PROCESSO A GENET

di

I suoi furti, i suoi tradimenti, gli amori appassionati verso i peggiori criminali. La vita dell'autore di "Querelle de Brest" in scena a Pisa venerdì e sabato.

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PISA – Va in scena nel prossimo fine settimana a Pisa, “Processo a Genet”, uno spettacolo della compagnia nudaveritas liberamente ispirato al Diario del ladro di Jean Genet, uno degli intellettuali francesi più famosi e più importanti del novecento, che ha raccontato nei suoi libri l’amore disperato verso gli uomini e in particolare verso i galeotti. Journal du voleur (disponibile in italiano nella versione ormai classica di Giorgio Caproni, Diario del ladro, che ha ispirato anche questo spettacolo) è, fra i suoi romanzi, il più autobiografico. Scritto fra il 1946 e il 1949, quando l’autore si avviava verso i quarant’anni, racconta vicende e situazioni di una vita di galeotto, di escluso, di traditore, di frocio, di scrittore e di poeta.
In un percorso lungo anni, attraverso la descrizione di luoghi e fatti, di persone e sensazioni e riflessioni, il testo conduce a quella che potrebbe essere la fine, ma anche l’inizio di un viaggio, dove il lettore è costretto ad interrogarsi sui propri valori, e sulla possibilità, in quanto uomo, di giudicare e di essere giudicato.
La straordinaria forza descrittiva che ha fatto la fortuna di Genet è rappresentata anche in queste pagine da parole e immagini di intensa bellezza, di una lirica che forse nemmeno lo stesso scrittore poteva immaginare.

La riscrittura di Andrea Cigni, che della messa in scena cura anche la regia, essenziale e elegante (i costumi invece sono di Noemie Grottini), si propone di riprodurre il senso profondo dell’opera, a cui si ispira in maniera fedele: si accompagna lo spettatore in un percorso che gli consentirà di comprendere Genet, di imparare a conoscere e riconoscere il valore poetico ed estetico di alcune diversità umane e il momento artistico come un’occasione importante di riflessione e di innalzamento spirituale.
La scena di Processo a Genet è scarna, un’aula di tribunale, o il luogo di un delitto, il pubblico-giudicante-giudicato disposto su due file laterali, la profondità di uno spazio indefinito e indefinibile. Lo stretto contatto con l’uomo, il giudicato o il giudicatore (impersonato dall’attore Giulio Maria Corbelli) che ci coinvolge ad ascoltare, ci invita a interrogarci sul senso del percorso di un uomo e di un artista, a ribaltare i punti di vista, a rivedere ciò che siamo abitati a prendere automaticamente per giusto e per sbagliato. Ci obbliga a confrontarci con domande e giudizi (come giudici), ci inchioda davanti alle nostre insicurezze (come giudicati). Ci inoltra lungo un cammino di espiazione. Dal quale Genet esce completamente trasformato: ha espiato le proprie colpe, e desidera solo restare dov’è. Anzi, chiede a noi di lasciarlo dov’è, nel bagno penale, il luogo più sicuro per la sua salvezza.

venerdì 26 marzo ore 21.30
sabato 27 marzo ore 17.00 e ore 21.30
^Snudaveritas^s
presenta
Processo a Genet
liberamente ispirato a Diario del ladro di Jean Genet
ideazione, drammaturgia e regia Andrea Cigni
con Giulio Maria Corbelli
costumi, assistente alle scene Noemie Florence Grottini
CinemaTeatroLux
piazza Santa Caterina 6, 56126 Pisa
per informazioni e prenotazioni: da lunedì a venerdì ore 15.00-17.00
tel 050 83 09 43 fax 050 83 10 535
www.cinemateatrolux.it info@cinemateatrolux.it

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