STORIE DI DONNE, STORIE DI UOMINI

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La vita di Pew in 'Il custode del faro' di Jeanette Winterson. L'Atene di Pericle e l'Asia di 'Creazione' di Gore Vidal. L'erotismo di 'Un amico di Marcel...

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Jeanette Winterson
Il custode del faro
Mondadori
240 pagine – 16,50 euro
Jeanette Winterson, coltissima e sofisticatissima tessitrice di amori intensi e vibranti, non solo lesbici, torna dopo il discusso Powerbook a stupire i suoi ammiratori con Il custode del faro. Questa storia a cavallo tra passato e presente viene raccontata da Silver nella cornice suggestiva, ariosa e deserta di un faro. Persa la propria famiglia originaria in tragicomiche e poetiche vicende infantili, la giovane donna trova in Pew un incantevole affabulatore grazie al quale recupera quel bisogno di storie e di passato a cui dedica la sua vita. Questa voce narrante, ormai pienamente adulta nell’animo, sembra una cercatrice di perle: così, rovistando nell’affettiva genealogia immaginaria ricamata da rimandi tra scienza e letteratura, Silver, audace e riflessiva, matura ma famelica, contrabbanda con intelligenza e passione buona parte della tradizione nordeuropea dell’800, da Robert Louis Stevenson a Charles Darwin, da Thomas Mann a Richard Wagner. La ragazza, sbarcata nell’amatissima Capri, si regala un’autobiografia sospesa tra magia, avventura e un “intruso disarmato” di nome amore. Jeanette Winterson ha perso, purtroppo, parte del fascino con cui aveva sedotto i lettori italiani prima con il delizioso, scanzonato Non ci sono solo le arance, poi con lo splendido, viscerale, Scritto sul corpo. Tuttavia forse Il custode del faro segna un punto a favore di una scrittura più consapevole e matura, sorprende ed emoziona, ma non provoca shock e scorre veloce e intenso con naturalezza, senza i pesanti orpelli intellettuali o la cerebrale ricerca di originalità delle prove più recenti.

Gore Vidal
Creazione
Fazi
718 pagine – 18,50 euro
Sempre alla ricerca di un passato, ma stavolta assoluto, il secondo romanzo che vi proponiamo: si tratta di Creazione di Gore Vidal, scrittore pirotecnico di notissimi romanzi vorticosi sui costumi sessuali e non di un’America ipocrita e corrotta e autore anche di un’autobiografia che nel 2000 non ha destato meno scandalo. Creazione, però, è un’opera diversa, lunga e ambiziosa, a cui l’autore afferma di tenere molto (e a ragione): splendido affresco geografico e umano di una civiltà scomparsa ma miracolosamente ricca e varia, la Persia del V secolo a.C., proprio nel momento in cui incontra la Grecia coeva, a noi senz’altro più nota. Il protagonista è Ciro Spitama, nipote immaginario di Zoroastro, che racconta al giovane filosofo Democrito come andò che un regno così ricco e “universale” si volse a Occidente piuttosto che a Oriente. Il confronto tra una tradizione millenaria e una nuova filosofia materialistica è dunque la cornice: e l’incontro tra due uomini così diversi dà la possibilità a un ambasciatore della fantasia e della sapienza umana (con i suoi errori e le sue infinite possibilità), qual è l’ormai cieco Ciro, di rievocare il lungo soggiorno nelle terre della nativa Persia, dell’India, della Cina e infine di tornare all’Atene di Pericle, alla vigilia della lotta contro Sparta. Colori, sapori e dialoghi spesso ironici e di ottima fattura narrativa, descrizioni accurate di luoghi, riti e personaggi rendono davvero romanzesca e fruibile su larghissima scala un’opera comunque densa di idee, frutto di una ricerca difficilmente eguagliabile in questo tipo di libri. Non si capisce, pertanto, com’è che solo ora Creazione di Gore Vidal venga restituito alle sue forme e dimensioni originarie, dopo un quarto di secolo (sì, dà da pensare). Con il freddo che fa, Creazione è il regalo di un lungo viaggio insperato che desta curiosità e ci tiene compagnia in attesa di una stagione più clemente.

Philippe Besson
Un amico di Marcel Proust
Guanda
186 pagine – 13,50 euro
Infine, una chicca: il romanzo, tra i tre che proponiamo, più riuscito ed equilibrato nella sua misura ridotta. Si tratta di Un amico di Marcel Proust di Philippe Besson, autore francese che speriamo possa essere noto a un numero sempre maggiore di lettori. Marcel Proust, lo conosciamo bene, è l’autore della Ricerca del tempo perduto, di cui questo romanzo offre un ritratto delicato e preciso, intenso ma mai invadente. L’amico a cui allude il titolo italiano (quello francese è En l’absence des hommes) è Vincent de l’Etoile, uno splendido sedicenne, aristocratico e sensuale, consapevole del fascino non sempre materno che esercita sulle donne e sullo scrittore più importante e indiscusso che la mondanità parigina possa offrire. Vinz però conosce anche la passione carnale con Arthur, splendido soldato in congedo temporaneo dalle trincee della prima guerra mondiale. In nessun momento l’esplicitezza di questo triangolo di affetti perde l’aura di emozione che i rapporti interpersonali sempre prevedono e non c’è pagina del romanzo in cui anche l’espressione più immediata non assuma un significato speciale e sbalorditivo, come di parole che solo chi sappiamo noi può pronunciarci con tanta intensità. Un amico di Marcel Proust, è un romanzo di formazione, cioè narra del protagonista, un angelo, nel suo farsi uomo: è un romanzo della crescita e della passione, ma anche del dolore. La lettura ci ha richiamato alla mente un piccolo gioiello di un altro autore francese, edito anni fa sempre da Guanda, che il romanzo di Philippe Besson ci spinge a consigliarvi (se riuscite ancora a scovarlo in giro): si tratta dello splendido Gli angeli malvagi di Eric Jourdan. Buona lettura, fateci sapere.

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di Roberto Oddo

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