TUTTI NUDI SULLA SCENA

di

"Naked boys singing": il musical più trasgressivo della stagione debutta a Roma. Paolo Lanfredini ne parla in anteprima a Gay.it.

8297 0

ROMA: Un teatro tutto gay: mentre, nel ridotto del teatro Colosseo di Roma, dal 14 dicembre Fabio Canino presenta l’esilarante "Fiesta", in cui un gruppo di amici, gay e non, si ritrova a festeggiare il compleanno di Raffaella Carrà, nella sala principale del teatro, debutta dal 15 dicembre "Naked Boys Singing!", un musical interpretato da otto ragazzi che si esibiscono completamente nudi dall’inizio alla fine, prodotto da Kandi&Laghi.

Entrambi gli spettacoli sono presentati dalla "Rainbowonstage", l’unica casa di produzione teatrale che si occupa dal 1998 di mettere in scena esclusivamente testi di cultura omosessuale non solo italiana ma mondiale. Gay.it ne ha intervistato il capo, Paolo Lanfredini, a cui abbiamo chiesto di parlarci in anteprima di quello che si annuncia il musical più trasgressivo della stagione teatrale italiana.

Paolo, "Naked boys singing" è in piedi da tre anni a Broadway, da quattro a Los Angeles, e da due a S. Francisco. Qual è l’originalità di questo spettacolo?

"La forza dello spettacolo è il suo essere sempre e fino in fondo, vero e proprio teatro musicale. Tutti i più amati elementi del musical sono stati uniti ad una tematica, come quella del nudo, con un gran senso di leggerezza ed ironia, e il risultato offerto allo spettatore è una piece teatrale brillante e dissacrante, allusiva e divertente. E poi c’è la singolarità di un cast di attori completamente nudi, che ballano e cantano senza un attimo di tregua, accompagnati solo dalle note di un pianoforte sempre in scena".

Che funzione ha la nudità, nello spettacolo?

"E’ in parte una nudità gratuita, come dice la canzone di apertura. Sono sedici quadri, in cui viene messo in gioco, in maniera ironica e divertente "il pisello". Gli attori se lo guardano, parlano di lui, e come in una classica coppia comica del varietà, il "membro" assume il ruolo della "spalla", e quindi a un certo punto occorre mostrarlo e liberarsi dai vestiti. I ragazzi in scena poi raccontano anche sedici storie in cui mettono a nudo l’anima dei personaggi che interpretano, e la nudità spirituale porta, di conseguenza, per scelta registica, alla nudità del corpo".

Sono tutte storie gay?

"Quasi la metà delle storie racconta di situazioni gay. Il cameriere che fa le pulizie nudo negli appartamenti di Chelsea e che quasi sempre rifiuta le avance dei proprietari di casa, l’attore di film porno, il palestrato che vive nel culto del proprio corpo per poter rimorchiare di più in sauna o sotto le docce, il ragazzo innamorato dell’uomo che vive nel palazzo di fronte al suo, sono alcune delle storie strettamente gay".

Quali difficoltà ha comportato la realizzazione di questa edizione italiana?

"Tantissime. Da un lato c’è stata la difficoltà di trovare attori capaci di ballare e cantare dal vivo, e che avessero voglia di esibirsi nudi davanti al pubblico. Dall’altra c’era il grosso problema dell’adattamento dei testi, che abbiamo superato brillantemente grazie all’abilità e alla professionalità di tre parolieri d’eccezione , a cui ci siamo rivolti. Le canzoni più lente le ha adattate Sergio Bardotti, che è l’autore di molte canzoni della Vanoni e di Mina. Quelle più satiriche e scanzonate, legate strettamente alla cultura gay, sono state affidate a Claudio Grimaldi, autore e regista del fortunatissimo spettacolo porno-comico "Prova orale per membri esterni", interpretato da Lunetta Savino. Altre ancora le ha tradotte Mario Misuraca, che è anche uno degli attori in scena. Se si pensa che i testi delle canzoni nella edizione originale americana sono state scritti da tredici autori, ci si rende facilmente conto dell’enorme sforzo fatto".

"Naked Boys Singing" è nello stile minimalista da "A Chorus Line" in poi: storie di ragazzi comuni, che uno per volta si presentano sul palcoscenico per raccontarsi. C’è anche critica sociale nei testi o ne viene fuori solo uno spaccato generazionale?

"In alcune canzoni, con toni sempre leggeri e ironici, ci sono spunti di critica sociale molto evidenti. La vita quotidiana è intrecciata al senso sociale più in generale della condizione omosessuale. In una canzone molto bella, per esempio si ricordano i campi di concentramento e le deportazioni degli omosessuali dei nazisti e dei fascisti, in altre, si accenna alla discriminazione operata dalla chiesa nei confronti dei gay e delle lesbiche, alla cultura sessuofobia del cattolicesimo, al dramma dell’Aids, alla difficoltà di essere gay in provincia. Tutto sempre con gran leggerezza e ironia, come solo gli americani sanno fare".

NAKED BOYS SINGING

Al teatro Colosseo di Roma ( via Capo d’Africa, 5- tel:067004932) dal 15 dicembre.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...