SARAH: IL PESO DELLA MADRE

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Il romanzo fuori dalle regole di J.T.Leroy.

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"…le volte in cui i ragazzi di Sarah venivano da me… nel buio mi tiravano via le lenzuola e mi si infilavano dentro, prendendomi con colpi silenziosi ed invadenti. Mi piacevano quelli che dopo restavano lì sdraiati con me, tenendomi stretto con mani che avrebbero potuto facilmente spezzarmi in due ma non lo facevano…."

Sarah è il titolo del romanzo di J.T. Leroy, un vero e proprio caso letterario tra gli affollati scaffali degli Stati Uniti e dell’Inghilterra e poi ancora un film con la regia di Gus Van Sant che si è precipitato ad acquistare i diritti di molti suoi lavori.

Giovane, anzi, giovanissimo: J.T.Leroy nasce nel 1980 da Sarah, una prostituta da parcheggio per camionisti, persa qua e là come una trottola proiettata a tutta velocità tra uno stato e l’altro degli USA. Sarah capisce ben presto che trascinarsi una bambina, o un bambino travestito da bambina, è molto più comodo che un maschietto e basta.

Lo stesso pensa J.T.Leroy che, come terra bagnata da una pioggia improvvisa, impara ancora prima di ogni altra cosa ad assumere la traccia pesante lasciata dalla madre: le ruba i vestiti, si infila nelle sue decollettes, si dipinge il viso con i suoi trucchi e trasferisce la sua vita sul quel palcoscenico imbellettato come gli appare quello della madre.

Un pappone innamorato gli regala l’osso di un pene di procione come trofeo iniziatico alla vita di "Lucertola da parcheggio": il suo esordio semi serio nel via vai delle marchette coinciderà con uno dei tanti abbandoni materni, anche se la sua iniziazione sessuale iniziò anche prima, con i clienti della madre.

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