SUPEROMOEROI ITALIANI

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Sulla rivista gay G&L arriva Capitan Gel. Ma non è il primo omosessuale a vantare superpoteri: prima di lui, Zardo, Starpussy, e persino una supereroina lesbica. E domani?

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Per chi ancora non lo sapesse sulla rivista G&L (per maggiori informazioni cliccate su www.gel-online.com) da qualche mese sono presenti le striscie di Capitan Gel, il primo supereroe gay dichiarato made in Italy.

Può volare ed è invulnerabile grazie a un gel di sua invenzione, ma soprattutto è gay e tutti lo sanno.

In Italia il genere supereroistico non ha mai vantato una produzione in grande stile, poichè gli editori hanno sempre preferito importare massicciamente i supereroi statunitensi a partire dal secondo dopoguerra. A prima vista, quindi, Capitan Gel sembrerebbe essere davvero il primo vero supereroe gay made in Italy, ma le cose stanno proprio così? In realtà, andando a cercare con attenzione, possiamo trovare dei precedenti molto interessanti.

Sul “Corriere dei Piccoli” dei primi anni ottanta, per esempio, si svolse la saga di Zardo (scritta nientepopodimenochè da Tiziano Sclavi, che qualche anno dopo avrebbe dato vita a Dylan Dog). Gillo e il suo amico Zardo (di qualche anno più grande di lui) si imbattono in un gigantesco extratterestre (una specie di Hulk dalla pella bianca a pois blu) di nome Taon, che vuole conquistare la terra, e per farlo decide di scambiare il suo corpo con quello di Zardo… Col risultato di rendere Zardo una creatura temuta e odiata da tutti, fuorchè da Gillo che lo sostiene col suo affetto e che sceglie di accompagnarlo (a suo rischio e pericolo) nella sua ricerca di Taon. Ovviamente in questa serie l’omosessualità non era mai stata neppure nominata, tuttavia ciò che legava Gillo a Zardo poteva prestarsi a diverse chiavi di lettura e anche gli atteggiamenti affettuosi fra i due, col senno di poi, erano ricchi di sottointesi (e la storia era una metafora della paura del “diverso” perfettamente riuscita).

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