QUEL PORCELLO DI ROBIN HOOG

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No, non è un errore di battitura. E' la nuova versione gay-hard a fumetti delle avventure dell'eroe di Sherwood. Pardon: Shamewood. Ce la descrive lo stesso autore...

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Autorecensirsi di solito non è indice di una grande professionalità, quindi questa non sarà una vera e propria recensione, e non esprimerà giudizi (quelli verranno lasciati a voi). Questa vuole essere una segnalazione, ma soprattutto una piccola riflessione sul mondo dei fumetti gay, in particolare su quelli made in Italy.

Tre anni fa Gay.It voleva inaugurare una striscia a fumetti, io mi sono fatto avanti ed è nato RAINBOWS, il primo fumetto gay italiano su internet. C’ erano già stati dei tentativi di produrre fumetti gay, ma queste iniziative si sono sempre scontrate con l’ impossibilità di raggiungere il pubblico potenziale e soprattutto i suoi gusti. Questo stato di cose si spiega con una prudenziale ostilità verso i temi gay da parte degli editori nostrani, ma anche con il fatto che la quasi totalità degli autori di fumetti gay (perlomeno quelli italiani) era eterosessuale, e non era materialmente in grado di immedesimarsi nelle esigenze e nei gusti del pubblico gay effettivo.

RAINBOWS, invece, dimostrava due cose fondamentali : che il pubblico gay gradiva fumetti in cui poteva identificarsi e che questo pubblico era più ampio di quanto si era immaginato fino a quel momento.

In questi anni l’ interesse intorno a questo tema è cresciuto, e anche le iniziative editoriali sono aumentate lentamente ma progressivamente, tuttavia in Italia nessun sembra voler sconfiggere il tabù dell’ erotismo gay. Non stiamo parlando dell’ erotismo tipico degli shonen ai (che pure ha un suo innegabile fascino) o di quell’ erotismo situazionale privo di carnalità che non giunge mai al dunque : parliamo di quell’ erotismo esplicito, ma non fine a se stesso, che ha reso celebri tanti autori di fumetti italiani “non gay” (clicca qui).

Per questo motivo, e per dimostrare che un fumetto gay può essere erotico e gradevole pur non vertendo unicamente sul sesso asinino, è nato Robin Hoog.

Come qualcuno avrà già intuito si tratta di una parodia erotica di Robin Hood, e non è un caso visto che da qualche anno diversi studiosi asseriscono che il fuorilegge inglese e i suoi allegri compagni erano gay dichiarati (ovviamente prima che i racconti originali venissero “riaggiustati” per farli sembrare una banda di etero convinti).

Il nome del protagonista è stato cambiato per sottolineare la sua differenza dall’ originale (Hoog è un incrocio fra Hood e Hog – cinghiale in inglese), ma anche tutti gli altri personaggi classici sono stati rielaborati : Little Jonh è diventato Little Joint (Piccolo Spinello), Frate Tuck è Frate Fuck (Frate Trombata), Will Scarlett è Wild Scarlett (Selvaggio Rosso) e via dicendo… Ci sarà persino una Lady Marianal, ovviamente nelle vesti di migliore amica di Robin Hoog (già impegnato su altri fronti).

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