SCANDALOSO RAVENHILL

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Londra: nuovo show dopo Shopping and Fucking

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"Beato chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune". Così Sandro Penna scriveva un bel po’ di anni fa ed oggi Mark Ravenhill non ci pensa proprio a diventare comune. Il commediografo inglese, autore del celebrato "Shopping and fucking" esce di nuovo allo scoperto al National Theatre di Londra con il suo ultimo scandaloso lavoro, il musical "Mother Clap’s molly house".

"La chiamano sodomia, ma per noi è una cosa meravigliosa", canticchiano allegramente gli attori sulla scena in un crescendo di fellatio, sodomie, baci e corsetti. L’azione, infatti, si svolge simultaneamente fra il secolo diciottesimo e la contemporaneità in un casa d’appuntamenti (non un bordello) in cui si ritrovano gay vogliosi di travestirsi da damigelle e, soprattutto di esprimersi in una sessualità esplicita e senza freni. Come era già successo con "Shopping…" l’autore inglese, che non fa mistero della propria sieropositività, non lesina le provocazioni, con un unico obiettivo finale: denunciare lo stato di clandestinità in cui gli omosessuali sono costretti a vivere la propria passione e le proprie trasgressioni.

Piccolo accenno alla trama: nella Londra del 1726 Mrs.

Tull ha un po’ di problemi. Le puttane del casino che gestisce sono delle rompiscatole, un ragazzo vestito da ragazza le chiede insistentemente un lavoro e il marito ha la bella idea di morire. Cambierà il suo nome in Mother Clap, fiutando un affare spaventoso: un vero e proprio club per maschi, con biglietto all’entrata, dove si può tutto ciò che altrove non è permesso. Nel frattempo, nel 2001, un gruppo di baldi ragazzoni gay sta organizzando una festa scostumata.

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