Sesso, magia e sortilegi: ecco la tigre di Song

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Appena uscito per H&O, Le sortilége du Tigre è il lavoro di un giovane fumettista cinese trasferito in Algeria con l'Italia nel cuore. Un emblema della multuculturalità in...

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Globalizzazione vuol dire anche la libera circolazione delle persone e delle idee, che possono ottenere degli spazi impensabili fino a qualche anno fa. Song, ad esempio, è un ragazzo gay dichiarato di origine cinese che lavora come interprete e che ha la passione per il fumetto omoerotico. Nonostante sia finito a lavorare dalla Cina in Algeria (quando si dice passare dalla padella alla brace) non ha certo rinunciato alla sua passione per i fumetti, e soprattutto alla sua passione per i fumetti gay, tant’è che da poco ha pubblicato un volume con le edizioni H&O. In effetti lo stile di Song è un ottimo esempio di come anche il fumetto gay abbia iniziato un percorso di globalizzazione che lo sta portando verso nuove ed inaspettate direzioni. Infatti Le sortilége du Tigre è un vero e proprio mix di stili e culture diverse, sia dal punto di vista della grafica che dei contenuti.

La storia parte nella Pechino dei nostri giorni, dove il giovane Wu Taoxing, Taotao per gli amici, si è appena trasferito nel nuovo appartamento che vuole condividere con il suo ragazzo occidentale Tigrou, un musclebear che ricambia il suo amore con tenerezza e passione. Tutto sembra andare per il meglio, ma proprio mentre i due stanno facendo l’amore irrompe nell’appartamento un individuo misterioso, ancora più grosso e musclebear di Tigrou, in grado di scatenare lampi e che sembra intenzionato ad eliminare entrambi. Tigrou reagisce rivelando a sua volta dei misteriosi superpoteri che sembrano derivare dal regno animale, ma purtroppo il tetro personaggio, che si fa chiamare Zeus, lo mette fuori gioco e inizia ad abusare di Taotao, anche se si deve interrompere per affrontare Tigrou, che risvegliatosi più determinato che mai minaccia di generare un vero e proprio terremoto scontrandosi con i campi di forza del suo avversario.

Nello scontro Taotao riesce a frantumare il misterioso artefatto che Zeus porta al collo, e che a quanto pare lo controllava, ma questo non impedisce a Tigre di avere la peggio, dissolvendosi nel nulla. Taotao decide di tenere Zeus, svenuto, nel suo appartamento per saperne di più, ma al suo risveglio il mistero si infittisce. Zeus, che in realtà si chiama Manuel ed è di origine italiana, sostiene che Tigrou appartaneva alla leggendaria stirpe degli spermivori, magiche creature semianimali che provengono da una realtà parallela a cui fanno ritorno quando sono in fin di vita. Manuel, che non rivela chi lo stava controllando, si risente molto di quello che è successo e propone a Taotao di andare alla ricerca di Tigre con l’aiuto di un suo amico archeologo, Marco. Quando si recano nel suo studio Taotao scopre di trovarsi di fronte all’ennesimo musclebear libidinoso, tant’è che lo sorprendono in una sessione fetish assieme ad un noto bodybuilder.

Questo, però, non impedisce a Marco di offrire il suo aiuto a Taotao, invitandolo a compiere un viaggio in Algeria, dove si trova un oggetto che potrebbe aiutarlo a ritrovare Tigrou, anche se nel frattempo fra Taotao e Manuel sembra che stia iniziando a nascere qualcosa. Decisamente un fumetto diverso dal solito, debitore nella stessa misura dei fumetti occidentali, di quelli giapponesi e dei surreali fumetti d’azione prodotti ad Hong Kong, senza dimenticare una buona dose di omaggi alla pornografia contemporanea a base di musclebear, tant’è vero che in questa storia compare di sfuggita anche Francois Sagat. Evidentemente nelle intezioni dell’autore questa è solo la prima parte di una lunga saga, che continuerà vendite permettendo e che si annuncia decisamente sopra le righe, anche perchè il sesso qui è ben presente, ma estremamente funzionale ad una trama complessa. Forse il fumetto omoerotico sta davvero entrando in una fase nuova e stimolante, e sarà molto divertente seguirne gli sviluppi.

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di Valeriano Elfodiluce

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