Quella faccia d’angelo gay

di

In due rapinano una gioielleria e festeggiano con una notte di apssione. Ma poi uno di loro scappa con il bottino e l'altro lo insegue su una nave...

956 0

Chi conosce le dinamiche del mondo del fumetto sa bene che quasi ogni nazione ha una sua scuola, con i propri autori di riferimento e con una tradizione locale ben radicata. Non è un caso se in gergo diversi generi fumettistici vengono identificati con il termine che li indica nella nazione di provenienza: i comics in USA, i manga in Giappone, le historietas in Argentina, la bande dessinèe nell’area franco belga, ecc. Generalmente il grande pubblico di una nazione non ha molta dimestichezza con i fumetti prodotti nelle altre (esclusi quelli made in USA e i manga, che hanno colonizzato il mondo), ma per quel che riguarda il fumetto omoerotico la situazione è abbastanza diversa.

Se escludiamo gli USA, infatti, in buona parte del mondo questo genere si è andato affermando quando la globalizzazione e internet erano già una realtà, sviluppandosi parallelamente in diverse aree geografiche che si sono reciprocamente influenzate fin dall’inizio. Con l’esclusione del Giappone, che per una questione culturale ha preferito sviluppare i propri manga gay erotici (i bara manga) usando come base gli shonen manga (i fumetti avventurosi per ragazzi), la scena del fumetto omoerotico internazionale si sta sviluppando in maniera relativamente omogenea, tant’è che buona parte dei suoi autori vengono proposti in contemporanea mondiale, coprendo il mercato internazionale in pochi anni. Gli editori leader del settore (da Class Comics a Gmunder) da anni promuovono in ugual misura autori provenienti da ogni parte d’Europa, degli USA, del Canada e oltre, ampliando rapidamente una nicchia di mercato che fino a una dozzina di anni fa era praticamente inesistente.

E così gli autori di fumetti omoerotici europei, che per anni erano stati penalizzati dalla mancanza di un mercato vasto e ricettivo nelle loro zone, hanno finalmente l’occasione di rifarsi, pubblicando anche vere e proprie serie. E’ questo il caso del francese Benoît Prévot e del suo "Angelface". L’autore, classe 1968, è un rinomato illustratore e ha una passione per la cultura americana degli anni 20, che ha riversato in questo notevole progetto. Angelface, infatti, comincia a Londra nel 1922, quando l’affascinante Alan e il suo ragazzo Red (chiamato così per via dei suoi capelli) svaligiano una gioielleria e festeggiano con una focosa notte di passione. Al risveglio, però, Red scopre che Alan è scappato con il bottino, imbarcandosi su un transatlantico alla volta di New York.

Red decide di inseguirlo, per chiarire le cose e riprendersi la sua parte, e da qui il fumetto segue parallelamente le vicende di Red e Alan. Sulla nave Alan inizia a derubare tutti gli uomini a bordo, dopo averli sedotti e aver fatto sesso con loro, finchè non si imbatte in due brutti ceffi che scoprono dove tiene il bottino e lo ricattano: una volta arrivati a New York dovrà svaligiare gli appartamenti più ricchi della città per loro, altrimenti lo denunceranno! Alan, che è stato soprannominato Angelface, inizia quindi una nuova vita in una lussuosa prigione dorata, insidiato dai suoi nuovi capi, mentre Red cerca di raggiungerlo con i suoi mezzi e adattandosi ai lavori più umili (dal fuochista al lustrascarpe). Quando Red raggiunge New York si stabilisce in un quartiere popolare e inizia la sua ricerca: alla fine riesce a trovare il suo ex, facendo amicizia con un cameriere che lavora nell’albergo in cui alloggia.

Tuttavia i malfattori che controllano Alan sono tutt’altro che contenti all’idea che il loro Angelface possa abbandonarli, magari a causa dell’amore che Red prova ancora per lui, e quindi sono intenzionati a impertire una lezione coi fiocchi al ragazzo dai capelli rossi, che nel frattempo sbarca il lunario tirando di boxe. Questa molto in sintesi è la trama dei primi due numeri della serie, che si preannuncia decisamente sopra le righe sia per l’intreccio che per la qualità dei disegni (colorati tutti ad acquarello), senza contare la cura dell’ambientazione anni 20 (ricostruita fin nei minimi dettagli). In attesa che la storia prosegua (e magari venga raccolta integralmente in un unico volume), non si può fare a meno di prendere atto che il fumetto omoerotico si sta rapidamente emancipando, offrendo prodotti sempre più interessanti. Non ci è dato sapere se e quando qualche autore italiano lo noterà, ma voci di corridoio sembrano confermare che qualcosa – finalmente – potrebbe smuoversi nei prossimi mesi. Restate in ascolto.

Leggi   Yang Shi: "La mia strana storia gay, made in China"

"Angelface" è reperibile in francese sul sito http://www.ho-editions.com/ e in inglese sul sito http://www.classcomics.com/

di Valeriano Elfodiluce

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...