Il santo dei detenuti e delle prostitute: 5 cose su San Nicola, all’origine di Babbo Natale

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Un vescovo buono e compassionevole è all’origine del mito pop di Santa Claus. Protettore di bambini, marinai ma anche di detenuti e prostitute: ecco la storia di San Nicola. 

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La sera del 5 dicembre i bambini di alcune zone d’Italia mettono sul davanzale calze e scarpe: nella notte San Nicola riempirà quelle dei bambini buoni di giocattoli e dolci. Il 6 dicembre si festeggia infatti San Nicola di Bari – noto anche come San Nicola di Myra, San Nicola dei Lorenesi, San Nicola Magno o San Niccolò – uno dei santi più famosi del calendario, autore di miracoli, guarigioni, prodigi. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla chiesa ortodossa e da molte altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città della Licia, provincia dell’impero bizantino (attuale Turchia). Visse nel III secolo (la nascita è collocata attorno al 270 circa) e fu un grande difensore dell’ortodossia contro l’eresia dell’Arianesimo. Protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati, i suoi attributi iconografici sono il bastone pastorale, la mitra, la folta barba e tre sfere d’oro – simbolo della sua proverbiale generosità. In Italia il suo culto e le tradizioni ad esso collegate sono presenti tanto al nord quanto al sud.

UN SANTO DI SUCCESSO

San Nicola è uno dei santi più popolari e venerati al mondo: molti popoli ne hanno accolto il culto, ognuno vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandone le caratteristiche fondamentali, soprattutto quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie. Viene venerato in tutte le chiese che ammettono il culto dei santi. Nella chiesa ortodossa russa, San Nicola è la terza icona insieme a Cristo e a Maria col bambino nell’iconostasi, la parete decorata delle chiese orientali. Incredibile l’estensione geografica del suo culto: tantissime le zone e i comuni sotto il suo patronato, molti in Europa (è patrono della Lorena, di Amsterdam e dell’intera Russia) e tanti anche in Italia (è il santo che vanta il maggior numero di comuni a lui dedicati, ben 272). La venerazione per il santo fu importata sino a New York dai coloni olandesi.

ALL’ORIGINE DI SANTA CLAUS

Si raccontano molte storie e leggende sull’intervento miracoloso e salvifico di San Nicola a beneficio di bambini poveri o in grande difficoltà: per questo motivo è sempre stato legato al mondo dell’infanzia e nel corso del tempo la sua figura ha dato origine al mito moderno di Santa Claus (dall’olandese ‘Sinterklaas’) o Babbo Natale, vecchio barbuto e corpulento portatore di dolci e regali, che grande fortuna ha avuto in Europa e Nord America. Originariamente Santa Claus era rappresentato con abiti simili a quelli d’un vescovo: mantello verde lungo fino ai piedi, la mitra (copricapo liturgico) e bastone pastorale. In seguito, attraverso scrittori e illustratori, soprattutto inglesi, iniziò a essere rappresentato con la lunga barba bianca, gli stivali e l’abito rosso bordato di pelliccia bianca, alla guida di una slitta trainata da renne con cui, dal Nord Europa, la notte di Natale viaggia in giro per il mondo a recapitare doni. La figura di Santa Claus trae proprio ispirazione dalla biografia di San Nicola e dalle opere del suo buon cuore: egli infatti aveva saputo che tre povere bambine della sua città stavano per essere vendute come prostitute perché la famiglia non aveva la possibilità di garantir loro una dote per il matrimonio. Il vescovo Nicola andò quindi nottetempo fino alla casa delle bambine e posò sulla loro finestra tre sacchetti pieni d’oro (da qui le tre sfere d’oro come attributi iconografici del santo).

IL CULTO DELLE RELIQUIE

La vasta fama del santo è testimoniata dal suo stesso corpo, che dopo la morte venne conteso e frammentato in vari luoghi di culto in giro per l’Europa. Infatti, quando Myra, la città in cui morì San Nicola, cadde in mano ai musulmani, Bari e Venezia, che erano rivali nei traffici marittimi con l’Oriente, entrarono in competizione per il trasferimento in Occidente delle sue reliquie. Alla fine la spuntò Bari: una spedizione di marinari si impadronì dello scheletro di Nicola che, il 9 maggio 1087, raggiunse la città pugliese. Sempre in quel periodo però, alcune parti nascoste del corpo del santo, non individuate prima, furono rinvenute e portate a Venezia, nell’abbazia di San Nicolò. Una mano del santo venne invece portata nella regione francese della Lorena, in un villaggio che venne ribattezzato proprio in onore del santo e dove venne costruita una chiesa, Saint-Nicolas- de-Port. Non si può non ricordare che Giovanna d’Arco, nel 1429, prima di lasciare il suo paese per salvare la Francia, andò proprio a visitare questa tomba di San Nicola in Lorena. Altre reliquie sono conservate in Romania, nella chiesa di San Giorgio Novello di Bucarest e in Bulgaria, nella chiesa della città di Chernomorets.

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UN GRANDE PROTETTORE

Per la sua storia così ricca e estesa nel tempo e nello spazio San Nicola è una figura legata a molti temi e significati. Ciò si manifesta, ad esempio, nel fatto che è considerato protettore di un gran numero di gruppi, mestieri, categorie sociali: marinai, detenuti, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, avvocati, scolari, vittime di errori giudiziari, mercanti, commercianti. È considerato anche protettore delle prostitute (per la storia delle bambine salvate con i tre sacchetti d’oro) e dei bambini: resuscitò (o salvò prima dell’uccisione, a seconda delle versioni) tre bambini. Si racconta che, andando al concilio di Nicea, San Nicola si fermò a un’osteria, dove gli venne presentata una pietanza a base di pesce. Lui si accorse però che si trattava invece di carne umana, e in particolare carne di tre bambini conservati sotto sale dallo spietato oste. Nicola allora si mise a pregare: le carni si ricomposero, i bambini saltarono fuori dalle botti in cui erano conservati e furono salvi.

FESTE, MANIFESTAZIONI E PROCESSIONI

Molti paesi italiani e europei dedicano feste e processioni a San Nicola. A Bari, oltre al canonico 6 dicembre, è festeggiato dal 7 al 9 maggio, nella ricorrenza della traslazione delle ossa da Myra, quando un lungo corteo ripercorre gli eventi storici con la statua del santo condotta in processione su una barca e poi lasciata in piazza per il culto pubblico. In questa occasione la città è raggiunta da numerosi pellegrini, provenienti da altre regioni italiane ma anche dalla Russia e da altri paesi ortodossi. Nelle regioni italiane di Trentino Alto-Adige e Veneto (ma anche in alcune zone di Austria e Germania) tipiche del periodo natalizio sono le processioni con San Nicola e i diavoli – chiamati Krampus – nelle strade dei paesi. In Olanda invece gli studenti di Leiden sfilano indossando vecchi costumi, preceduti dal carro con cavalli impennacchiati, sul quale, il più bravo di loro siede vestito da San Nicola.

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