SETTEMBRE: NOVITÀ IN LIBRERIA

di

Quattro libri da non perdere per leggere gay

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LUIGI SETTEMBRINI – I Neoplatonici

Palermo, Sellerio, 2001, pp. 67, Lire 12.000

Un sorprendente libretto dalla storia travagliata e affascinante. Ce la racconta Beppe Benvenuto nella nota finale di questa edizione. Fu scritto tra il 1851 e il 1859 quando a causa dell’attività di rivoluzionario l’autore scontava nelle carceri borboniche una condanna all’ergastolo. Il libro per il suo contenuto scabroso fu occultato da lui stesso e da coloro che in seguito ne furono a conoscenza, tra cui Benedetto Croce. Nel 1947 fu scoperto per caso fra gli scaffali della Biblioteca nazionale di Napoli dal grecista Raffaele Cantarella che esitò quarant’anni prima di pubblicarlo nel 1977. L’autore, Luigi Settembrini, fu patriota e repubblicano, animò da protagonista la rivoluzione del 1848 e per questo, con la restaurazione borbonica, fu condannato a morte, pena trasformata in ergastolo e poi in esilio fino all’unità d’Italia, quando tornò alla vita civile dedicandosi all’insegnamento universitario. Da una figura così rigorosa di combattente ed erudito è naturale aspettarsi un’operetta di grande pregio artistico, ma il contenuto alquanto scandaloso per quegli anni, e per molti a venire, non ne consentirono la divulgazione. I protagonisti del racconto sono infatti due bei giovanotti dell’antica Grecia, Doro e Callicle, colti, valorosi e innamorati l’uno dell’altro. Il narratore si sofferma in modo pudico ma con dovizia di particolari sugli amplessi dei due giovani esaltando l’amore tra uomini secondo la migliore tradizione platonica. Il finale con le nozze di entrambi suona come un dovuto rispetto delle convenzioni del tempo. Ma l’autore nelle ultime righe conferma lo spirito omoerotico della favola dicendo che i due amici continuarono ad amarsi e a giacere insieme fino a vecchi. Davvero una bella fiaba che il tono ironico e a tratti comico rende piacevole e leggera. Un’opera che si può senz’altro definire moderna perché riproponendo una concezione antichissima degli istinti è assai vicina all’attuale senso comune sul sesso, l’amore e il piacere.

ANTONIO DEBENEDETTI – Un giovedì dopo le cinque

Milano, Rizzoli, 2001, pp. 191, Lire 27.000, http://www.rcs.it/rcslibri/

DANILO DONATI – Coprilfuoco

Roma, Newton Compton, 2001, pp. 236, Lire 22.900, www.newtoncompton.com

Non sono più una novità ma sono assolutamente degni di nota. Due libri accomunati dal successo della critica ma diversissimi fra loro. Apprezzati dalla giuria del premio Strega sono stati fra i finalisti di quest’anno. Naturalmente ve li consigliamo entrambi. Quello di Debenedetti è un libro crudo. Una storia ambientata negli anni del fascismo che fa rivivere la sorda violenza di quell’epoca e di quell’ideologia. Il protagonista, un esemplare tipico del periodo descritto, ormai giunto alla vecchiaia, narra la sua vita fatta di meschinità e finzione. La sua storia è legata a un amico ricco che si rivela ben presto omosessuale. L’odio e l’invidia del protagonista covato per anni crescono a tal punto che egli non farà nulla per evitare la morte dell’amico, rendendosene in parte responsabile. Un romanzo ben costruito e di grande effetto nel quale Debenedetti riesce a trasmettere con poche pennellate decise l’essenza di tutta un’epoca.

Di ben altro tono è il romanzo di Danilo Donati anche se ambientato nello stesso periodo. Ci troviamo a Firenze negli anni cupi dell’ultima guerra. Due amici accomunati da "una sorta di allegria irregolare e una certa forma di clandestinità sessuale" come li descrive l’autore, mettono in salvo un bellissimo soldato americano sfuggito alla prigionia dei tedeschi. I due vengono aiutati nell’impresa da un gruppo di amici omosessuali. L’autore ha così modo di mettere in scena una divertente galleria di personaggi buffi ed eccentrici, frutto della sua fantasia ma certamente ispirati a personaggi che popolarono il capoluogo fiorentino. Danilo Donati è internazionalmente riconosciuto come uno dei più grandi scenografi del cinema contemporaneo: ha lavorato, fra gli altri, con Fellini, Pasolini e Monicelli, l’ultimo suo successo è La vita è bella di Benigni. Qui per la prima volta nelle vesti di scrittore, mette in scena un delizioso romanzo di intrattenimento che vi affascinerà senz’altro.

PIERALBERTO MARCHÉ – I racconti dell’isola bugiarda

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Forlì, Zoe, 2001, pp. 112, Lire 18.000

La casa editrice forlivese Zoe, specializzata in letteratura omosessuale e lodevolissima per il suo programma editoriale, pubblica adesso il romanzo di un esordiente, anche se Pieralberto Marché vanta un’attività di drammaturgo (fra le altre cose, ha realizzato con Primo Levi la versione drammatica di Se questo è un uomo). Qui ci racconta le vicende di Alessio B. e dell’estate trascorsa su un’isola del Tirreno che non è difficile individuare in Stromboli nell’arcipelago delle Eolie. Sullo sfondo di una natura incontaminata, di spiagge nere di lava e di mare cristallino ci vengono presentati molti personaggi: gli isolani che lì vivono da sempre, i frequentatori occasionali, gli assidui villeggianti che tornano nell’isola ogni estate. Di loro il narratore ci svela minuziosamente le storie, gli intrighi e le passioni. Ma tutto potrebbe essere solo apparente perché in un luogo così lontano dalla realtà la realtà stessa potrebbe non coincidere con la verità. Un romanzo interessante nel quale si apprezza la florida fantasia dell’autore nell’inventare vicende personaggi e situazioni.

di Alberto Bartolomeo

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