sono mancate nemmeno quelle con Hitler e Mussolini! Tutti impegnati a dare fondo alle loro vere o presunte abilità amatorie. Lo stile delle Tijuana Bibles era estremamente amatoriale anche per gli standard dell’epoca, tuttavia ebbero un enorme successo (se ne vendevano milioni ogni anno) e dimostrarono una volta di più che le esigenze del pubblico non coincidono necessariamente con quello che consente la morale corrente.

La maggior parte delle Tijuana Bibles aveva, com’era prevedibile, temi eterosessuali, ma non mancavano certo quelle che ponevano al centro dell’attenzione gli amplessi omosessuali. Non ci è dato sapere in quale percentuale i gay di allora fantasticassero sulle Tijuana Bibles etero (allo stesso modo in cui oggi tanti gay fantasticano sui video porno etero), tuttavia è indubbio che presto le Tijuana Bibles a tema gay iniziarono a differenziarsi sempre più dallo stile delle loro controparti più “canoniche”. La prima differenza sostanziale fu che, mentre le Tijuana Bibles etero presentarono disegni sempre più approssimativi, quelle gay iniziarono ad aquisire una dimensione più artistica, e in molti casi iniziarono ad essere colorate e rifinite a mano.

La seconda differenza fu che i testi e i commenti rimasero una costante delle Tijuana Bibles etero, mentre sparirono presto da quelle gay, che diventarono delle semplici sequenze di immagini (arricchite, però, da un’inedita ricchezza di posizioni e fantasie sessuali). Nel frattempo, e questa è la terza differenza, le Tijuana Bibles gay abbandonarono molto in fretta il loro carattere parodistico/satirico e invece di usare personaggi famosi iniziarono a puntare sulle anonime icone del nascente immaginario gay (marinai, boy-scouts, antichi greci, militari, giocatori di rugby e via dicendo). Per ovvi motivi questi libretti espressamente rivolti ai gay non potevano essere diffusi con la stessa facilità di quelli etero, e pertanto iniziarono a circolare prevalentemente negli ambienti in cui c’era già un certo sottobosco omosessuale (porti e caserme, ad esempio), col risultato di diventare presto un prodotto più ricercato e difficile da trovare.

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