VERLAINE, AMORE E TORMENTO

di

Invito alla lettura del grande poeta francese. Che affascinò il giovane e bel Rimbaud. Ma non riuscì ad accettare la propria omosessualità.

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Questa nuova edizione delle Poesie di Verlaine ci dà la possibilità, negataci per lungo tempo, di apprezzare la sua opera anche per la veste grafica e non solo per il pregevole contenuto. È vero che le rime di Verlaine si apprezzano anche scritte su di un pezzo di carta paglia, ma è pur vero che un libro dovrebbe onorare il suo contenuto con una forma gradevole. La copertina bianca con un grazioso cammeo al centro, nella sua sobria semplicità, da risalto al titolo e al nome dell’autore, inoltre il taglio del volume, se non proprio tascabile, lo rende maneggevole ma adatto ad ornare lo scaffale di qualunque libreria.

Leggere Verlaine è sempre una nuova scoperta, e se più volte leggiamo la stessa poesia, ogni volta vi troveremo nuovi palpiti, nuovi sussulti. La poesia non si legge certo come un giallo, ha bisogno di riflessione, è come un buon vino pregiato, prima si stappa, poi si decanta e solo alla fine si sorbisce e se ne assapora l’aroma, il corpo e la struttura; ugualmente, la poesia prima si legge con gli occhi, poi la si lascia decantare dentro di noi, in modo che quanto di bello vi è contenuto permei la nostra anima, ed infine si rilegge, più e più volte per ottenerne il massimo godimento.

Verlaine si presta a questo esercizio in modo pregevole, leggendo "i paesaggi tristi", le "romanze senza parole", oppure i "poemi saturniani", ci avviciniamo all’anima di questo strano personaggio la cui sregolatezza del vivere era, ed è, un simbolo di ribellione.

Se guardiamo le rare foto di Verlaine, non possiamo anche volendo definirlo bello; emaciato, pallido, dalla barba incolta e con pochi arruffati capelli, forse in gioventù avrà posseduto la bellezza che si accompagna con quest’età, ma l’assenzio, una vita di stenti e il tempo hanno battuto ogni pretesa di beltà. Ma pur senza bellezza, il suo fascino è salito a vette superbe, i suoi scritti, più che le sue rare parole, hanno affascinato Rimbaud, molto più giovane e bello di lui.

Il materialismo di quest’epoca ci ha sottratto il fascino della poesia, la più nobile forma di scrittura è stata degradata a semplice esercizio mnemonico, la poesia è invece un nettare distillato di cui tutti debbono nutrirsi, la critica si può lasciare ai critici, e l’interpretazione ai filosofi, a noi comuni mortali basti il fascino del bello che da essa traspare, la musica che si traduce in parole è un nutrimento dell’animo.

^SPerché leggere questo libro?^s

Intanto per acquistare un bel volume, ben tradotto e ben curato nella parte critica. L’introduzione è molto gradevole e ci fa capire l’intimo dilemma del traduttore. In appendice compare un "sonetto erotico" dell’autore e quello in risposta che compose Rimbaud; questi sonetti si possono leggere come curiosità letteraria, in essi non vi è nulla di scandaloso per gli uomini del nostro tempo sebbene traspaia una forte vena sensuale, molto più raffinata e bella di quanto possiamo trovare nella letteratura erotica moderna, spesso scurrile e degradata.

Verlaine è stato un grande poeta, un precursore del simbolismo ed allo stesso tempo l’ultimo rappresentante della poesia parnassiana, le sue immagini melanconiche, i pierrot, le damine, maschere tristi e patetiche, hanno ancora il potere di comunicarci una forte tristezza. Il senso della tristezza di Verlaine è racchiuso tutta nella "terza arietta dimenticata" delle "romanze senza parole", Il pleure dans mon coeur. La tristezza senza ragione, la profonda melanconia che senza causa lo affligge, è un pianto che sgorga dal cuore, anzi nel cuore stesso del poeta, che piange così come piove sulla città. Il potere evocativo di questi versi è tale che, una volta letti, i giorni di pioggia autunnale non saranno più gli stessi.

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^SPerché leggere questo libro se si è gay?^s

Verlaine era uno di noi. Uno che, come molti di noi, si è scontrato con la sua natura, la sua vicenda è simile a quella di quei gay che non accettano mai di convivere con la propria omosessualità. Il suo rapporto con Rimbaud fu, probabilmente, il solo sprazzo di luce in un esistenza buia, sempre in conflitto con la propria moglie da cui non riuscì mai a separarsi completamente. Tutti i gay, in una stagione della propria vita, sono come Verlaine, incapaci di affrontare la propria natura, molti oggi riescono ad andare oltre, riescono ad accettarsi, ma altri non lo fanno mai, e come Verlaine, tradiscono se stessi per compiacere il mondo. Forse il suo tormento fu la fonte della sua poesia triste e malinconica, ma molti di noi avrebbero preferito rinunciare alla dolce musica di queste poesie, piuttosto che saperle il frutto di un dolore mai sopito.

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