Tutti pazzi per i gladiatori gay

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L'antica Roma con i suoi gladiatori e le loro storie omoerotiche fa da soggetto a serie tv e anche bara manga, i fumetti giapponesi a tema gay. Virtus...

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Dopo la fine della grande stagione dei film peplum (ispirati, cioè, all’antichità classica e/o ai suoi risvolti mitologici), che durò grossomodo dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’70, sembrava proprio che l’antichità classica avrebbe smesso di ispirare le fantasie omoerotiche del pubblico gay. Poi, però, arrivarono film come Il Gladiatore, Alexander e 300, e le cose sono cambiate.

A differenza di quanto accadde negli anni ’50, però, questa nuova ondata di prodotti peplum (per il cinema e per la TV) sembra voler puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, e soprattutto non disdegna ammiccamenti omoerotici più diretti rispetto al passato. Negli ultimi due anni, in particolare, si è distinta una saga televisiva americana (in Italia la vedremo su Sky Uno dal 17 febbraio) che rivisita le vicende del gladiatore Spartacus.

La prima stagione Spartacus: blood and sand è diventata un vero e proprio cult gay, per le scene di nudo integrale (e frontale) di maschi scultorei e per la presenza di gladiatori dichiaratamente omosessuali, mentre la seconda (che in realtà è un prequel e si intitola Spartacus: gods of arena) è appena partita e ha già dimostrato di essere all’altezza della precedente. La cosa interessante è che l’onda lunga di questa riscoperta del mondo classico sembra contagiare tutto il mondo, arrivando anche in Giappone e coinvolgendo uno dei maestri del bara manga (il fumetto giapponese a tema gay per gay): Gengoroh Tagame. Ultimamente, infatti, questo autore ha iniziato ad ispirarsi al mondo greco e romano per le sue storie omoerotiche, a partire proprio dal mondo dei gladiatori, a cui ha dedicato il suo manga Virtus.

La cosa interessante di questo manga è che, a differenza di buona parte delle produzioni del maestro Tagame, punta molto sulla storia e sull’introspezione psicologica dei personaggi, lasciando alla rappresentazione del sesso (che comunque è ben presente) un ruolo tutto sommato marginale. Virtus, infatti, racconta la storia di Gaio, uno schiavo che è stato venduto alla scuola gladiatoria per animare i sanguinosi scontri che si tenevano al Colosseo. Gaio, però, si sente vuoto e senza speranza, non reagisce e potrebbe finire massacrato al primo incontro. Tuttavia il suo sguardo triste attira l’attenzione di Crescenzio, un gladiatore affermato, che decide di farne il suo balocco sessuale iniziando ad abusare regolarmente di lui. Questo spinge Gaio a nutrire un sentimento di rancore e vendetta, che lo fa reagire e lo stimola a diventare un bravo gladiatore per poter arrivare a fronteggiare Crescenzio nell’arena.

Le cose, però, non sono esattamente come sembrano: infatti Crescenzio aveva preso di mira Gaio proprio per spingerlo a trovare la forza di reagire, perchè nel suo sguardo triste aveva rivisto sua madre (che anni prima si era suicidata per la disperazione, lasciandolo in balia di un padre che abusava regolarmente di lui), e non voleva che facesse la sua stessa fine. Strada facendo, però, Crescenzio scopre di amare Gaio, e la situazione di complica ulteriormente quando lo scopre anche la nobile Aeria, figlia di un senatore molto influente, che da tempo è invaghita del bel Crescenzio. Per risolvere il problema Aeria prova subito ad uccidere Gaio (facendolo squartare da uno schiavo di colore), che viene salvato solo dal provvidenzialte intervento di Crescenzio, ma questo finisce solo per irritare ulteriormente la bella patrizia. Infatti fa in modo che Crescenzio e Gaio si sfidino in un combattimento all’ultimo sangue. Cosa succederà?

Per saperlo potete leggere l’edizione francese di questo fumetto (l’unica, per ora, pubblicata in una lingua occidentale), edita da H&O. Sicuramente questo fumetto dimostra che Gengoroh Tagame è in grado di creare storie solide e coinvolgenti anche senza puntare sul sesso, ma soprattutto mette in luce come la cultura classica del nostro paese possa ispirare ancora tantissimi prodotti interessanti, anche dal punto di vista gay. Peccato che il fumetto italiano se ne sia scordato (per non parlare delle nostre serie TV, dove Roma serve solo da sfondo a famiglie caciarone e a commissari di polizia ex gay).

Per maggiori informazioni su Virtus andate sul sito http://www.ho-editions.com/

di Valeriano Elfodiluce

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