QUELLE SORELLASTRE IN DRAG…

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Esplode il divertimento in "Che fine ha fatto Cenerentola?", spassosa commedia con Antonio Giuliani e una azzeccatissima Luxuria, in scena a Roma fino al 16 novembre.

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ROMA – Un turbinio di luci, suoni, colori, simpatia e comicità si sprigiona dal Teatro Parioli in Roma dallo scorso 7 ottobre e fino al prossimo 16 novembre. Va in scena, infatti, la commedia Che fine ha fatto Cenerentola? scritta da Toedosio Losito e Antonio Giuliani con Antonio Giuliani, Valdimir Luxuria, Cesare Belsito, Isabella Orsini, Maria Letizia Gorga, Maximilian Nisi, Cristina Ascani, Annalisa Favetti e la regia di Enrico Lamanna.
La storia si apre con una conferenza della dottoressa Stole, dal look sado-maso e accento tedesco, sul grande male del secolo: la depressione. Nel corso di questa conferenza, la dottoressa coinvolge a forza uno sprovveduto e recalcitrante Alvaro (Antonio Giuliani) per dimostrare che è possibile curare la depressione. Così Alvaro viene ipnotizzato e spedito a Favolandia, dove il mondo dovrebbe essere colorato di rosa… E qui si scatena il finimondo: da più di cento anni il mito del ‘vissero felici e contenti’ è finito e la realtà in cui vivono i personaggi delle favole appare diversa da come la immaginavamo. C’è una Biancaneve (magistralmente interpretata da una travolgente Cristina Ascani, anche bravissima cantante) che, ingrassata e frustrata, tenta di uccidere tutte le più belle del reame per rimanere lei sola, ed essere così la più bella; una Fata Turchina ninfomane (Maria Letizia Gorga, brava e sexy) che da quando ha perso Pinocchio cerca di consolarsi con altri “nasi” riuscendo ancora a modo suo negli incantesimi dell’allungamento; Cappuccetto Rosso (Annalisa Favetti, dolcissima ma travolgente) ormai è moglie del lupo cattivo e ladra con destrezza sui bus ai margini della foresta; il Principe Azzurro (Max Nisi, convincente al massimo nel suo difficile personaggio), che è principe di Valleverde e… feticista convinto e appassionato delle scarpe femminili. C’è Cenerentola (Isabella Orsini, bella, dolce e maliziosa quanto basta) che sembra l’unica ad essere rimasta ancora ingenua, buona e bistrattata come nella favola; e che dire delle sorellastre di Cenerentola, Anastacia e Genoveffa, interpretate dalle bravissime ‘drag queen’ Vladimir Luxuria e Cesare Belsito? Perfetta ed ironica caratterizzazione fiabesca, tempi perfetti, simpatia, ammiccamenti, gioiosa follia.

Tutto lo spettacolo è pervaso da un’aria “gaia” dall’inizio alla fine: una serie di battute delle sorellastre strizzano l’occhio al mondo GLBT, com’è naturale. Ma c’è di più: Cenerentola – fac totum in una pensione per sole donne – si innamora di Gretel (che è Alvaro travestito da donna per poter essere ospitato in detta locanda, e che sarebbe stato lasciato da suo fratello Hans fuggito con Pollicino…). Cenerentola scopre così di essere “capovolta”, delizioso termine fiabesco per indicare l’omosessualità. E afferma che “capovolti” erano anche i sette nani, Mangiafuoco, il coniglio di Alice nel paese delle meraviglie… E quando si viene a scoprire che Gretel non è altri se non Alvaro, la povera Cenerentola ci rimane veramente male…!
Uno spettacolo che merita di essere visto e che è veramente divertente ed adatto a tutte le età – “i bambini si divertono un mondo nello spettacolo pomeridiano della domenica”, ci ha confidato Vladimir Luxuria.
Coinvolgenti le musiche originali affidate ad Attilio Fontana e Diego Buongiorno. Suggestive le coreografie di Daniela Bellini e Roberta Mastromichele. Di forte impatto i costumi di Teresa Arcore (è impossibile non notare una vaga somiglianza nei vestiti di Anastacia e Genoveffa con alcune scene del film Priscilla, la regina del deserto… soprattutto per alcune deliziose scarpine che fanno da ornamento…).
Ben strutturato all’inizio il gioco di spezzare la finzione teatrale tra Alvaro come spettatore-protagonista e gli spettatori che passano come complici (un po’ alla Truffaut di La nuit blanche).
Da notare la notevole coesione e il simpatico affiatamento della compagnia, ben diretti e tutti molto convincenti nel proprio ruolo; spicca la prorompente comicità di Giuliani che tuttavia non copre anzi fa risaltare tutti gli altri personaggi, come ci conferma Vladimir: “Antonio è una persona molto generosa con tutti noi…”. Forse nel secondo tempo si potrebbe velocizzare qualcosa ed il ruolo di Cenerentola presenta dei cali di tono, ma questo nulla toglie ad uno spettacolo brillante, originale e ben riuscito come pochi negli ultimi tempi.

di Roberto Russo

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