UNA LESBICA CON LA PISTOLA

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Sottovalutate in Italia, escono in America in volume di lusso, le avventure di Kerry Kross, donna-detective omosessuale a caccia di guai. Autore, il mitico Max Bunker.

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Molto spesso il pubblico gay e lesbico italiano si lamenta dell’esiguità di fumetti in cui può identificarsi, e non si può dire che siano molti gli editori disposti a sperimentare in questo senso. Talvolta, però, capita che in edicola appaiano dei prodotti interessanti, che passino sotto silenzio e che il loro insuccesso contribuisca ad alimentare le voci (false) per cui i fumetti gay o gay-friendly non hanno pubblico: è questo il caso di Kerry Kross, la prima detective lesbica made in Italy.

Frutto dello sceneggiatore ed editore Luciano Secchi, in arte Max Bunker (creatore di veri cult degli anni ’60 e ’70, come Alan Ford, Satanik e Kriminal), Kerry Kross aveva tutte le carte in regola per diventare un piccolo caso editoriale, tuttavia le sue due serie (datate 1994 e 1998) ammontano a soli 22 numeri complessivi. Il motivo? Sicuramente l’incapacità di raggiungere il pubblico potenziale (soprattutto quello gay e gay friendly), puntando su iniziative promozionali sbagliate (quante lesbiche hanno letto la copia omaggio di Kerry Kross allegata a MAX?). Eppure, nonostante un taglio delle storie molto classico (a volte addirittura banale), le vicende della bionda detective di Los Angeles avrebbero sicuramente meritato maggior attenzione.

Kerry è un’implacabile agente dell’F.B.I. dai metodi decisamente violenti e poco ortodossi (anche a causa di un passato a dir poco doloroso), fino a quando non si innamora della moglie di uno dei massimi dirigenti del suo dipartimento, quest’ultimo scopre la loro relazione e fa in modo che Kerry venga coinvolta in un agguato: la ragazza si salva, ma una scheggia le si conficca nel cervello è non è più ritenuta idonea per il servizio attivo. Kerry però non si abbatte, si dimette dall’F.B.I. e fonda una sua agenzia investigativa, la “Kerry Kross Private Eye”, alternando la vita privata alle “missioni impossibili” che la coinvolgono di volta in volta (spesso a cavallo della sua mitica Harley Davidson).

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