Ross Watson: quando Caravaggio incontra François Sagat

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Esce per l'editore Gmuender "Untitled", un importante volume che racchiudel e più belle opere dell'artista e che lo consacra definitivamente come uno dei principali rappresentanti della nuova gay...

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Si dice che l’Italia abbia dato origine ad un buon 60 per cento del patrimonio artistico mondiale, e probabilmente il fatto che dalle nostre parti l’arte sia una cosa un po’ scontata ci porta a non darle troppa importanza. Inoltre il peso di secoli e secoli di grandi artisti tende a soffocare le nuove proposte, che fanno molta fatica a farsi largo in un ambito in cui gli spazi sono abbastanza scarsi per chi non ha ancora un nome. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che la nostra nazione risente del fatto che la cultura in generale non viene considerata una priorità (nemmeno dalle istituzioni), ma anche del fatto che il clima generale non proprio gay friendly, è facile capire come l’arte gay in Italia abbia pochissime occasioni per essere valorizzata. L’arte gay, da non confondere con l’arte esclusivamente omoerotica, produce delle opere che cercano di rappresentare l’identità gay (e non solo i suoi desideri sessuali): le sue paure, le sue emozioni, le sue aspirazioni e via dicendo.

A volte il confine fra arte gay e arte propriamente omoerotica è abbastanza sottile, anche perchè spesso giocano entrambe sul corpo maschile. Quel che è certo è che questo tipo di arte anima un circuito internazionale molto vivace e una nicchia di mercato di proporzioni notevoli, con i suoi artisti di richiamo e le sue quotazioni, con tanto di gallerie specializzate, mostre, concorsi, cataloghi, libri, riviste e quant’altro. In Italia arriva soltanto una vaga eco di tutto questo, anche perchè dalle nostre parti la comunità gay fa ancora molta fatica a sviluppare un’idea di identità gay a 360 gradi, e quindi da noi un vero circuito per l’arte e gli artisti gay non esiste ancora, anche se in buona parte del mondo occidentale è in una fase di forte espansione. Probabilmente è per questo che l’editore Gmuender ha deciso di inaugurare una nuova collana di lussuosi libri d’arte, in cui dare spazio agli esponenti più rappresentativi dell’arte gay, e per il primo volume ha scelto il pittore australiano Ross Watson.

Classe 1962, dopo gli studi accademici ha scelto di esprimersi attraverso dei dipinti che in qualche modo lanciassero un forte messaggio di affermazione per la comunità gay. I suoi atletici soggetti maschili sono indubbiamente sensuali nel senso gay del termine, ma cercano sempre di comunicare un carattere e un’interiorità che trascende la loro piacevolezza estetica. Più avanti l’artista ha deciso di sposare la sua passione per l’arte classica, collocando i suoi soggetti all’interno delle opere di artisti come Tiziano e Caravaggio, per poi arrivare ad utilizzare come modelli delle vere e proprie icone gay. Dal tuffatore Matthew Mitcham al cantante Jake Shears, passando per il noto gay porn performer italiano Alex Baresi. Può essere interessante notare che i soi raffinati quadri ad olio sono stati esposti nelle più prestigiose gallerie d’arte australiane, ma anche in Canada, Germania, Usa e Regno Unito. Ovviamente non in Italia. Inoltre può essere interessante notare che durante una delle sue prime esposizioni, nel 1987, è stato notato da Elton John (che è un noto appassionato d’arte), che da allora è diventato un suo affezionato collezionista.

C’è da dire che col tempo Ross Watson ha cercato di lanciare dei messaggi sempre più espliciti con i suoi quadri, anche perchè ha sempre sposato la causa dell’attivismo gay, arrivando al punto di reinterpretare la Crocifissione di San Pietro realizzata da Caravaggio sostituendo il soggetto principale con l’icona omoerotica François Sagat, per lanciare una critica molto diretta agli atteggiamenti del Vaticano nei confronti dell’omosessualità. Il pregevole libro della Gmuender, che si chiama semplicemente "Untitled", recupera quindi buona parte delle opere di Ross Watson (che adesso si trovano sparse in numerose collezioni private in tutto il mondo), e consacra definitivamente uno dei rappresentanti più emblematici della gay art contemporanea, che in Australia è diventato una vera e propria istituzione per la comunità gay locale. Evidentemente l’Italia e l’Australia non sono agli antipodi solo dal punto di vista geografico.

Per maggiori informazioni consultate il sito http://www.brunogmuender.com/ e http://www.rosswatson.com/

di Valeriano Elfodiluce

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