TUTTI AL COMPLEANNO DI RAFFA

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Fabio Canino parla con Gay.it del suo ultimo spettacolo, "Fiesta" a Roma in questi giorni: in scena cinque uomini che adorano la mitica Carrà. E tra amori e...

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Che giorno è oggi? Il 18 giugno fantastico allora dobbiamo festeggiare! Perché?! Ma perché è il compleanno della divina, eterna, magnetica Carrà. E sì perché è proprio la mitica Raffa ad essere la protagonista di questa esilarante commedia firmata da Roberto Biondi, che non poteva intitolarsi che

"Fiesta", al teatro Colosseo di Roma da domani 12 dicembre fino al 14 gennaio. Certo, la Raffa non c’è, ma è presente il suo ‘spirito’: già, perché lei è considerata un insegnamento per tutti, per il suo coraggio, la sua gioia di vivere, i suoi miracoli, il suo potere magnetico. Soprattutto per Luca (Fabio Canino) primo adepto di questa nobile setta feticista Raffa-idolatrante, che colleziona dischi, vestiti, lampade e la statuetta n° 0001 del suo idolo, tenuta sotto una teca di vetro, in grado di emanare "la divina energia della soubrette" e capace di allontanare gli influssi malefici. E’ così che Luca, Renato (Diego Longobardi), Ivano (Adriano Evangelisti), Giuseppe (Emanuele Cerman) e Massimo (Antonio Matessich) si ritrovano a festeggiare il Carrà-compleanno, parlando di loro, dei loro amori, delle loro avventure.

Ma c’è un ma, una nota meno frivola delle ‘mises’ di Raffa, ed è la dura lotta tra omosessualità ed eterosessualità che incombe nei loro discorsi. Già, perché Luca, Renato e Ivano sono gay, alla ricerca ciascuno delle proprie realizzazioni di cuore o di sesso: Luca spera di incontrare il suo principe azzurro, Renato non vuole complicazioni sentimentali, e su Ivano incombe la forza di un’educazione cattolica molto legata alla figura del Papa.

Giuseppe invece è un indeciso, un uomo al largo che non ha ancora capito a quale sponda dovrà approdare e Massimo, beh, Massimo è etero al 150%.

In un dialogo serrato di battute e di cinismo senza preconcetti ed una colonna sonora composta dalle canzoni più famose della Carrà (ben dodici), i nostri protagonisti arrivano alla fine della serata, giustificando le loro scelte sessuali, azzardando perfino spiegazioni scientifiche: "E’ genetica", dice Luca, "Anche se gay e etero hanno lo stesso numero di cromosomi X e Y, i nostri sono disposti più elegantemente".

Oppure: "Non lo sai che ad andare con le donne si prende il diabete? E’ statistica! Il 90% dei diabetici è sposato con donne! Cifre ISTAT!".

Il nodo della commedia si trova nel fatidico dubbio: riuscirà Luca a circuire Massimo e a farlo cedere sul suo 50% di eterosessualità in eccesso?

La scelta è affidata al pubblico, che di sera in sera potrà decidere tra i tre finali: sì, no, no ma facciamo finta di sì.

A FABIO CANINO, protagonista del programma televisivo di Italia 1 "LE IENE", che torna in teatro dopo il grande successo delle stagioni passate con Making Porn e Amici complici amanti, abbiamo chiesto di svelarci qualcosina in più di questa ultima fatica.

Fabio, qual è il tuo rapporto con Raffaella?

Vedi, per il mio rapporto con Raffa posso aggiungerti questo: io sabato sera sono stato all’Auditorium per fare un servizio su vita in diretta che va in onda l’11 dicembre, e nonostante che il mio sia uno spettacolo scherzoso, a ‘presa di giro’, quando la Divina, come una sorta di Papa, sulla Carrà-mobile è passata e mi ha buttato un bacio salutandomi, sapendo che sono io quello dello spettacolo, mi sono commosso. Credo di dover andare in analisi, di questo me ne rendo conto… Uno ci scherza e ci ride, ma a me piace davvero! Io nelle interviste dico che si tratta di una roba ironica e scherzosa, ma in realtà a me Raffaella piace; io mi commuovo quando si ritrovano dopo 40 anni quelli dell’Argentina. Oddio, in realtà io piango anche per la pubblicità della Barilla, quindi non faccio testo..

Ma come ne viene fuori la Carrà dal tuo spettacolo?

E’ uno spettacolo assolutamente ‘politically Carràct^’. Lei diventa un Santo Graal, un simbolo. In realtà la Carrà è un pretesto, perché è il simbolo di questo personaggio (Luca) che ha una sua vita, è uno solo, una poveretta che nessuno vuole e che attravesro la Carrà riesce ad avere dei contatti con il mondo esterno, come se la Carrà fosse un linguaggio attraverso il quale lui riesce a parlare con le altre persone. E attraverso la Carrà riesce a superare – chiaramente è uno spettacolo! – una serie di problemi.

Morale?

Il motto dello spettacolo è: come è bello far l’amore da Trieste giù. Ma resta sempre il fatto che l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu!

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