UN VIRUS INVENTATO

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Al Crt di Milano un'opera teatrale in cui il flagello del secolo è un mostro bicefalo che diventa un grande business. E rispunta la tesi dello scienziato Duesberg:...

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E’ possibile raccontare senza ipocrisie e censure la "peste del secolo"? E’ possibile farne un racconto fiabesco, ipnotizzando il pubblico tra vittime sacrificali e lupi voraci? E poi un dubbio atroce: c’è un nesso causale tra virus Hiv e aids?

Alessandro Pozzetti e Domenico Ferrari ci raccontano la vera storia di 20 anni di aids nello spettacolo teatrale: Virus. L’invenzione della realtà, al Teatro Verdi di Milano, via Pastrengo 16 (tel. 02.6880038), sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre.

Virus è il risultato di un lavoro di documentazione e di studio durato circa un anno e mezzo e scaturito dal laboratorio Anabasi organizzato dal CRT di Milano.

L’aids è un mostro bicefalo, una creatura che segna nell’intero universo il limite delle paure e delle certezze; un rassicurante terrore che sfalda pian piano la sua monolitica faccia fino a instillare il dubbio di una realtà inventata dai mass media.

"Noi vogliamo raccontare il nostro sconcerto" dicono gli autori "il nostro smarrimento, e il silenzio. Il silenzio dei padri, delle istituzioni e dei poteri che in questa storia sono implicati".

Ed ecco apparire questo flagello del secolo come il più grande business del mondo, dopo armi e droga, legato agli affari delle case farmaceutiche e ai miliardi della ricerca. Altro che trasmissione sessuale o come recitavano in solenne coro nel 1984 quasi tutti i giornali italiani: "aids: la peste gay". E’ lecito pensare che i farmaci anti aids hanno rappresentato il miglior affare che le case farmaceutiche potessero trovare.

Insomma: l’invenzione della realtà! E così Alessandro Pozzetti, attore in maglietta e pantaloni neri sale sul palco in sordina, dissemina, coadiuvato dal regista Domenico Ferrari, dubbi e fa vacillare certezze in uno spettacolo il cui perimetro oscilla tra la conferenza e il suspence. La platea è ancora inondata di luce; una scenografia costituita da un tavolo pieno di fogli e qualche libro; un bidone per la spazzatura e uno specchio velato.

L’attore scopre lo specchio, cominciando a rappresentare una realtà negata e a parlare per più di due ore, sforzandosi di chiarire le zone oscure di una malattia visibile solo per la faccia rivolta ai media. Illuminando, sotto la metafora dell’affare aids, le motivazioni che ne hanno fatto l’evento simbolo di fine millennio.

Lo spettacolo oltre che avvalersi della enorme documentazione raccolta, è ispirato al libro "Aids. Il virus inventato" scritto dal virologo Paul H. Duesberg e alla vasta letteratura di controinformazione intorno a questa terribile malattia, incentrata sulla negazione della natura epidemiologica dell’aids e del nesso causale tra virus hiv e aids.

Sotto questa spada di Damocle che colpisce milioni di persone nel mondo, si intersecano giochi di potere e interessi non dichiarati di persone o meglio di "lupi voraci". Le speculazioni economiche operate dalle grandi multinazionali farmaceutiche che lasciano nella sofferenza e nell’abbandono molte popolazioni africane e di altri paesi poveri.

La conclusione a cui ci conduce lo spettacolo è davvero sconsolante: la ricerca sull’aids è ancora tutta da fare. Sempre che le grandi industrie di ricerca farmaceutica lo consentano e ne traggano benefici adeguati.

Encomiabili l’attore Alessandro Pozzetti e il regista Domenico Ferrari.

Virus. L’invenzione della realtà ha vinto l’anno scorso la Borsa Teatrale "Anna Pancirolli" ed è vivamente consigliato a quanti hanno a cuore una realtà lontana da manipolazioni, ipocrisie e censure.

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Domenica 1 dicembre, dopo lo spettacolo delle 16.30, seguirà il dibattito: Virus, una questione controversa. Interverranno: Prof. Sisto Dalla Palma, presidente CRT; prof. Claudio Bernardi; lo scrittore Luca Rossi; prof. David Rasnick, Boveran, Founder and Chief Science Officer; prof. S.W.P.Mhlongo, Chief Family Proctition and head department of family Medicine and Primary Care; dr. Norberto Ceserani, infettivologo, LILA CEDIUS; dr. Fabrizio Magani, responsabile casa accoglienza Archè.

di Mario Cirrito

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